il genio del male

prima galliano umbriaco nel bar e natalie portman che si stizzisce. adesso lars von trier che prima spara a zero facendo l’adolfino di noiarti, poi ritratta dicendo che era uno scherzo stupido, che non intendeva dire quello, chi mi conosce lo sa, non sono più un carabiniere etc.

a parte il fatto che forse stare in francia ti crea delle lesioni alle sinapsi filo-semite del cervello, perchè in entrambi i casi si tratta di due personaggi pubblici che dopo un po’ nella patria della baguette si sono ritrovati a simpatizzare per i nazisti (figurati se fossero stati in israele, mi vien da dire, ma forse no).

al di là del fatto che la sottoscritta incorporella ha fatto della battuta politically incorrect uno stile di vita, mi vien da dire che almeno ho il lampo di genio di non andarle a dire ai giornalisti o agli sconosciuti nei bar. che poi trattandosi di me, egregia signorina nessuno, al massimo potrei farmi una figura un po’ di cacca con qualche estraneo e bom.

invece no. questi due tizi, che sono due personaggi pubblici, e due geni, ognuno nel proprio campo, hanno pensato bene di lasciarsi andare a pubbliche intemperanze, tra l’altro prendendosela non con gli zingari o i curdi o qualche altra minoranza sfigata che a nessuno, tranne qualche precario col capello grigio lungo, la maglietta del che e il pantalone di velluto marrone a coste, verrebbe in mente di difendere. no, prendendosela con gli ebrei, che sono la ferita aperta della società civile europea.

bravo john, bravo lars, complimenti. ottima scelta.

che poi non è che io voglia difendere john galliano,  [anzi, forse sì, diciamolo: io preferisco galliano! vuoi mettere un vestito qualunque dio galliano contro la proiezione di dancer in the dark con bjork in pigiama che va a sbattere contro le quinte?], dicevo, però almeno galliano era ubriaco. chi di noi non ha mai detto qualcosa di cui pentirsi da ubriaco? galliano è un dissociato genialoide, dai. ti sembra una persona normale uno che va in giro con una poiana in testa? immagina la scena: arriva questa specie di capitan uncino al bar, ciao sono john, ti piacciono le mie trecce? e il mio cappello da corto maltese? sono bello vero? mi dai mezzo litro di vodka absolut per favore? ah, comunque ebrei merda!  cioè, puoi prenderlo sul serio? no. puoi solo dirgli sì, sì john, bravo, va bene, adesso prendi la tua pastiglietta e vai a disegnare un vestito, per favore. cia’ cia’.

invece sarà che lars von trier sembra più un mix tra peter jackson dopo il passaggio di enzo e carla e il tuo vicino di casa maniaco che ti ruba le mutande stese, non so, ma mi sembra più consapevole e pieno di sè. che cosa avrà pensato, lars, quella mattina, alzandosi dal letto, andando in bagno, guardandosi alla specchio dopo aver fatto la pipì? “mmmh, me la faccio la barba o no? no dai..lasciamola un po’ sfatta…fa più mickey rourke quando era bello…fa più genio del cinema che se ne frega del red carpet…io in fondo sono un genio…un maestro! qualsiasi cazzata dica la gente mi ama! ho fatto un film su una banda di finti handicappati che finisce in un’ammucchiata…sarò figo o no? sono così figo che ho aggiunto “von” al mio cognome per raggiungere apici di fighezza mai sperimentati prima! sai che c’è? io stasera dico una bella cazzata! una di quelle cazzate che restano impresse nella storia! e la gente non avrà il coraggio di contraddirmi e ci troverà lo stesso un significato dietro!”

e che cosa ha detto lars ? “io alla fine hitler come uomo lo capisco”. bravo, lars! tu sì che sei un fine psicologo, peccato che non sei al bar sport di copenhagen  a fare la gara di rutti con i tuoi amici. non sei l’equivalente del truzzo che non scopa dal 1996 e che si spana di pippe sul calendario della ferilli e che si confida col suo carrozziere e gli dice “eh sai, io però berlusconi che fa il bunga bunga lo capisco”.

lars, dai retta a me, la prossima volta che vuoi mettere alla prova il tuo status di regista pretenzioso figo, fai un altro film, magari con madonna in tuta di acetato, sai mai che sia la volta buona che riesce a sfondare nel cinema. non provare a spararla grossa per vedere quanti coglioni ti vengono dietro. e soprattutto, quando vedi che la gente ti guarda inorridita come uno che ha appena scorreggiato forte al matrimonio di william e kate, non dire “uè, raga, scherzaaaavo!”. piuttosto invoca la sindrome di tourette o un grave trauma infantile, tipo che quando eri piccolo tuo zio ebreo te l’ha fatto vedere. non so.

mi spiace solo per kirsten dunst che, anzichè godersi il premio e via, ha dovuto anche spendere due parole su di te, immensa testa di minchiazza, per cercare di tappare un po’ i buchi. la prossima volta lars, fammi un favore, prima di farti espellere: stai a casa. e magari regala le tue prenotazioni a me.

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