do you remember a time i met a girl from Mars?

un anno fa, erano quasi quaranta.

erano quasi gonna di tulle rosa tolta prima di andare in bagno, mutande alla mercè del pubblico.

Un diadema sulle trecce. Promesse per i giorni a venire. Un anatema casuale. Tutti i fili che mi legano alla vita, sotto forma di mani e sorrisi.

La sera prima, subito prima, di questa data definitiva, passeggiavo sul ponte sulla Dora con la mia amica del cuore, e bevevamo cose al Rossini. Avevo un abitino a fiori e il vento freddo del fiume mi gelava le gambe ma non il cuore.

Passeggiavamo nel borgo, appena brille e leggermente sobrie dicevamo cose, non le ricordo una per una ma le so, come sai le cose che dici da sempre con le persone care e preziose, le cose accadute, quelle che avrebbero potuto essere, le persone ideali e quelle arcinote, e le chiacchiere lievi, che poi in fondo la saggezza degli anni è uno strano mischone di vissuto e inventato, di ricordi e speranze.

Come ho scritto altrove, l’amicizia è la forma di amore più perdurante e assoluta che possiamo permetterci in quanto esseri umani, incompleti e spaventati, e al tempo stesso incoscienti, e inarrestabili.

La mia festa, l’ultima del mondo prima.

Voi che c’eravate, la ricordate: dopo è cambiato tutto. Ma quell’ultima volta, i balli e gli abbracci, noi che li abbiamo dati e presi, li ricorderemo per sempre. L’epica delle luci, dei colori, dell’innocenza sulle gote tue. Ogni giorno appena sveglia dico grazie per la grazia ricevuta.

Allora, che sublime ignoranza il non sapere.

Che suprema leggerezza, il dirsi: non posso cambiare ciò che è stato, né gli schiaffi né le cure, ma finalmente, ho sovrascritto quasi tutto. Da qui in poi, solo giorni nuovi di zecca.

E in un certo qual modo, cuore di panna, è andata proprio così.

Ogni volta che andrai indietro, che il nastro si riavvolgerà, come un fantasma fra le luci e le ombre comparirà il riflesso dei lampioni sul fiume, te stessa appoggiata al parapetto e tutte le cose che non conosci ancora lì davanti in prospettiva: ma nessuna ti tange, sei cristallizzata in un attimo di pura innocenza e ti dici, avanti, mondo. Stupiscimi. Con i tuoi demoni e le tue meraviglie. Non sono pronta perché io non sono pronta mai, ma tuttavia ti dico, fatti avanti, e vediamo come va.

La cosa migliore del futuro, è non saperne niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *