Parità dei sessi for dummies.

Buongiorno mondo.

Ieri sera, incastonata tra corpi noti e ignoti in una festosa sala prove del canavese, ho avuto la rivelazione. San Paolo, fermo come un pirla sulla via di Damasco, chi era costui?

Io ho capito che la vera parità dei sessi passerà attraverso l’eliminazione della borsa.

Specifico che usando il termine “borsa” intendo l’ oggetto fisico, la sacca, la tracolla, la pochette, il secchiello, la clutch, chiamatela un po’ come viene ma non confondetela con quell’altra cosa che c’entra con lo spread e fa venire il sangue alla testa al signor Mario Monti. No, lo dico solo perchè l’altro giorno ho intrattenuto un’interessantissima chat via skype con la bionda americana amica mia, intersecando come al solito centosette argomenti che non c’entrano una beata fava l’uno con l’altro, e c’è stato un attimo di seria incomprensione dovuto al mio incauto uso dei termini “bilancino” (economico) e “bilancia” (pesapersone). E meno male che non stavamo parlando anche di serial killer (Donato), se no l’affare si sarebbe complicato ulteriormente.

Come stavo dicendo, ieri sera ho finalmente capito che, finchè saremo noi donne ad avere la borsa, saremo socialmente menomate.

Che poi io amo le borse, le amo molto, ma la verità è che la borsa è davvero comoda solo quando è vuota e/o te la devi portare appresso per non più di dieci minuti e poi la smolli da qualche parte.

Innanzitutto, giacchè siamo animalesse accumulatrici, noi la borsa la dobbiamo riempire.  Fa parte del nostro dna. Siamo come i criceti che accumulano le noccioline nelle guance (erano gli scoiattoli? I criceti mangiano le noccioline? Avete capito cosa intendo? Bene, passiamo oltre e l’etologia lasciamola agli esperti).

Nella borsa ci mettiamo il portafoglio. E qui bisognerebbe anche aprire una parentesi su quello che mettiamo nel portafoglio, che c’è veramente di tutto, dal biglietto del concerto di Rick Astley nell’86 allo scontrino del gelato della gita a Misano Adriatico con le amiche l’anno scorso. Nel mio difficilmente ci sono soldi, ma scontrini sì, a pacchi.

Di conseguenza, il portafoglio misura e spesso pesa quasi quanto una borsa piccola, alias la pochette (lo specifico per i male informati di sesso maschile che potrebbero bazzicare da questa parti mentre stanno crcando il video porno di Belen che ancora mi regala tante visite, grazie Belen! A presto e in bocca al lupo per il parto!).

Va da sè che, qualora decidessimo di fare le elegantone e di usare la pochette (cosa che in media capita ai matrimoni e mai più nella nostra eclatante vita di giaguare metropolitane), dobbiamo ovviamente anche trovare un micro-portafogli da utilizzare per l’occasione, in cui, nel mio caso, ci stiano giusto patente, bancomat e il primo pezzo di cartamoneta che riesco a rubare dalla scorta dell’Orso. Ovviamente per le due settimane successive all’occasione mondana elegante guiderò senza patente perchè mi sarò dimenticata di rimetterla nel portafoglio.

Al portafoglio si accompagna un portamonete sempre pieno di ramini. Gli stessi ramini che non sono mai abbastanza quando vuoi rifilarli al panettiere.

Dopo il portafoglio, il corredo basico della borsa si compone di cellulare, sigarette, chiavi di casa, chiavi della macchina, chiavi del lavoro. Per un totale di sei/sette chili di metallo che neanche San Pietro. Le più fortunate hanno anche i telecomandi di garages e affini, alcune donne osano ben due cellulari. Poi c’è il mini – beauty con i trucchetti basici che sai mai che ti dicono che devi incontrare Jared Leto da lì a dieci minuti, almeno vai un attimo in bagno e ti metti il rossetto. Quindi il kit dell’inferma: antipiretici, antiemetici, cerottini, caramelle per la tosse, moment act, imodium, antiacido, gastroprotettore. Sai mai che ti dicono che da lì a dieci minuti devi incontrare Robbie Williams nudo e tu ti trovi costretta a rifiutare perchè ti è venuto lo sguaraus.

In teoria ci sarebbero anche i fazzoletti, che sono il must have di ogni donna ma non il mio. Non so che dirvi. Si vede che ho dei picchi di testosterone che mi causano amnesie temporanee ogni volta che sto per ricordarmi di mettere in borsa il fazzoletti  di carta. Che poi non è che non li usi, anzi, spesso mi sono causata lesioni soffiandomi il naso con i tovagliolini del bar, quelli laminati in non so che materiale plastico, che riescono a rasparti le narici repellendo il muco allo stesso tempo.

Cos’ho dimenticato? Un  numero variabile e mai inferiore a tre di accendini, che si volatilizzano appena devi accenderti una sigaretta per poi ricomparire e trarti in inganno mentre stai cercando il burrocacao.  Il burrocacao, che si volatilizza quando soffia la tramontana salvo ricomparire in forma liquida il diciassette di agosto in spiaggia a Bergeggi. Almeno una chiavetta usb, che subdolamente ama travestirsi da accendino e da burrocacao. A volte (mai quando serve), l’agenda. Assorbenti non ne tengo più perchè poi quando sarebbe il momento di usarli sono dei cenci grigiastri contaminati con un solido ceppo di tricomoniasi, quindi anche no. Però ammetto di aver usato una volta un salvaslip pulito per soffiarmi il naso, essendomi ovviamente dimenticata i fazzoletti a casa.

