funeral party

i funerali non sono mai divertenti. ma a volte, se si hanno super-cuggi dai poteri speciali e impermeabili alle avversità della vita, coraggiose mutter che sprintano oltre i confini dell’umano, nonne granitiche nonostante tutto, zie paoline svampite e zii bobi che dall’alto dei cieli supervisionano il tutto con implacabile ottimismo post-mortem, possono essere superati con una certa nonchalance.

si può camminare dietro al carro col cuggi piccolo asfissiato dal gas di scarico che quando gli chiedi “com’è?” anziché spargere lacrime ti guarda come se gli avessi chiesto l’ora e laconicamente muggisce “eh..”.

c’è cuggi vitto che si guarda intorno come se fosse in via roma e dice “guarda! c’è la tomba della famiglia strambi!”. e la sua degna madre che con aria cospiratrice si china verso di me e mi dice “io ho visto anche due alpini!”. ah, la variegata fauna cimiteriale! tomb-spotting, perchè no?

poi ci sono io che, a pochi metri dal traguardo, scopro di dover dire qualcosa sullo zio. vuoto totale. e così ci ho provato. ho detto due cose, di cui una mia e una di walt withman. peccato che io le abbia dette con voce un po’ tremolina e nessuno ha sentito una minchia. in compenso l’orso, che mi era di sostegno fra la folla, s’è sciolto in lacrime. la potenza dell’amore!

poi c’era la nonna che, anche davanti alla bara e nel momento di massima commozione, ad un certo punto,  a metà della processione di con-dolenti, s’è girata verso di me e col suo solito bel garbino mi ha detto “non ho mai sentito tanti luoghi comuni tutti insieme”. a’ nonna! e che cazzo te dovevano dì?

poi c’è stato il momento più alto di tutti di cui modestamente sono stata protagonista. finito tutto l’ambaradàn, il carro doveva trasportare la nonna e altre due vecchiette indietro al punto di partenza, tragitto non indifferente da fare a piedi, visto che il campo dove è stato sepolto lo zio è praticamente a sei chilometri dall’ingresso del cimitero. la nonna e zia adriana son salite con la nonchalance tipica dei dinosauri con l’artrosi deformante. il tutto mentre graziella, che è dinosaura pure lei ma più scattante, più pterodattilo, chiacchierava con la sottoscritta e babbo incorporello. fatto sta che, caricati i due brontolosauri, zia paolina ha dato il via al carro, che è partito sgommando e lasciando graziella e i suoi ottant’anni a terra. e io,  che son sempre sul pezzo, mi sono accorta dell’errore.

e.

l’ho.

inseguito.

avete mai rincorso un carro funebre al cimitero? vi giuro che mi sentivo un incrocio tra benny hill e la signora pina.

comunque non s’è fermato. ho poi dovuto autostoppare con la mia grazia felina un altro signor pomparuolo funebre e caricargli a forza graziella in macchina. praticamente non l’ho fatto parlare, gli ho aperto la portiera, forzato l’anziana signora dentro e via. spero che non l’abbia stuprata tra le tombe in costruzione.

insomma, zio, anche questa è andata. ce l’hai fatta sporca a morire così, ma per stavolta ti perdono. dal tuo angolo di prato si vede superga, un pezzetto di collina, e dall’altra parte le montagne, nei giorni limpidi.

noi non ti dimenticheremo. tu non dimenticarci.

e questo era quello che avrei voluto leggere, se qualcuno me l’avesse detto prima:

Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini.

Se tardi a trovarmi,

insisti

se non sono in un posto

cerca in un altro

perché io son fermo da qualche parte ad aspettarti.

 

Annunci

3 pensieri su “funeral party

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...