bravi, bravi, come siete bravi.

bravi voi che volete abolire la 194. ma ve lo dico dritto dal mio utero, bravi. da dietro lo schermo non si vede, ma sto applaudendo.

bravi perchè evidentemente siete così perfetti e infallibili da sapere con certezza che cosa è meglio per le donne, per tutte le donne d’italia. bravi perchè avete una tale fiducia nelle vostre capacità di giudizio da poter fare un unico pappone di tutte le gravidanze possibili, decidendo che vanno salvate in blocco. bravi, perchè vi state assumendo voi la responsabilità di ogni singola nascita di ogni singola creatura non voluta, non desiderata, bravi perchè ve ne state assumendo il peso specifico, morale, economico, affettivo. bravi, perchè ogni volta che una donna si farà trapassare l’utero con un ferro da calza in qualche casa privata voi aggiungerete una medaglia al valore al vostro petto.

bravi, perché voi siete per la vita. per la vita di chi? non si sa. di certo non per la vita delle donne. quella per voi conta zero. quindi, eliminiamole pure dal computo finale. l’importante è essere “per la vita”, suona bene, no? ciao, che figo, io sono per la vita. ah sì, io invece sono dell’inter. sai com’è, a ciascuno il suo. così, generico. scusate, ma io sono qualunquista, si sa. sono una povera cretina polemica, mica come voi, che qualunquisti non lo siete per niente e avete dibattuto a fondo l’argomento decidendo che avete ragione voi, punto e basta, e quindi si fa come dico io. voi siete pro un pugno di molecole di tessuto organico che poi guardacaso se tutto va come deve andare diventerà un bambino. ecco, a voi nel momento in cui diventa un bambino però non interessa più, non importa chi lo accudirà, chi lo vestirà, chi lo manterrà, chi lo farà studiare, chi se lo sucherà tutti i giorni e tutte le notti per il resto della sua vita. a voi di quel bambino non importa. a voi importa giusto di quel bolo di materia che in nove mesi diventa una persona. ma che, nel momento in cui ve ne preoccupate, altro non è che un conglomerato di cellule.  ma per voi quelle cellule sono importantissime. sono quelle, il senso della faccenda, la questione di principio. bravi. beati voi che ce li avete, questi princìpi.

il vostro benedetto (è il caso di dirlo, proprio) sillogismo aristotelico, per cui quello un giorno sarà un bambino, quindi l’aborto è infanticidio. certo. allora io un giorno sarò un cadavere, quindi quando l’orso mi fa all’amore è necrofilia. in effetti non fa un plissè.

bravi voi che odiate le donne e in certi casi siete anche donne. bravi voi che pensate ad una donna che affronta un’IVG come ad una crudelia demon pronta a scopazzare in giro con la qualunque, senza precauzioni (ma voi non siete neanche tanto per le precauzioni, dai, dite la verità, che lo sappiamo benissimo tutti), oppure la vedete come una povera idiota che s’è fatta convincere ad abortire dall’amica immorale, dal fidanzato cattivo, dalla ginecologa killer. bravi voi, a cui il termine libero arbitrio non dice niente, bravi voi, che andate tutte le sere a dormire con la coscienza a posto. in che posto? non si sa. piegata e stirata nel cassetto delle mutande, maybe.

bravi voi medici obiettori, che vi nascondete dietro una presunta moralità superiore per essere pagati uguale e lavorare la metà.  mi piace un sacco questa versione riveduta e corretta del vostro codice deontologico. è comoda anche per organizzarsi il weekend, due piccioni con una fava.

e anche brave voi, cretinette, che non prendete la pillola perché fa venire la cellulite, che il preservativo no perché lui non vuole, che è meglio il salto della quaglia, è più ginnico, noi ci divertiamo così, lui sta un casino attento (immagino), che preferite rischiare un bel fungo rampicante (nel migliore dei casi) anziché prendere una precauzione, brave voi,  che con questo comportamento idiota e irresponsabile autenticate la peggio cazzata che questa mentalità oscurantista va dicendo, ovvero che le donne sono sceme, non sanno gestire il loro corpo e la loro sessualità, e quindi ci va un’entità morale superiore legalizzata che dica loro come devono comportarsi. brave voi che non avete idea di che cosa voglia dire, poter gestire il proprio apparato riproduttore, in termini di libertà personale e indipendenza, per tutte le donne del mondo, non solo per voi imbecilli senza consapevolezza.

e brava anche la nostra classe politica, brava ancora una volta e cento e mille mila, che mentre il paese si sfascia, e crolla, e va a ramengo per tutte le cazzate fatte finora da chi sta seduto sul suo scranno a giocare al solitario sull’ipad, parla di grillo e delle primarie e che non ha perso nessuno, e gioca a ping pong con i diritti civili, con le unioni civili, con gli aborti civili, con le pensioni e le nostre cazzo di povere scuole sfasciate, gingillandosi con lo spread mentre la gente s’impicca per arrivare a fine mese. questa è solo la ciliegina sulla torta.

attendo notizie dalle autorevoli fonti in merito al prossimo rogo di streghe, il ripristino dello ius primae noctis, il calcolo della mia posizione sociale in base allo schema feudale o qualche altra genialata del genere.

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9 pensieri su “bravi, bravi, come siete bravi.

  1. Emi ha detto:

    anche se so’ omm’, posso lasciare un commento?
    condivido fino all’ultima parola, ovviamente, e credo che la legge in questione tratti di un diritto acquisito che va difeso sempre. Però credo anche che tutto questo polverone si sia sollevato intorno a una sentenza che non poteva essere diversa. per fortuna (e per merito dei nostri genitori che hanno lottato per averla, ecc) questa legge ce l’abbiamo (e prevede anche l’obiezione di coscienza, se capisco bene, con tutti i dubbi che si possono avere a riguardo. io, personalmente, ne ho parecchi) e funziona. La necessità di questa sentenza nasceva dalla decisione di un giudice che, detto in parole povere, ha portato avanti una tesi legata alle proprie convinzioni personali e non alla legge e che non poteva che essere rigettata.
    Questa pippa è per dire che tutto il rumore fatto attorno a questa sentenza (che qualcuno, già prima che fosse emessa, dava per scontata) ho paura che abbia fatto più il gioco di chi pensa che una legge come la 194 si possa mettere in dubbio, piuttosto che di coloro che la appoggiano.
    E non abbia invece messo abbastanza in luce il fatto che un giudice (credo) abbia provato a utilizzare il suo lavoro e la legge per portare avanti delle idee retrograde e reazionarie.
    Poi magari sono io che non ho capito una mazza.
    Detto ciò, il post è propio bello.
    emi

      • Emi ha detto:

        ora sono tronfio e orgoglione anche io. tralaltro vedo che ho scritto ‘propio’ e volevo correggermi, ma poi ho verificato che Boccaccio lo scriveva così, e chi sono io per contestare? (d’altra parte Saviano scrive ‘qual’è’ perchè Gadda (credo) faceva così e gnè gnè gnè…)

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