Sei già stato qui.

Ho sentito il bisogno assoluto di rileggere Cose Preziose di Stephen King, poi mi sono ricordata che non ce l’ho più.

[un giorno parleremo di tutti i miei libri prestati e perduti, delle belle edizioni di una volta, alcuni dei quali usciti dal catalogo per sempre, alcuni dei quali tra l’altro rimasti a persone che non li meritano per niente, che forse non li hanno nemmeno mai letti, che forse li hanno, diomìo, buttatil’orrore, come direbbe un qualunque personaggio di Lovecraft, l’orrore!]

Comunque, dicevo. La mia copia anni 90 di Cose Preziose non ce l’ho più, quindi, essendo le dieci di sera e provando io questo bisogno impellente di tornare a Castle Rock in compagnia del signor Gaunt, ho ringraziato il cielo di essere nel 2018 e ho speso ben 7.99€ per scaricarmelo sul Kindle.

L’ho riletto davvero con la sensazione di tornare in villeggiatura in un luogo che un tempo mi apparteneva. Questo è l’effetto che mi fa la rilettura, in particolar modo quella dei libri di King.

Siamo a Castle Rock, appunto. Lì dove c’è stato Cujo, per dire, ma anche dove un mattino d’estate Gordon e i suoi amici sono andati in cerca di un cadavere che nessuno aveva ancora ritrovato, e tra l’altro purtroppo per noi in questa storia incontreremo di nuovo anche Ace Merrill, che tanto li perseguitava allora.

Siamo a Castle Rock, dove ha appena aperto un negozio nuovo, che si chiama, indovina un po’, Cose Preziose. Cosa vende? Antiquariato, bric-à-brac, insomma, un po’ di tutto, ma in particolare vende quell’oggetto che le persone stavano cercando. Quella cosa a cui non avrebbero mai pensato in maniera cosciente, ma che in qualche modo devono assolutamente possedere, perché, quando la sfiorano, la prendono in mano, in loro nasce un ricordo, una memoria, una speranza, una visione. E insieme alla brama di possesso, arriva, fulmineo, il terrore, anzi, la certezza, che chiunque possa rubargliela, anzi, che chiunque cercherà di rubargliela, per quanta cura mettano nel custodirla e preservarla da mani indiscrete.

In realtà, le cose che gli abitanti di Castle Rock comprano dal signor Leland Gaunt sono visibilmente belle e preziose solo per loro.

Agli occhi degli estranei che per caso le vedono appaiono per quello che sono in realtà: cianfrusaglie, spesso rotte, polverose, tarlate.

In cambio del possesso, gli abitanti di Castle Rock cedono un po’ di denaro, la promessa di fare una piccola cosa innocua per il signor Gaunt – un piccolo favore, una commissione, uno scherzo – ed è senza saperlo che nella transazione aggiungono come bonus qualcosa di ben più importante, che è la loro anima.

Ho riletto questo romanzo solo con la voglia di tornare in una storia che conoscevo già, una storia poderosa e magnificamente narrata, e poi è successo che ho continuato a pensarci, ancora.

[e non è strano come io, che sono la persona meno mistica e psicomagica del cosmo, riconosca solo ai libri la possibilità di chiamarmi ed entrare a gamba tesa nelle mie necessità inespresse, al momento giusto, proprio come se davvero anziché semplici accumuli di parole fossero piccoli esseri senzienti che si fanno vivi quando c’è bisogno di loro? No, forse non è strano per niente].

Quando lottiamo per tenerci qualcosa, che sia davvero un oggetto, un lavoro, una persona, una relazione, un ruolo sociale, un’abitudine, stiamo forse sempre mirando oltre.

Non alla cosa in sé, ma alla rappresentazione di noi che quella cosa – preziosa – incarna. Al futuro possibile o probabile al quale non sappiamo rinunciare, una volta che l’abbiamo immaginato. O al ricordo, a quella fragranza che una, una sola volta esisteva.

Come evitiamo di giocarci l’anima? Forse non cedendo alla tentazione di tenere il segreto, piccoli Gollum dai piedi nodosi, forse condividendo, forse correndo il rischio che qualcuno che ami ti dica, senti, ascolta a me, lascia perdere, è ora di lasciar andare. O forse non possiamo evitarlo.

O forse l’anima, diversamente da come ce l’hanno raccontata, è ben più di una, ci ricresce come la coda delle lucertole, chi lo sa?

Ma per tornare a bomba alla questione che mi preme veramente, che cosa c’era di speciale nella mia copia cartacea di Cose Preziose, oltre a una sovraccoperta cacofonica e sbrindellata?

Le ditate di merende fugaci, persa nei meandri del racconto. Le orecchie alle pagine, quando ero ancora una tredicenne rozza e incolta che non conosceva il nobile uso del segnalibro. Forse – ma non ne sono sicura – il nome della zia Mariuccia, vergato di suo pugno sul frontespizio, nella sua calligrafia tutta angoli e inclinazione, visto che probabilmente quel libro, come It, l’avevo ereditato da lei.

E non so se, come per gli Horcrux di Voldemort, anche in quel libro ‘era un pezzetto della mia anima. Di sicuro c’era un pezzetto della mia storia di lettrice, che, a conti fatti, è forse il bagaglio di esperienza più ricco che ho, e scusate se non sono mai andata a cavallo all’ombra delle piramidi o ballato l’alligalli alle falde del Kilimangiaro.

Se passate da Castle Rock, prima di farvi una fetta di torta da Nan o una birra al Mellow Tiger, passate a dare un’occhiata alle vetrine del negozio nuovo. Ma con cautela, giusto una sbirciata.

Poi non dite che non vi avevo avvertiti.

6 thoughts on “Sei già stato qui.

  1. Erika

    🙂 che piacere leggere un post proprio del libro che si sta pensando di iniziare a leggere.
    Cade a fagiolo!
    …come se l’universo dei libri ancora da scoprire ti indicassero la strada da percorrere 😉
    Grazie per la lettura illuminante
    – Erika

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    1. incorporella

      Ma WOW veramente, una coincidenza pazzesca. Del resto, l’unica magia che sono disposta a prendere per buona è proprio quella legati ai libri… <3

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  2. Sara Fasolo

    Hai una capacità unica di proiettare interesse su tutto quello che ti interessa.
    Ricordo Cose preziose come una delle letture più noiosabonde della mia giovinezza, e ora che ho letto le tue parole mi è quasi venuta voglia di rileggerlo… sempre ammesso che lo ritrovi! 😉
    Un abbraccio,
    Saraf

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    1. incorporella

      Ma davvero noioso??? Non ci posso credere…è proprio vero che i libri cambiano completamente faccia a seconda di chi li legge!!!

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  3. gynekiller

    potrebbe essere qui? provo a cercarlo?

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    1. incorporella

      no…è rimasto a casa di un’altra persona…ormai anni fa.

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