I maledetti della friendzone

O anche, per dirla con Max Pezzali, la regola dell’amico non sbaglia mai.

Non so se avete mai notato, ma nel mondo dei telefilm, perlomeno quelli che guardo io, c’è sempre qualche povero cristo che viene confinato dagli sceneggiatori sadici nella zona d’ombra della friendzone e, puntata dopo puntata, si ritrova impantanato, senza uscirne.

Uno su tutti, il re della friendzone, il gran visir del non-te-la-dà-papparapappappà, è lui, Ser Jorah Mormont di Game Of Thrones.

Tre intere stagioni passate a sgambettare nella steppa sulla scia di Danaerys Targaryen, e neanche un limone, zero. Giusto qualche sguardo torbido, qualche occhiatina lasciva, ma sempre un po’ casuale, della serie: mi starà invitando nella sua tenda dopo il tramonto vestito solo di un perizoma di pecora e cinque gocce di Chanel, o le è entrato un granello di sabbia nell’occhio? Che poi arriva il primo buzzico extracomunitario col capello lungo e il gilè sul petto nudo à la mode di un cantante hair-metal losangelino anni 80, e vai che non conti più un cazzo e sei buono solo a rastrellare la cacca di drago.

Poco poco meno sfigato troviamo Daryl Dixon di The Walking Dead, a cui io personalmente non negherei uno spazietto nel mio sacco a pelo, tra un’apocalisse zombie e l’altra.

A parte il fatto che è l’unico personaggio maschile della serie a non aver ancora avuto un crollo nervoso, e scusate se è poco, in un mondo in cui il più normale vede il fantasma della moglie morta che gli fa ciao ciao con la manina ogni volta che fa una stronzata, cioè praticamente una puntata sì e quella dopo anche.

Insomma, il povero Daryl, tutto bicipiti, balestra, harley davidson e taglio di capelli alla muoda, si invaghisce non si sa bene perché della dolce Carol, che a inizio serie sembra davvero nonna Abelarda, anche se devo ammettere che, da quando le è schiattata tutta la famiglia, sembra ringiovanire e rinfighisce a vista d’occhio. Le porta pure i fiori, nella prima serie.

E lei, gliela dà? Manco morta.

Che voglio dire, ci sono buone probabilità che prima di sera, ogni sera, siate stesi per terra col bastone del mocio infilato a fondo nella cavità oculare, ve la volete fare st’ultima trombatina? No. Per carità. Vade Retro, Pene. Meglio lavare le mutande zozze di tutta la colonia di sopravvissuti.

Anche in Criminal Minds, che pure non è che lasci troppo spazio al sentimento, vediamo un giovanissimo dottor Spencer Reid, a cui comunque io, nella mia generosità, riserverei un piatto caldo di minestra e un pigiamino di saliva nelle fredde notti invernali, alle prese con un impacciato baccaglio della bionda e più scafata JJ.

La invita anche a vedere un qualche match imperdibile di uno sport a scelta tra baseball/basket/football (adesso non ricordo). E se voi credete che scatti almeno un lieve petting post-partita, vuol dire che ancora non avete chiaro il meccanismo pezzaliano delle sceneggiature dei telefilm.  In tutto ciò, arriva il primo ispettore languido con la parlata strascicata di New Orleans e l’occhio un po’ da triglia da filantropo del materasso, e in un’indagine e tre puntate scarse JJ si ritrova innamorata e pure gravida.

Meno male che c’è Grey’s Anatomy, dove tutti trombano con tutti dappertutto.

 

 

6 thoughts on “I maledetti della friendzone

  1. Mychelle

    Infatti io mi chiedo sempre più spesso se la mia vita in realtà non sia una serie tv…

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    1. incorporella

      Dipende dalla serie, in alcuni casi può anche andarti bene!

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  2. ottabella

    Io amo Spencer Reid e amo follemente Daryl Dixon. Però con Carol no, dai. Io me lo vedo meglio con Michonne a fare del sesso violento.

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    1. incorporella

      Infatti, secondo me sarebbe ora di arrivarci, che tra una palla e l’altra sarà un anno che non trombano!

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      1. ottabella

        Michonne è ancora tutta da scoprire, secondo me alle spalle ha una storia pazzesca e ce la diranno soltanto all’ultimo. A parte gli stessi gusti per le serie televisive… Mi piace il tuo blog!

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        1. incorporella

          Anche io su Michonne ho grandi speranze!
          E grazie, grazie davvero per l’apprezzamento!

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