[fem-mi-nì-sta]s.f.

Primo: non è una parolaccia. Si può dire. Ammettere di essere femminista, se lo si pensa, è una buona cosa. Anche se siete avvenenti e depilate e non vi va che la gente pensi che sotto la parola “femminista” si celi un agglomerato di peli ribelli. Chi lo pensa, è pazzo e anacronistico. Potete dirlo anche se siete maschi: i casi di pirilli caduti dopo aver pronunciato la tragica affermazione “Sono...

Talk is cheap

Cara ministra Lorenzin, cara Bea, abbiamo lo stesso nome, e, no, non posso dire che mi faccia piacere, se per caso nella faccenda nomen/omen ci fosse mai qualcosa di veritiero. Sulla pregevole iniziativa del Fertility Day, in queste 24 ore, è già stato detto (in maniera egregia, nella maggior parte dei casi), di tutto. E quindi potrei esimermi. Sono proprio sulla soglia dell’esenzione, e mi dico, ma sì, ma chi...

Dalla parte delle ragazze

Mi gira nella testa un post sul femminismo da tanti mesi. Mi corteggia, mi seduce, poi mi rendo conto dello tsunami di banalità che potrei dire al riguardo e decido di non provarci neanche. Poi vengono le amiche a cena e si finisce a parlare di come ai raduni professionali, per un motivo o per l’altro, son più le volte nelle quali ti vedi trattare con condiscendenza che con curiosità...

Lotto. M’arzo. Etc etc.

Amiche, qua non c’è un cazzo da ridere. Siamo nel paese del “lei viene, ma quanto viene”. Delle risatine subito e dell’indignazione per il torto subìto rivenduta in un secondo tempo al salotto televisivo con la pretesa di passare per autentica. Siamo nel paese in cui per pubblicizzare una caldaia mettono una smadrappata piegata a novanta e scrivono “puoi montarmi gratis” (giuro). Siamo nel paese in cui le ragazzine pensano...