lost in translation

qualche sera fa (il che può voler dire anche un mese e mezzo fa, chè mi sono accorta che ho questa mania di dire “l’altra sera” riferendomi in realtà a cose accadute negli anni d’oro del grande real, e se il mio interlocutore non se ne accorge, non mi correggo e lo lascio nella più beata ignoranza) constatavo con la mia blondie che, se sapessi fare un qualche tipo di qualsiasi cosa, mi piacerebbe fare i tutorial su youtube. lei mi ha guardata attentamente e mi ha detto “potresti fare un tutorial di sarcasmo”.

ora, posto che secondo me non sono poi così tanto più sarcastica della media delle persone che mi circondano (benvenuti nel mio nido di vipere), mi sono effettivamente resa conto che c’è tutta una sequenza di espressioni che uso quotidianamente e che in realtà nascondono ben altri significati.

ecco un breve glossario per imparare a comprendere che cosa voglio veramente dire quando uso le seguenti espressioni:

  1. con tutto il rispetto: senza alcun rispetto per la stronzata che hai appena detto. se la pensi così sei un miserabile demente e dovrebbero revocarti la libertà di espressione seduta stante.
  2. non importa: hai commesso un gravissssimo sbaglio (come dice a mowgli il serpente kah nel mio masterpiece culturale “il libro della giungla” del compianto walt disney) e appena potrò te lo farò scontare tra atroci sofferenze, oppure te lo rinfaccerò a giorni alterni per il resto della tua vita.
  3. va bene così: risolvi questa cazzata subito, altrimenti torniamo alle opzioni del punto 2.
  4. poteva capitare a tutti: solo un idiota può commettere una baggianata così galattica.
  5. secondo me: ecco, tieni lo scalpello e prendi appunti su questa pratica tavola in pietra da 60 kg, perchè sto per rivelarti la verità assoluta da tramandare di generazione in generazione nei secoli dei secoli.
  6. per me è uguale: ti pare che debba perdere il mio tempo a preoccuparmi di questa stronzata?
  7. non potevi saperlo: se mi conoscessi/amassi/rispettassi/ascoltassi veramente, avresti saputo che non dovevi farlo. il fatto che tu lo abbia fatto vuol dire che non sai un cazzo di me, o che lo sai e te ne freghi, o che comunque io sono una poverini e nessuno mi capisce. e già che siamo in argomento, questo è  il depliant di un interessantissimo corso per imparare l’indispensabile pratica della lettura del pensiero.
  8. non ho molta fame: ho sempre fame, ma iniziano a tirarmi in vita anche i fuseaux taglia xl di elena mirò quindi ho deciso di rinunciare temporaneamente al cibo, rendendo la vita un inferno a me stessa e agli altri.
  9. sei d’accordo?: che ne dici di riconoscere subito la mia superiorità culturale ed etica e dare una svolta alla tua vita diventando un mio adepto?
  10. non ho tanta voglia: se mi obblighi a farlo, sappi che metti a repentaglio la tua incolumità e ogni tipo di speranza per un futuro sereno.

e comunque, per quanto ne dicano i miei detrattori, sono sinceramente e onestamente convinta dal fondo del mio cuore e del mio stomaco che, se fossero tutti d’accordo con me, il mondo sarebbe davvero un posto migliore.

 

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Un pensiero su “lost in translation

  1. e. ha detto:

    su alcuni punti, cioè quelli meno legati alle paturnie femminili, sono piuttosto d’accordo.
    non condivido però la conclusione: se poi tu non sei d’accordo con me è tutto tempo sprecato.

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