onestamente.

tipo che ti propinano tot copie di un nuovo giallo che fa impazzire torino (lo dice la fascetta, io non l’avevo mai sentito nominare, ma ci sono quei baratri di ignoranza sconfinata che ogni tanto mi spuntano dentro a primavera e non solo, quindi boh, magari sono io). ti dicono prova a prenderne tot copie in deposito, che sai, lo spingeranno un casino (non ho neanche mai sentito nominare la casa editrice, ma ormai ci sono più case editrici che centri estetici gestiti dai cinesi, forse un giorno non lontano arriveranno a collimare definitivamente e bom), insomma, non mi costa un euro provare a vedere, vediamo.

il libro arriva e la copertina è generica, il titolo è generico, la storia sembra generica. decido però che non voglio fare la figa acculturata così a prescindere e provo a dargli una lettura.

allora. nelle prime sei righe ci sono tipo sette avverbi che finiscono in -mente, per cui il capolavoro indie giallistico dell’anno inizia con una broda che suona più o meno come “si svegliò improvvisamente per colpa del telefono che suonava insistentemente, rispose frettolosamente e sua moglie gli disse duramente qualcosa a cui lui rispose seccamente, riagganciando furiosamente”.

francamente, ho chiuso il libro e ci ho messo una pietra sopra.

e se qualcuno lo comprerà perchè ne ha sentito parlare in uno di quei forum in cui i wannabe autori si fanno i pompini a vicenda tutto il dì, ben venga. io di sicuro non lo “spingo”.

ma la domanda è (anzi, le domande sono): ma come cazzo è possibile che

  1. un tizio che stando al retro del libro è un professore universitario non si accontenti di scrivere i saggi sulle foreste pluviali della tanzania o sull’uso dell’avverbio “abbondantemente” nell’opera di nigella lawson, ma decida che la sua vita non è completa se non scrive un giallo di quarta categoria
  2. qualcuno pubblichi quel giallo (va beh, forse questo si spiega: avrà pagato)
  3. la casa editrice non faccia un minimo sindacale di editing, anche solo ad occhi chiusi per dieci minuti, ma cazzo, sono le prime tre righe!
  4. qualche altro malato di mente decida che quel libro va “spinto”
e soprattutto: c’è là fuori qualche deviato che pensa che quel libro sia piacevole, carino, ben scritto?
va beh che il livello si è abbassato, ma questo è il ground zero del buon gusto. onestamente.
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