non è poi così colpa nostra

l’altra sera l’Orso si lamentava che noi ragazze appena loro ci lasciano dimagriamo. Poi ci rimettiamo insieme, e di nuovo culone. e così via. e non capiva perchè.

al di là del fatto che vorrei puntualizzare che anche lui i primi tempi della nostra liaison pornographique non si presentava certo con la barba incolta, l’occhio cisposo, la ciavatta autogorgonzolante e i gioielli di famiglia dispersi nel tutone superpippo, eppure me ne sto lamentando solo ora, debitamente provocata.

non è la prima volta che qualche homo semi-erectus si lamenta dell’aumentare progressivo della circonferenza di noi donne qualora fidanzate/sposate/sistemate. e sono qui per ristabilire la verità storica. che da una parte è vero che c’è il sollievo di avere di fianco qualcuno che è già specializzato nella lettura in braille del nostro fianco cicciottoloso, e non ci lascerà se indulgiamo ancora un po’ nella vaschetta di carte d’or. ma non è poi così colpa nostra.

quello che ci rovina abbastanza definitivamente è la convivenza con le vostre abitudini alimentari, cari i miei paladini del pasto completo.

che noi donne passiamo l’esistenza a calibrare la goccia d’olio sulla rucola, e se poi ci suicidiamo di nutella c’è sempre un motivo emotivo (figa l’allitterazione rap, vero?) che voi siete ben lungi dal capire, ma che rientra per certo nel nostro piano di equilibrio calorico astrale vitalizio, che abbiamo calcolato e ricalcoliamo quotidianamente con preziosi strumenti che fanno di noi un mix di rosanna lambertucci, wanna marchi, il mago otelma, vissani e margherita hack.

ma come cazzo fai a mantenere l’equilibrio di fianco a qualcuno che si friggerebbe anche i cereali della colazione?

l’idea che ha l’Orso di un pasto equilibrato consiste in qualcosa tipo pollo fritto (ehi, ma è pollo!), quattro foglie di lattuga mixate con bufala, pomodorini, tonno, uova sode, funghi, ciccioli e un litro d’olio verde di frantoio (hai visto, ho preparato l’insalata!) e una danette customizzata con panna spray. che è anche  vero che  lui è magro e io no, ma io dopo una settimana così posso solo avvilupparmi nelle tende come Rossella O’Hara (perchè non entrerei più in nessun vestito) e andare in ospedale a farmi togliere il colesterolo dalle arterie direttamente con un cucchiaino.

cari uomini, se ci tenete alla nostra forma fisica, non leccateci il collo con aria languida proponendo uno spuntino al Burger King. e quando malauguratamente vogliamo fare le geishe e ci proponiamo di cucinare, se vi chiediamo “Vanno bene le lasagne? O vuoi l’arrosto? o la pizza? e se invece facessi una torta salata?”, non rispondete “sì”, sceglietene uno.

cari uomini, se ci volete magre non portateci a cena fuori chiedendoci con occhio languido “amore, ti va una costatina di brontosauro da dividere con me? con contorno di patate giganti dell’amazzonia fritte nel burro salato delle isole shetland? Eddài, è verdura!”

[tra l’altro, cari amicicci, mettiamo in chiaro una cosa, come si fa coi bambini: le patate non valgono come verdura, e le banane non valgono come frutta. chiaro?]

oh certo, poi ci sono quelle che vanno fuori a cena e ordinano l’insalata.

ma io piuttosto che masticare radicchi sconditi mentre l’Orso sperimenta la nuova pizza fritta ai sessanta formaggi muffosi con salsiccia fresca di muflone, e dopo che l’ha finita mi guarda con l’occhio triste e mi dice “ma tu,  lo vuoi il dolcino? perchè io ho ancora un po’ fame…”, beh, sinceramente me ne sto a casa a ciucciare un bastoncino di caucciù, così almeno ho un motivo valido per sentirmi triste. eh.

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