you gotta fight for your rights

la mia lotta du jour è contro i piccioni. che uno si aspetta di dover lottare per cause nobili, la fame nel mondo, la parità dei sessi, l’acqua pubblica, la cellulite, invece no. i piccioni del cazzo.

ce ne sono due in particolare che hanno deciso di fare il nido d’amore sul balconcino sotto i portici al piano di sopra del mio negozio. un signor balconcino di ben un metro e venti di larghezza per quaranta centimetri di profondità, dove non batte mai il sole e su cui qualunque pianta che non sia di plastica muore di stenti dopo una settimana (perfino i gerani, la pianta a prova di idiota).

ed è così che, dopo aver raggiunto picchi di furia inusitata in cui sono arrivata a lanciare un accendino ai maledetti volatili (ero fuori che fumavo una sigaretta, non è che di solito vada in giro con una fionda caricata ad accendini), senza peraltro scalfire il loro grufolare, ho deciso di attrezzarmi. sono andata dal ferramenta sotto casa e ho comprato gli spunzoni di ferro (“li vuoi di ferro o di plastica?” mi ha chiesto la ragazza, e io ho risposto “di ferro, possibilmente con punte taglienti ed avvelenate”), la rete, il repellente. ho speso più di venti fottuti euro che avrei potuto tranquillamente destinare a qualcosa di più consono, un cd, una maglietta, un libro, una cena, un mascara superfigo, un chilo di affettati, non so, qualcosa di più divertente.

e poi, piccola bricoleur del venerdì mattina, ho blindato il balconcino come neanche gheddafi nel bunker (ci avete mai pensato? forse il fu osama cercava solo di difendersi dai piccioni del deserto).

per ora la situazione sembra sotto controllo, ma sono pronta a tutto: alle girandole catarifrangenti, alle irrorazioni di repellenti, agli ultrasuoni che faranno arrivare i delfini agonizzanti direttamente sul selciato mentre i piccioni, coi tappi nelle orecchie, continueranno imperterriti a cercare di ingropparsi la picciona con il loro maledetto gu-gu-gu. sono pronta anche a travestirmi da spaventapasseri nazista e a sterminarli uno per uno con una luger a pallini. lo so che detto così fa ridere, ma vi assicuro, se non ci siete mai passati, che non potete capire a che livello di paranoia ti fa arrivare uno schifoso piccione che ti irride mentre scagazza sul tuo di balconcino. almeno pagami l’affitto, ciccio.

che poi, scusate, io non sarò animalista, è vero. mi piacciono solo i gatti e gli squali nei documentari dove mordono i surfisti. il mio amore per gli animali si ferma qui. ma chi è che ama il piccione, a parte qualche anziano malato di mente che gli lancia il pane secco? i passerotti, i merli, le cornacchie, le aquile reali, i due liocorni ok. passino anche le tortore, se proprio proprio devo, che fanno tanto principe di biancaneve nel cartone disney (by the way, avete mai notato quanto è gayssimo il principe di biancaneve disney? davvero, fateci caso!).

ma il piccione, a chi piace? a cosa serve, a parte a produrre un mare di cacca schifosa che corrode tutto democraticamente, dalla maglietta stesa al david di michelangelo? non è bello, non è simpatico, non è utile, porta un sacco di malattie e tendenzialmente non si mangia, a parte in marcovaldo. sì. lo so che in teoria si mangia, ma a me, che mangio anche le larve, a patto che siano fritte e che qualcuno menta dicendo che sono un nuovo prodotto della san carlo, l’idea di mangiare un colombo fa schifissimo. e comunque non mi pare che si possa cacciare il colombo per scopi culinari e che la gente vada in piazza san marco a procacciarsi la cena, quindi resta un mistero perchè non si faccia un bello sterminio di piccioni, un gulag, un avvelenamento in massa per liberarsi di questo cazzo di animale inutile, orrendo e pestilenziale (se vi sembro livorosa all’eccesso, fatevi un giro su internet: ci sono siti anti-piccioni che rasentano davvero il fanatismo religioso, e che ti danno anche notizie inquietanti tipo che ogni anno i piccioni raddoppiano e poi non muoiono mai, un po’ come i politici italiani).

comunque sapete chi è l’unico a cui piacciono i piccioni? povia.

e con questo ho detto tutto.

povia, ascoltami,  non c’è bisogno che diventi un piccione, alla gente stai già abbastanza sul cazzo così.

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