Quello che conta, rotoli o no

Potrei farmi tranquillamente i cazzi miei e alimentare così la buona pratica di stare alla larga dai flame online, ma ci sono cose a cui giro intorno nella mia testa da un po’ e fosse che fosse la volta bbbona che riesco a dirle. Mi hanno mandato un articolo di un blog non conoscevo, e che probabilmente non comincerò a leggere, in cui l’autrice, stufa del fatto che alcune ragazze “ciccione e obese”...

Resistere, per me (e per le patelle)

La resistenza ha il doppio dei miei anni e non li dimostra. Ha compiuto gli anni sabato scorso, e tutto questo parlare di lei ha fatto pensare anche me, un evento, insomma. Per me resistere è stata una sfida per un sacco di tempo. L’idea di essere una che non si dava per vinta. Ragazza intrepida con gli occhi pieni di coraggio. Del resto, le eroine della mia infanzia, dalla...

Racconta di ciò che sai, dicono

Sto leggendo tantissimo. Giuro. Forse è per questo che non scrivo una mazza. Eppure, in teoria, la lettura è un esercizio fondamentale per la scrittura: lo dico sempre. E invece. Il fatto è che leggere ti butta addosso secoli di genialità a cui sei completamente impreparata. A che serve raccontare delle tu tonsilliti di bambina, quando non potrei mai eguagliare le atmosfere del rione di Elena Ferrante? Quale tetralogia fantasy ambientata...

Le parole

Le Parole è un album di Umberto Tozzi nel 2005 di cui ignoravo l’esistenza, ma ci ha pensato Wikipedia a colmare le mie lacune. Mi sono messa a digitare “parole” su Google senza un vero motivo, avrei potuto digitare anche “alabarda” o “collirio”. Che io abusi di parole è una realtà ormai universalmente conosciuta, e quando sono agitata tendo a raddoppiare la difficoltà a cui parlo: se volete farvi un’idea di...

Esegesi di un nickname.

Ho chiesto a Facebook di farmi cambiare nome della pagina – da Queen Of Fuckin’ Everything a Beatrina Incorporella, ma lui mi ha detto, nisba. E manco mi ha spiegato perché. E allora io ho fatto una pagina nuova che si chiama Beatrina Incorporella, che mi serve come raccoglitore di tutte le cose che faccio,  che mi piace averle tutte insieme nitide e ritrovabili,e sul mio profilo invece si mischiano...

Le confessioni pre-vacanziere.

Ecco, allora, visto che sarei in dirittura d’arrivo e fra poco parto per le vacanze (yeah!), e non vorrei correre mai il rischio di lasciarvi con quest’immagine di me seria e propositiva e piena di saggezza, ho deciso che vi confesserò le tre cose peggiori che ho fatto nella mia vita. Chè non si può mica sempre fare la figa, soprattutto nel mio caso. 1. ho mangiato pane, nutella e prosciutto cotto...

Un giro, tondo.

Un anno fa chiudevo Librarsi. Un anno fa stavo in piedi sul bancone con un cappellino sulla testa e fumavo una sigaretta, sfidando l’universo a fulminarmi perché tutto stava crollando e io finalmente stavo benissimo. Di solito si aspetta sempre che passi un anno solare per poterla smettere con la filastrocca mentale “un anno fa a quest’ora…”. Vale per le relazioni scadute fuori frigo e vale anche per le esperienze...

Avvitiamo l’avvitabile.

  Insomma, ieri ero lì alle prese con l’asse del cesso. Scusate se eravate qua per sentir parlare di violette, ma questa è la mia vita, come cantava Ligabue. Non ho – di nuovo – cambiato mestiere, state tranquilli. Dovevo solo riavvitare un maledetto bulloncino che ama allentarsi, con la conseguenza che tutte le volte che mi siedo un po’ distrattamente per fare la pipì rischio di volare fuori dalla...

Tipe da stadio

Riassuntone delle puntate precedenti. Un giorno di sole, attraverso la Rete Al Femminile creata da Gioia Gottini (che più che una donna è un miracolo della natura, ma lei richiede un post a parte), ho conosciuto Marianna. Marianna ha sempre degli orecchini spettacolari,  una testa straripante di idee, un talento naturale per coinvolgere le persone in progetti pazzeschi e di mestiere fa l’editore digitale. La sua creatura si chiama Zandegù...

Il venerdì c’è l’oroscopo di Rob Brezsny.

Secondo me a Rob Brezsny c’era qualcuno dell’acquario che lo picchiava da piccolo. Va bene, io magari non sono la persona migliore per leggere gli oroscopi di Rob Brezsny perché sono gnugna e mi piace che le cose mi vengano dette in maniera chiara, ma mai nessun oroscopo mi ha fatta sentire depressa come il suo. Neanche quello di Settegiorni TV che credo andasse a rotazione ogni tre settimane, cioè, credo avessero dodici...