Questo è per te.

sono undici anni che non ti parlo, ma non passa giorno senza che ti pensi.

sei stato così fondamentale nella mia esistenza.

tu eri quello che assecondava i sogni. che quando la me bambina ti raccontava che cosa avrei voluto diventare, ascoltava. io volevo essere un’attrice, e tu passavi un’ora a spiegarmi perchè sei tu romeo, o perchè sei tu, romeo? tu mi hai regalato una chitarra. tu, a me.  una chitarra. roba che chi mi conosce non l’avrebbe mai fatto, e tu invece sì. il mio primo diario segreto, mille pagine bianche da scrivere. quando racconto ad alta voce i miei progetti impossibili tutti ridono, sanno che sono incostante, che non imparo niente, che non ho talenti nascosti, e tu invece vedevi qualcosa in me. tu cercavi di darmi uno strumento per raggiungere quella meta, per quanto impensabile fosse. forse sono felice che tu non abbia vissuto abbastanza da vedere che non sono diventata niente.

quando mi sembra che non ci sia nessun punto da cui ricominciare, ti penso. penso ai tuoi traguardi e alle tue rinascite. all’ironia, alla libertà. alla forza pura che ti rimetteva in piedi. alla sincerità che hai sempre usato con me, al tuo rifiutare tutti i miei luoghi comuni da adolescente mettendomi davanti al fatto che per te non erano abbastanza, che potevo fare meglio di così, che dovevo cercare un’altra strada per il dialogo.

vederti morire è stata la lacerazione che mi ha trascinata a forza fuori dall’infanzia. il primo dolore che ci ha chiusi tutti, noi incorporelli, ognuno nel suo guscio di dolore non condivisibile, perchè ognuno di noi stava perdendo qualcosa di diverso.

ma anche in quel corridoio dell’ospedale c’era la vestaglia di seta come se fossi all’hilton, c’era hemingway, c’era bergman. c’eri tu.

c’era ciao, ci vediamo quando torni, quando sapevamo che non sarebbe stato così. eppure. e tutte le volte che t’ho sognato, tutte le volte che a mente fredda mi sembra impossibile che tutto quello che eri sia semplicemente morto, cancellato dalla faccia della terra, e penso a te a bali, in india, a parigi, in africa, a fumare una sigaretta, a bere un bicchiere di sauvignon, nelle prime luci della sera in qualche altra  parte del mondo. e vorrei parlare di te, con chi non ti ha conosciuto, ma le cose importanti, quello che veramente eri, non riesco a dirlo, non so come dirlo. perchè le parole ti rimpiccioliscono, come saggiamente diceva uno scrittore vero, uno di quelli da cui avrei voluto imparare.

ovunque tu vada, io sarò con te. ovunque tu sia adesso, mi troverai al tuo fianco.

and in the end, the love you take, is equal to the love you make.

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