Prostata Jammin’ Festival

oggi un cartello sulla strada verso il mio inutile luogo di lavoro mi informa che all’ heineken jammin’ festival quest’anno ci saranno un bel po’ di giovinotti. red hot chili peppers, prodigy e the cure.

apperò.

premetto: sono tre band che, in misura differente, stimo e apprezzo e la cui portata non mi sognerei mai di sminuire. ma.

calcolando che il mio primo heineken’ è stato nel 2000 a imola, starring RATM, e stiamo parlando di 12 anni fa, com’è possibile che ad oggi  ci siano in cartellone tre band che avrebbero potuto tranquillamente esserci allora? e che forse ci sono pure state, abbiate pazienza  ma non ho voglia di googlarle, fate vobis.

davvero in questi 12 anni non è emersa nessuna band degna del main stage del mainstream del mainfestival?

la risposta probabilmente è sì, cioè, davvero, no. le band rock del nuovo millennio sono famose circa per quaranta minuti, poi avanti il prossimo. sulla cresta dell’onda a colpi di phon per pochi istanti, e poi via ai nuovi idoli alternativi.

restano le band degli anni 80, 90, o quelle formate dai superstiti delle band anni 80/90. peccato che tra un po’ il termine “gruppo anni 80” starà ad indicare l’età media dei musicisti sul palco.

prendiamo il povero robert smith…non voglio parlare male di robert smith, ma pour’omm. sembra edward mani di forbice dopo un mese ospite in sicilia da zia concettina che frigge anche le gambe dei tavoli. cicciottello e con lo sguardo da digestione difficile. quello che un tempo era la sguardo da maudit, adesso sa di peperone che tenta la risalita. e fatelo riposare in un cottage di campagna…basta anche con le tinte ai capelli, che si sa, con l’età il cuoio capelluto si screpola e prude. un bel paio di ciabattine con la lampo, un plaid, un labrador e via.

i prodigy e i red hot si son tenuti meglio, è vero, sono più giovani e più prestanti, ma anche loro c’hanno una certa…hanno un reticolo di rughe in faccia che sembra la piantina di bangkok, il capello sempre più tenue, che tra un po’ keith flint non ha bisogno di rasarsi i capelli in mezzo e la pettinatura con le due crestine gli viene naturale. e poi farli cantare con viulenza alla loro età…secondo me gli vengono le vene varicose al collo.

ma la vera vera vera domanda è: posto che al jammin’ festival ci vanno i regazzì che non devono lavorare, quanti di loro sapranno qualche canzone? perchè è anche una questione di pubblico, che alla fine siamo noi tardoni che ci entusiasmiamo per gli anzianotti, e noi tardoni, appunto, andiamo ai concerti con cautela.tra le frasi tipiche, non posso che c’ho il bambino col cagozzo. forse vengo ma vado via presto che domattina mi sveglio alle 7. no, è in mezzo alla settimana, ma siete pazzi?

o anche, quando ci andiamo, dopo un po’ accusiamo il colpo. quando sono andata a sentire i nada surf con l’orso e l’uomo divano, ad un certo punto ci scrocchiavano le vertebre come neanche le nacchere ad una gara di flamenco. e ci siamo lamentati per i tre giorni successivi, perchè eravamo vicini alle casse e ci fischiavano le orecchie. mi è capitato anche quando sono andata a sentire i malemute kid, a quattro minuti da casa, che ad un certo punto ho desiderato tantissimo uno di quei bastoni-sgabello che ci sono sui cataloghi per anziani tipo d-mail senior. non è escluso che la prossima volta che vado allo united me lo porti, sappiatelo.

faccio una predizione, quindi segnatevela.

le nuove generazioni non andranno più ai concerti. li guarderanno a casa in streaming sul pc. e noi continueremo ad andare a sentire i nostri eroi, finchè morte non ci separi. ognuno con la sua seggiolina pieghevole, la bottiglia di gatorade per integrare i sali minerali, ricordandoci di spegnere l’amplifon in modo che non faccia contrasto con le casse. e quando dave grohl volerà giù dal palco, non starà facendo stage diving.  sarà semplicemente vittima di un attacco di labirintite.

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2 pensieri su “Prostata Jammin’ Festival

  1. tuo braders ha detto:

    stessa cosa in ogni festival d’europa. mi son chiesto se sto diventando nostalgico, ma è ovvio che non è così, perchè altrimenti i cartelloni sarebbero zeppi di nuove esaltanti realtà musicali e non band di venti anni fa che, duro ammetterlo, suonano dieci volte meglio di qualunque band attualmente in circolazione. (tranne i malemute kid)

  2. rose ha detto:

    Ciao Incorporella, c’ero anch’io quella volta a sentire i RATM, che concerto. Pure i Cure ho già visto a un Heineken di Imola, confermo. E per quanto siano sempre assai bravi nonostante la gotta, quest’anno ci ho un po’ di tristezza a pensare di andarmeli a vedere all’arena di Rho… Comunque: con questi grandi nomi gli organizzatori vogliono acchiappare il grande pubblico e mettere i biglietti belli salati. Poi ci sono i festival artigianali, che devi andarteli a cercare con il lanternino, e il festival medio (con band di qualità che non si sentono tutti i giorni) in italia non c’è. dirigersicome minimo in austria o svizzera. a nord, a nord!

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