grazie signore grazie.

Giovedì pomeriggio verso le due. sono fuori dal negozio che mi scaldo al sole con Luciana, la mia vicina di negozio. chiacchieriamo. in lontananza, quei due – tre metri, appare la signora lina. la signora lina ha una certa, e passa davanti al negozio quelle sette/otto volte al giorno, sempre diretta in chiesa. o di ritorno dalla chiesa. è nota per attaccare pezze di carattere sentimental-religioso sputazzando il dovuto attraverso il rossetto color ciclamino e toccarmi il braccio in continuazione, cosa che, chi mi conosce lo sa, apprezzo moltissimo e non mi infastidisce neanche un po’.

la signora lina passa davanti al negozio di giochi che ha chiuso un mesetto fa, si avvicina a noi e scuote la testa con aria afflitta.

“care ragazze…fino a poco tempo fa eravate sempre in tre, adesso siete in due”.

tengo a precisare che clara, la titolare del negozio che ha chiuso, non è morta. ha solo cambiato lavoro, il che può essere triste ma non giustifica il tono funerario che lina aka positività ha usato in quetsa circostanza.

io e lu sorridiamo e tacciamo.

“e che cosa fate di bello?”

“eh, ci godiamo un po’ il sole”.

“brave, brave. che domani piove”.

“eh beh, finchè c’è lo prendiamo”.

“hai ragione gioia, bisogna fare così…oggi ci sei, domani non ci sei più”.

(silenzio stampa).

poi lina guarda lu, che è benedetta da un’imperitura  taglia 38 nonostante le due gravidanze, e rincara la dose:

“ma stai bene, tesoro? che ti vedo un po’ sciupatina…”

poi si gira verso di me, mi squadra lentamente da sotto in su.

“e tu cara..? no, tu non mi sembri tanto sciupata”.

e sempre siano lodati i pinzini e la pancetta del mio weekend ferrarese.

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Un pensiero su “grazie signore grazie.

  1. gynekiller ha detto:

    ieri una delle charlie’s angels, all’uscita dalla chiesa, mi ha visto di fronte al tuo negozio e, informatasi sulle condizioni della nonna, saputo che è peggiorata in seguito alla perdita del figlio, mi ha detto, testualmente: “La consoli, le dica che anch’io quest’inverno ho avuto dei terribili dolori alle coste!”. Sic.

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