Talk is cheap

Cara ministra Lorenzin, cara Bea, abbiamo lo stesso nome, e, no, non posso dire che mi faccia piacere, se per caso nella faccenda nomen/omen ci fosse mai qualcosa di veritiero. Sulla pregevole iniziativa del Fertility Day, in queste 24 ore, è già stato detto (in maniera egregia, nella maggior parte dei casi), di tutto. E quindi potrei esimermi. Sono proprio sulla soglia dell’esenzione, e mi dico, ma sì, ma chi...

impariamo dai tafani

Correva l’anno del signore 1995 e io partivo per la vacanza in Grecia con la mia amica Petunia. Avevo 15 anni ed ero abbastanza grassa. Grassa è una parola che non mi piace particolarmente, perché ha in sé quell’eco negativa venuta con l’amabile abitudine di usarla come insulto. Provate a dire ad alta voce “grassa”, sembra uno sputo. È anche però un dignitoso aggettivo della lingua italiana, e poi non...

Come dice Bill nell’ultimo capitolo di It

Ho passato circa i primi 25 anni della mia vita senza andare ai funerali. Non che andare ai funerali sia questo spasso per il resto delle persone – anche se, oddio, uno non può mai sapere – ma nel mio caso di trattava proprio di un rifiuto programmatico che mi sono potuta in qualche modo permettere, per tanto tempo. I Nelli non mi hanno mai forzata, e di questo sono...

How to disappear completely

Come vi sentireste, voi, se vi dicessero che non esistete? Le piccole cose di sempre, il caffè al mattino, i baci tiepidi, la consapevolezza di qualcuno che ti aspetta e sta già russando dal suo lato del letto. Vedere arrivare e crescere un bambino che avete molto voluto, immaginarvi nonni, zii, cugini, amici, tutti insieme intorno a un tavolo nei giorni di festa che verranno, i giochi messi nel cesto la...

Quella volta con Modigliani a New York

Il 2012 è stato un anno di merda. Non so so era colpa dei Maya o della famosa ruota che gira e tu un po’ stai su e un po’ stai giù, io quell’anno stavo definitivamente giù, tenevo insieme i pezzi con lo scotch – quello adesivo, anche se forse quello alcolico avrebbe aiutato meglio – e continuavano a staccarsi, non riuscivo mai ad andare avanti perché ogni metro dovevo...

Dalla parte delle ragazze

Mi gira nella testa un post sul femminismo da tanti mesi. Mi corteggia, mi seduce, poi mi rendo conto dello tsunami di banalità che potrei dire al riguardo e decido di non provarci neanche. Poi vengono le amiche a cena e si finisce a parlare di come ai raduni professionali, per un motivo o per l’altro, son più le volte nelle quali ti vedi trattare con condiscendenza che con curiosità...

Qua una volta era tutta campagna e comic sans

In principio per me fu Splinder, nel 2004, senza spazio per caricare foto – mi appoggiavo su una specie di protomyspace di nome My Emotional Flashback o qualcosa del genere – e, temo, con almeno un post scritto in comic sans rosa confetto con sfondo evidenziato. In principio fu Splinder e le blogstar, oh quelli hanno pubblicato una racconto in una raccolta della Einaudi, o quelli sono degli amiconi, andiamo...

Solo bella gggente

Facevamo una riflessione seria, io e l’Orso in macchina, una sera tornando, a casa. È una di quelle cose che mi piacciono tanto, quando siamo in macchina insieme, quella che parliamo di cose intelligenti. Le altre cose che mi piacciono sono un po’ meno edificanti: cantargli canzoni trash nell’orecchio con l’accompagnamento di Youtube (“Grazie amore, perché adesso ho Toto Cutugno fra le ricerche effettuate“), fumare con i piedi sul cruscotto, giocare...

Resistere, per me (e per le patelle)

La resistenza ha il doppio dei miei anni e non li dimostra. Ha compiuto gli anni sabato scorso, e tutto questo parlare di lei ha fatto pensare anche me, un evento, insomma. Per me resistere è stata una sfida per un sacco di tempo. L’idea di essere una che non si dava per vinta. Ragazza intrepida con gli occhi pieni di coraggio. Del resto, le eroine della mia infanzia, dalla...

Un giro, tondo.

Un anno fa chiudevo Librarsi. Un anno fa stavo in piedi sul bancone con un cappellino sulla testa e fumavo una sigaretta, sfidando l’universo a fulminarmi perché tutto stava crollando e io finalmente stavo benissimo. Di solito si aspetta sempre che passi un anno solare per poterla smettere con la filastrocca mentale “un anno fa a quest’ora…”. Vale per le relazioni scadute fuori frigo e vale anche per le esperienze...