In cerca del lieto fine

A me piace il lieto fine, va bene? E lo so che non sono cool. Sono figlia di quella generazione adolescenziale i cui cantanti si suicidavano, il cinismo e il muso duro sono state le regole non scritte di un’intera giovinezza. Adesso è inutile che limoniamo mini pony per lavarci la coscienza. Abbiamo passato i primi venticinque anni della nostra vita a perculare quelli che ridevano tacciandoli di infermità mentale, superficialità,...

Pagine.

Pagine era una libreria in via Vagnone angolo via San Donato, dove tutti i sabati, uscita da scuola, andavo con mamma e babbo Nelli a comprare libri. Per me e per loro. Io me la ricordo strapiena di libri e con scaffali altissimi: forse gli scaffali erano normali e non ad altezza nana, e in questo la memoria sensoriale un po’ mi inganna: però, di sicuro, aveva dei libri meravigliosi....

Libri, rose e biciclette.

  Oggi lasciate che vi dica una cosa sul serio. Sarà che è morto Gabriel García Márquez, sarà che ricordo l’amore e la gioia per quel Cent’anni di solitudine della biblioteca letto nell’afa dei pomeriggi in Grecia e ricomprato di corsa al Banco di Via Garibaldi non appena tornata a Torino. Le piccole librerie indipendenti si supportano solo ed esclusivamente in un modo: comprandoci dei libri. (Toh, ve lo metto pure...

I nomi dei bambini.

Ho fatto una breve incursione alle elementari, un paio di settimane fa. Diomio, come cambiano i nomi dei bambini. Ti trovi circondata di questi esserini buffi e sghembi, con i piedi storti nelle simil- all star di Violetta o Cars, con i grembiuli customizzati e le toppe improbabili sui pantaloni della tuta. Ti chiamano tutti “maestra” anche se maestra non sei, che è comunque meglio di Signora, fatemelo dire. Quelli...

Cronache di una chiusura – 2

Ho sempre le mani un po’ luride. Vuoi il caldo, la polvere (i libri sono dei catalizzatori di polvere da non credere. La cultura arricchisce l’anima e annerisce le unghie, provare per credere), insomma, tutto ciò è molto imbarazzante quando i clienti tenerelli vengono lì per stringerti la mano, salutarti e un po’ abbracciarti e tu allunghi una zampa che nemmeno Bruno lo Zozzo. Quando si dice lasciare un bel...

Cronache di una chiusura – 1

Arrancare in ordine sparso tra: scatoloni, scatolini, scatoletti. Libri da rendere e libri (ancora) da vendere. Combattere con il mio naturale stato d’animo che è “no dai questo pacchetto vuoto di Tic Tac del 2007 può ancora servirmi, e poi guarda che figo, è scritto in arabo, me l’aveva portato il mio amico Zimmon spacciatore di Tic Tac esotiche”. L’altra parte di me invece desidererebbe cospargere tutto di benzina, lanciare...

onestamente.

Tipo che ti propinano tot copie di un nuovo giallo che fa impazzire Torino. (lo dice la fascetta, io non l’avevo mai sentito nominare, ma ci sono quei baratri di ignoranza sconfinata che ogni tanto mi spuntano dentro a primavera e non solo, quindi boh, magari sono io). Ti dicono prova a prenderne tot copie in deposito, che sai, lo spingeranno un casino (non ho neanche mai sentito nominare la...