bookshop portraits #1.

C’è il ragazzino biondino divoratore di libri che viene a limonare con il fidanzatino brunetto torello palestrato in negozio, perché non può farsi vedere in giro.

Che gliel’ha chiesto sua mamma perfavore. Che il nonno ha già avuto un infarto quando lo zio ha divorziato, figurati se gli vanno a dire che ti piace il pene. Il paese è piccolo, la gente mormora. E loro vanno su a limonare fra i Geronimi Stilton.

E poi quando il torello se ne va all’allenamento di qualcosa, il biondino mi si sporge sul bancone e mi chiede, allora cosa ne dici? Ti piace? È carino? Che ne pensi?

Io vorrei dirgli, è uno zarro e probabilmente ti spezzerà il cuore, ma poi voglio mantenere intatta ancora un po’ l’innocenza dei suoi 16 anni e gli dico che è carino, che sono belli insieme, insomma, le cose generiche che devi dire alla gente senza per forza metterla sull’attenti contro le brutture dell’universo.

Poi il biondino compra dieci chili di romanzi storici e fantasy e mi racconta anche del libro che sta scrivendo e che tra vent’anni si leggerà nelle scuole.

E io sorrido e continuo a non dirgli niente e ad augurargli il meglio.

 

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