onorevole eccellenza, cavaliere senatore.

mi ero fatta un bell’appunto mentale di non parlare di politica, nè qui nè altrove, ma come al solito riesco a rinnegare tutti i miei buoni propositi.

in realtà parlare di politica oggi è quasi inevitabile. siamo tutti qui accalcati a guardare il governo e il premier, come gli scienziati che guardano i panda che si accoppiano: ce la fa? non ce la fa? daaai che ce la fa!

e intanto il mondo ci sbeffeggia. grazie al cazzo, lo farei pure io! a immaginare sarkozy con la chiappa molle che gioca a porno – nascondino all’eliseo e fa le battute sulla baguette (premier, perchè non l’ha fatta mai una battuta sulla baguette, adesso che ci penso? probabilmente l’ha fatta e io non me la ricordo, vero?). e la merkel che rilancia col wurstel, mentre zapatero saluta tutta la cumpa con “hasta la vista, visto che asta!”.

scusate, ma non si può più prendere sul serio tutto il carrozzone, se sei italiano. questa broda primordiale che sciaguatta da destra a sinistra, in cui si confondono parameci anzianotti che ogni tanto vanno su e giù dalle auto blu (una rima! apicella, scrivici uno stornello! oggi sono una fucina di ideone), fanno la faccia seccata davanti ai microfoni e sperperano i nostri soldi in cazzate, come neanche paris hilton.

ma li vedete ogni tanto nelle foto di classe che si fanno? li guardate? botulino e riporti, piedi a papera, impomatature su capelli che chiaramente non ce la fanno più. occhi di pernice compressi in scarpe di vernice.  ernie represse, varicoceli sospensoriati. ma dio mio.  ma piazzateli su una poltrona con un plaidino, le ciabatte con la cerniera, un thermos di capelli d’angelo in brodo. niente. sono ancora lì che non si schiodano e si mangiano la torta della nonna a 0.43 €.

sono una banda di stronzi, e non se ne andranno mai. mai. resteranno inchiodati col bostik ai loro scranni, dandosi il cambio tra le varie legislature, facendosi i dispetti, fottendosene della gente. perchè loro, degli italiani, se ne fottono. tutti, indistintamente, se morissimo tutti di stenti loro sarebbero contenti perchè così avrebbero più soldi per sè e nessuna preoccupazione, nessun obolo da sprecare per il sociale, per la cultura. sto parlando della  sinistra, ignava e inconsistente, tanto quanto della destra, crassa e cafona. se si trovassero a governare (sic) un deserto, per loro andrebbe bene. forse anche meglio. purchè consenta di continuare ad arraffare e ad ascoltare il suono della propria voce, in loop, sovrapponendola a qualunque altra.

io ho una proposta. stipuliamo un contratto con un’altra nazione. una qualunque. chiediamole se ci ospita. per un po’. noi ci impegniamo a lavorare,  a pagare le tasse, a fare girare l’economia. ad essere onesti e puliti e a fare la differenziata. poi quando i nostri politici son tutti morti, torniamo a casa. li lasciamo da soli, tiriamo su un bel muro, che non se ne possano andare, facciamo la penisola dei famosi. gli concediamo anche qualche telecamera fissa, come quelle di telepadrepio, che riprendono sempre la salma, e aspettiamo che schiattino di morte naturale o che si facciano fuori tra di loro. me la vedo, la santanchè che assalta la bindi a suon di beauty case.

voi che ne dite? mando una mail a obama? e prometto anche di non fare nessuna battuta sull’hot dog di mandingo.

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Un pensiero su “onorevole eccellenza, cavaliere senatore.

  1. gynekiller ha detto:

    e pensa che noi siamo pure responsabili di non averli saputi cacciare…perchè però non invitarli tutti a fare bunga-bunga in una bella crociera sul titanic?

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