io poldo, tu jane

non so perchè il lunedì mattina induca sempre queste idee di dieta che miseramente naufragano verso l’ora di pranzo.

saranno gli stravizi del weekend, o il desiderio di ricominciare una nuova settimana all’insegna del detox e della bellezza esteriore (perchè dentro ci sentiamo già tutti belli a sufficienza, diciamolo).

che se fossi solo io che ho questa pulsione malsana di iniziare la settimana con visioni di broccoli e yogurt, potrei anche passarci sopra e archiviare la faccenda come l’ennesima delle mie turbe mentali, e via. ma casualmente quasi tutti i lunedì mi ritrovo con la mia socia alisia a cazzeggiare per le vie del centro, ed inevitabilmente prima o poi scatta la frase “io comunque mi devo mettere un po’ a dieta, davvero”. tempo di pronunciarla, e già la mia ghiandola pituitaria mi suggerisce una cioccolata calda di gromm, con la panna, che senza panna tanto vale.

che poi non è che stare a dieta mi farebbe male. anzi. diciamo che in un mondo in cui lo standard medio di bellezza è una quindicenne con l’occhio da bambi e il punto vita di una cicala, qualsiasi donna un po’ normale si sente in dovere di dirlo, prima o poi. “io comunque mi devo mettere un po’ a dieta”.

e a proposito, basta proclamare il ritorno delle curve nel mondo della moda e della bellezza. basta. non è vero, smettiamola di prenderci per il culo. basta dire che le curve son tornate, quando l’idea di una donna con le curve è bar rafaeli. bar rafaeli, cito da wikipedia, è alta 1.74 e le sue misure sono 89/60/89. non è anoressica e ha un paio di tette proporzionate al suo fisico, ma non è formosa. è magra. formosa e magra secondo me sono due concetti abbastanza antitetici.

poi io non pretendo mica che mi faccia sfilare versace, anzi. se avessi voluto fare la modella mi sarei già suicidata anni fa. però vorrei un po’ di chiarezza, almeno, no? è chiedere troppo? non potete dirci “care ciccione, rassegnatevi, la moda non fa per voi, neanche se siete abbastanza ricche da permettervela. giungete a patti col fatto che il vostro fidanzato, mentre stringerà le vostre manigliette tanto duramente conquistate a suon di pizza salsiccia e friarelli, starà inevitabilmente sognando di trombarsi il fragile costato della canalis e le sue chiappette misura xs. quindi, o iniziate a nutrirvi di sedano e biochetasi, oppure niente”.

e poi basta con le diete miracolose, la dieta del minestrone, la dieta zona, la dieta dell’indice glicemico, la dieta di sta cippa di cetriolo. quelle cose tremende per cui devi mangiare salmone crudo a colazione e sette noccioline a pranzo per poi rifocillarti con un bel piattone di carote grattugiate la sera. quelle diete lì le può fare giusto una che sta sdraiata sul divano tutto il giorno a pettinare le barbie e manda lo schiavo filippino al mercato del pesce alle sei del mattino a procacciare gli 80 grammi di tonno pinne gialle che le servirà per la giornata.

la verità è che io avrei voluto essere jane birkin, ma sono poldo. quello lì di braccio di ferro, wimpy per gli anglofoni. io sniffo l’odore di un panino crauti, salamella e ciccioli a dieci km di distanza e non ho pace finchè non l’ho addentato. se c’è una torta con la panna nei paraggi, io inizio ad arrampicarmi sui muri come spiderpork e devo averne almeno una fetta per ritrovare la pace dei sensi.

poi ogni tanto mi metto a dieta per limitare i danni. magari sono brava e resisto una settimana.

poi basta però.

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