nostalgia canaglia mode on

Tra le cose che perderemo e che abbiamo già cominciato a dimenticare c’è la nostra calligrafia. E quella degli altri.

Sì, lo so che è un pensiero originalisssssimo tipo “pensa che figo vivere a londra nel 1977” (cit.), e che se una poco poco volesse continuare a sentirsi e a sembrare giovane dovrebbe eliminare questa frase dal suo repertorio (insieme ai link dell’uomo tigre e dei gelati eldorado tra i preferiti di Facebook).

Però per me la calligrafia è stata sempre un tratto importante.

La mia l’ho studiata e modificata mille volte in adolescenza (una settimana tutto inclinato in avanti, quella dopo tutto indietro, poi vai di maiuscole, buttaci dentro gli svolazzi, toglili, fai i pallini giganti sulle i, un marasma vomitevole che mi chiedo come mai i miei professori non siano mai entrati in sciopero rifiutandosi di correggere le verifiche finché non fossi tornata normale), adesso da un po’ d’anni s’è assestata su una specie di stampatello minuscolo un po’ british che diventa piuttosto illeggibile quando ho fretta.

Però le calligrafie delle mie amiche per me sono anche un po’ le mie amiche: il corsivo rotondo e fumettoso di Alisia, le zampe di gallina distratte di Lanza, le lettere sobrie e razionali di Balle. Nella calligrafia ci sono le loro voci, e se leggo qualcosa che mi hanno scritto con le loro zampette è un po’ come se le sentissi parlare.

E un altro grande mistero della vita: perché di solito i maschi scrivono di merda?

Dico di solito perché per snobismo personale non mi sono mai fidanzata con uno che avesse una calligrafia indecente (né con uno che sbagliasse i congiuntivi, se proprio devo fare la pignola nazistella, e nemmeno con uno con delle scarpe di merda o che non sapesse chi erano le Hole), però, ripensateci un attimo, pulzellette: quanti dei vostri compagni sapevano scrivere un biglietto senza che sembrasse che ci avesse vomitato sopra una bic?

Quelli che avevano una grafia decorosa, probabilmente venivano sbeffeggiati perché poco virili.

O erano i miei ex.

O tutte e due le cose.

2 thoughts on “nostalgia canaglia mode on

  1. Kiara The Koala

    Ciao cara,
    mi sono imbattuta nel tuo immaginifico sitarello ieri e…non riesco più a schiodarmene…!! Ma che bello è…?! (Ed anche: Dottore è grave? o passa lei a scollarmi? Sono in zona Piazza Badoni, neanche tanto distante, dai).

    Ciò detto, e qui vien fuori smorfiosa & precisetti l’ex classicista che alberga in me: l’etimologia greca di “calli-grafia” rimanda a kalos, bello, e grafia, scrivere (maddai?). Perciò a rigore calligrafia significa “bella grafia” e volendo dare una connotazione di merito, bella o da medico scienzato pazzo che sia, ad una scrittura, l’accademia All bran (tumulatemi) vorrebbe che si scrivesse “grafia”. e basta.

    Ecco, ti sto già sulle balle ancor prima di iniziare. E pensare che ho fatto SciDeCom soltanto perchè nel lontano ’95 il DAMS non l’avevano ancora introdotto……….

    Affezionatamente anyway
    Kiara Precisetti

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    1. incorporella

      Ma benvenuta! E sì, in effetti bella calligrafia è una ridondanza scorretta, me lo diceva sempre la mia prof di italiano 🙂 I nevr learn!

      Rispondi

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