Believe, believe in me, believe.

sono tempi bui, cari nani. non starò qui a cercare di convincervi del contrario. tra un equitalia, un inps e un arretrato, i miei anni migliori volano via che è un piacere. eppure, siamo qui. l’ho voluta la bicicletta? brava.

eppure. sono sempre più convinta che ci sia bisogno di qualcosa in cui credere. non quelle stronzate da libro new age per cui se credi che al posto delle bollette troverai nella posta degli assegni da donatori anonimi, questo succederà. no, non lo credo. se mai mi sentite dire che credo una cosa del genere, fatemi una pera di negroni e riportatemi sulla retta via.

però tutti noi abbiamo delle cose in cui riponiamo la nostra dose di fede&speranza quotidiana.

mamma scopella crede nella forza di wc net energy disincrostante e nell’oroscopo di paolo fox.

l’orso crede nella spremuta d’arancio tutte le mattine come mezzo di prevenzione per qualunque malattia.

la mia socia blondie esule crede nella ceretta brasiliana come elisir d’amore eterno.

balle crede nelle ecodosi dixan come reale pulizia fisica ma anche morale.

alisia crede nel lidl, e il lidl ricambia questa sua cieca fiducia nascondendo fra le sue corsie un unico esemplare di qualsiasi cosa le serva, in modo che lei possa trovarlo. alisia ha trovato al lidl cose che non sono mai state in catalogo, che non sono mai più pervenute sugli scaffali. il topino del lidl le ha materializzate apposta per lei.

babbo incorporello crede nella frutta a fine pasto.

chiadò crede nel principe azzurro. è rimasta solo più lei. e io per questo la stimo un casino.

fra crede nel decanter. è la sola persona che conosco che lo usi regolarmente anche quando a cena siamo tre gatte stravolte in tuta da ginnastica.

lanza crede nelle sigarette superlight. talmente light che a volte mi sembra un raro caso di tabagista immaginaria.

io anche credo in alcune cose. nella colla a caldo e nello chante clair prima di tutto. credo che a volte l’incoscienza sia un buon compromesso con la saggezza. credo nel destino, nel tenere in ordine il cassetto delle mutande, nel non andare a dormire arrabbiati, perchè dormi male. credo che ci siano molti Dei olimpici pronti a punirti se pecchi di hybris, ma col cazzo che ti danno una mano se ne hai bisogno. credo nella madonna del prosecco, nel dio del parcheggio e che il sale sulle afte in bocca le faccia guarire (credenza mutuata da babbo scopello in linea diretta).

credo nel fare un passo per volta, nel programmare al massimo un giorno per l’altro, nel tenere gli occhi chiusi e aspettare che la tempesta passi, credo nell’aspettarsi sempre il peggio perchè così magari, quando arriva qualcosa che non è proprio il peggio, ti rende felice.

credo anche che sia ora di piantarla con queste stronzate e andare a fare qualcosa di più costruttivo. non per dire, ma comunque. eh.

 

 

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Un pensiero su “Believe, believe in me, believe.

  1. Aleale ha detto:

    io, oltre alla credenza della brasilian che mi fa apparire un mezzo tra una migniotta e la Tommasi, credo che l’acqua calda e sale faccia passare il mal di gola, anche il giorno in cui ti devi sposare. grazie Nello, grazie!

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