Quella volta con Modigliani a New York

Il 2012 è stato un anno di merda. Non so so era colpa dei Maya o della famosa ruota che gira e tu un po’ stai su e un po’ stai giù, io quell’anno stavo definitivamente giù, tenevo insieme i pezzi con lo scotch – quello adesivo, anche se forse quello alcolico avrebbe aiutato meglio – e continuavano a staccarsi, non riuscivo mai ad andare avanti perché ogni metro dovevo...

La recita di natale

Alla scuola elementare Beato Reginaldo da Belluno, il Natale -o, meglio, la recita di Natale – era il momento topico dell’anno scolastico. Era un hype che si andava creando dal 24 dicembre dell’anno precedente, la cui punta di diamante era ovviamente il toto-madonna. Gran visir di tutta la baracca era suor Maria Piva, regista, coordinatrice, scenografa, costumista e ovviamente direttrice del casting. Suor Maria Piva godeva anche della qualifica non...

Racconta di ciò che sai, dicono

Sto leggendo tantissimo. Giuro. Forse è per questo che non scrivo una mazza. Eppure, in teoria, la lettura è un esercizio fondamentale per la scrittura: lo dico sempre. E invece. Il fatto è che leggere ti butta addosso secoli di genialità a cui sei completamente impreparata. A che serve raccontare delle tu tonsilliti di bambina, quando non potrei mai eguagliare le atmosfere del rione di Elena Ferrante? Quale tetralogia fantasy ambientata...

Pagine.

Pagine era una libreria in via Vagnone angolo via San Donato, dove tutti i sabati, uscita da scuola, andavo con mamma e babbo Nelli a comprare libri. Per me e per loro. Io me la ricordo strapiena di libri e con scaffali altissimi: forse gli scaffali erano normali e non ad altezza nana, e in questo la memoria sensoriale un po’ mi inganna: però, di sicuro, aveva dei libri meravigliosi....

Le confessioni pre-vacanziere.

Ecco, allora, visto che sarei in dirittura d’arrivo e fra poco parto per le vacanze (yeah!), e non vorrei correre mai il rischio di lasciarvi con quest’immagine di me seria e propositiva e piena di saggezza, ho deciso che vi confesserò le tre cose peggiori che ho fatto nella mia vita. Chè non si può mica sempre fare la figa, soprattutto nel mio caso. 1. ho mangiato pane, nutella e prosciutto cotto...

le cicatrici fanno male solo quando piove.

Ci sono delle volte che devi andare a toccare dove ti faceva male. Devi sentire se sotto le dita hai ancora la crosta, grattare, per vedere che tutto è rimarginato, sapere che è una cicatrice. Lo si fa di notte, la luce azzurra dello schermo, il fumo di una sigaretta, il presente addormentato nella stanza di fianco. And now it’s bigger than us It’s bigger than everything it decides to...

There’s something about surimi (and true love)

Tanto tempo fa, ma tanto tanto, avevo un fidanzato che scriveva canzoni. Le scriveva per la nonna, per gli amici, per sé stesso, e un giorno ne aveva scritta anche una per me. Era una canzone molto bella che parlava di quell’estate in cui ero a dieta e, sempre troppo pigra per cucinare, mi ero convertita ai bastoncini di surimi come ottima alternativa alimentare al pesce (che, si sa, nelle...

Preferibilmente.

Quando ero piccola ero cicciona e fifona. Anche adesso, a onor del vero, ma, visto che mi piace vedermi come un’amazzone dignitosamente rotonda, glissiamo pure e rinvanghiamo il passato. Devo dire che queste due caratteristiche mi sono sempre appartenute in maniera abbastanza spontanea.  È però solo sulla lunga distanza che mi sono resa conto di come i Nelli abbiano utilizzato la scienza medica per dissuadermi dal compiere quelle azioni che...

What’s up, Doc?

Questo è proprio quel tipo di cosa che, se indossi le Hogan, forse non puoi capire. Se indossi le Hogan probabilmente compri le scarpe sulla base delle pubblicità sui giornali, quelle tipo Coconuda e Miss Ribellina che non guarda nessuno, nessuno di buon senso dico, e allora tààààc, ecco che vai di Hogan. Se indossi le Hogan in realtà fai parte del 90% degli Italiani e quindi quella strana sono...

Le cinque pubblicità più ingannevoli degli anni 80

Io sono stata una bambina fortunella, figlia unica, viziata e molto amata. Posso quindi vantarmi di aver posseduto un buon 70% dei giochi (soprattutto quelli da femmina, trasudanti cuori e brillantini) strategicamente posizionati all’interno delle pagine di Topolino, e pubblicizzati nelle pause tra un cartone di BimBumBam e l’altro. Fantasmagorico da GIG: ancora adesso sento queste parole e ho un brivido di desiderio. Il logo Mattel non smette di esercitare...