L’amore si impara leggendo

È sempre difficile parlare di cose che si è fatte con grande impegno e grande passione. Persino io ho questa sorta di pudore malconcio, per cui mi sembra che le parole rimpiccioliscano la bellezza dei progetti a cui tengo moltissimo. Allora facciamo che la prendo alla larga. Una persona a cui voglio molto bene, anni fa, mi ha detto una frase di saggezza a cui spesso ripenso: “Dell’amore ne sappiamo come...

11/09/01

  (Questo è il racconto che ho scritto come esercizio per il corso di narrativa che sto seguendo – con il vate Marco Lazzarotto ai comandi, sotto la sacra egida di Zandegù. Le due ore del mercoledì che passo in quell’aula sono sempre nella top ten della settimana). Ho 21 anni, due treccine e una giacca rosa di Fiorucci, nuova. Sono seduta sugli scalini di casa, fuori dal portone, la...

Tipe da stadio

Riassuntone delle puntate precedenti. Un giorno di sole, attraverso la Rete Al Femminile creata da Gioia Gottini (che più che una donna è un miracolo della natura, ma lei richiede un post a parte), ho conosciuto Marianna. Marianna ha sempre degli orecchini spettacolari,  una testa straripante di idee, un talento naturale per coinvolgere le persone in progetti pazzeschi e di mestiere fa l’editore digitale. La sua creatura si chiama Zandegù...

Libri, rose e biciclette.

  Oggi lasciate che vi dica una cosa sul serio. Sarà che è morto Gabriel García Márquez, sarà che ricordo l’amore e la gioia per quel Cent’anni di solitudine della biblioteca letto nell’afa dei pomeriggi in Grecia e ricomprato di corsa al Banco di Via Garibaldi non appena tornata a Torino. Le piccole librerie indipendenti si supportano solo ed esclusivamente in un modo: comprandoci dei libri. (Toh, ve lo metto pure...

I nomi dei bambini.

Ho fatto una breve incursione alle elementari, un paio di settimane fa. Diomio, come cambiano i nomi dei bambini. Ti trovi circondata di questi esserini buffi e sghembi, con i piedi storti nelle simil- all star di Violetta o Cars, con i grembiuli customizzati e le toppe improbabili sui pantaloni della tuta. Ti chiamano tutti “maestra” anche se maestra non sei, che è comunque meglio di Signora, fatemelo dire. Quelli...

Squinzie abroad.

I leitmotiv della vacanza londinese sono stati svariati. Uno su tutti, i capelli di merda. Non ha aiutato la permanenza in un alloggio carino sebbene fiorito di muffa: il vero trauma del risveglio era guardarci e sembrare dei leoni. Quando una signorina tanto gentile a Covent Garden mi ha allungato un buono sconto per un petnoiro locale, ho capito che mi stava mandando un messaggio in codice. Bacon, birra, patatine...

2014 nun te temo

Vorrei spezzare una lancia a favore del 2013. Che per me l’annus horribilis davvero è stato il 2012. Il 2013 è stato faticoso, ma dinamico. Mi sono mossa. Nel 2012 invece ero immobile e terrorizzata, consapevole che al primo passo che avessi fatto mi sarebbe crollato tutto sulla testa. La morale, se c’è, è che, se le cose sono destinate a crollare, che crollino. Puoi procrastinarlo ma non puoi evitarlo....

Organizzare eventi – Appunti di una mente delirante.

Questa settimana sono andata ad un salone (presumibilmente) importante su un tema (presumibilmente) importante, AKA il reinventarsi in tempi di crisi. Forse avrete notato che questo tema mi sta a cuore, sarà che vi sfracasso le palle un giorno sì e uno anche con pensierini al riguardo. Allora decido di iscrivermi a questo incontro su come creare e promuovere un evento di successo low cost. Per dire, che non si...

Cronache di una chiusura – 2

Ho sempre le mani un po’ luride. Vuoi il caldo, la polvere (i libri sono dei catalizzatori di polvere da non credere. La cultura arricchisce l’anima e annerisce le unghie, provare per credere), insomma, tutto ciò è molto imbarazzante quando i clienti tenerelli vengono lì per stringerti la mano, salutarti e un po’ abbracciarti e tu allunghi una zampa che nemmeno Bruno lo Zozzo. Quando si dice lasciare un bel...

Cronache di una chiusura – 1

Arrancare in ordine sparso tra: scatoloni, scatolini, scatoletti. Libri da rendere e libri (ancora) da vendere. Combattere con il mio naturale stato d’animo che è “no dai questo pacchetto vuoto di Tic Tac del 2007 può ancora servirmi, e poi guarda che figo, è scritto in arabo, me l’aveva portato il mio amico Zimmon spacciatore di Tic Tac esotiche”. L’altra parte di me invece desidererebbe cospargere tutto di benzina, lanciare...