Le varie ed eventuali sono: penne, salviettine umidificate, cibo a lunga conservazione, chewingum, capi d’abbigliamento vari, occhiali da sole, occhiali da vista, portalenti, liquidi per le lenti, colliri, conchiglie e sassolini presi per ricordo in occasioni che al momento ti sfuggono. Libri, riviste, moleskine, lettori mp3, tutte quelle cose che poi quando sei in coda in posta sono scariche o le hai già lette tutte ma continui a trascinartele dietro imperterrita.

Il risultato finale è una borsa da oltre venti chili, su cui le hostess ryanair ti farebbero le pulci, che tu ti trascini con nonchalance in giro per la città. Ai concerti. A ballare. Al ristorante, che appena ti alzi a fare la pipì ti si capotta la sedia per il peso della borsa. La presunta inferiorità in termini di forza fisica di noi donne è un falso storico: è che di fatto siamo zavorrate. Riusciremmo a difenderci, se non avessimo un bradipo morto della Coccinelle appeso allo sterno che ci scava un solco in mezzo al petto.

Tra l’altro, in media, tendiamo ad usare sempre la stessa borsa, non tanto perchè ci piace molto, più perchè lo sappiamo bene che nel trasloco qualcosa va sempre perso. Quel qualcosa che ovviamente ci servirà in maniera impellente non appena sarai fuori di casa.

A tutto ciò si aggiunge l’infida nefandezza dei nostri partners. Essi amano mettere alla prova il nostro amore con domande apparentemente casuali tipo “Amore, mi terresti il portafoglio in borsa?”. E ti smollano un raviolone ripieno di ghisa, che se mai ci vai a scavare dentro ti senti Schlimann davanti ai resti di Troia, e non è detto che non ci trovi pure qualche traccia di qualcosa che ha a che fare con qualche tipo di Troia.

Poi l’amore ti rifila pure le chiavi della macchina col portachiavi criselefantino, poi perchè no le chiavi di casa, poi magari amore mi terresti anche questa piccola incudine da sedici chili che non so bene perchè mi sono portato dietro per uscire il sabato sera? Giuro che una volta l’Orso s’è tolto il piumino in un locale e mi ha guardato con aria innocente tipo Bum Bum il cagnolino orfanello e mi ha chiesto “Non è che per caso ti sta in borsa?”. Certo, perchè io al posto della borsa uso il baule della Samsonite per traslochi transoceanici, quello che dentro ha anche gli attaccapanni. E va già bene che ormai l’uomo ha stabilito con il suo cellulare un rapporto di contatto continuo simile a quello che ha col suo pene! Se no avrebbe cercato di rifilarci pure quello. Non crediate!

Io prima guardavo Gossip Girl e invidiavo tutte quelle stupende Balenciaga in pelle di pisello martellato a mano da sei miliardi di petroldollari che Siriina e Blair abbandonavano con nonchalance sui divani in broccato dei loro appartamenti in Park Avenue. Adesso invece guardo Girls e invidio maledettamente quel fottuto genio di Hannah Horvath che vaga per il Village nelle sue tutine improponibili, tornando a casa dopo aver trombato, senza l’ombra di una borsa a tenerla ancorata a terra.

lena_dunham

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17 pensieri su “Parità dei sessi for dummies.

  1. ale ha detto:

    ah, la borsa da mater…sotto i due anni: pannolini, tutine di ricambio, bavaglini sparsi, busta di plastica se devi cambiare il pannolino in macchina onde evitare la morte per asfissia, più creme cremette salviette. Tra i due e i tre anni: tra gli ottocento e i duemila (a seconda del livello raggiunto) cambi di vestiti in occasione del passaggio da pannolino a vasino. Sopra i tre anni: gormiti, dinosauri, hello kitty, succhi di frutta di cui perderai la cannuccia, crackers che ovviamente non vorranno perchè presbriciolati dagli urti…..

    • incorporella ha detto:

      io mi ricordo lo sconvolgimento provato quando mia cugina (madre) estrasse un limone dalla borsa. lì ho capito che cosa si intende quando si dice “solo che è madre può capire”.

  2. sandra ha detto:

    Io detesto quelle coppie al mare, e la borsa da spiaggia direi che è un bell’esempio di stipamento di tutto, alla fine il telo lo tieni in mano perchè non ci sta, ebbene dicevo quelle coppie in cui lei dà la borsa a lui. Così lui gira con una borsa rosa coi pesci brillantinati.
    Io e mio marito ognuno la sua, io borsa. lui zaino da spiaggia. Tentiamo una seria condivisione partendo dalla borsa. Meglio di niente!
    Bel post!!

  3. Sfolli ha detto:

    hahhahaha ma sei simpaticissima!!
    Mi sa che ti ho scoperta da Lucy e non ti mollo piu’.
    Io uso ancora lo zainetto invicta perche’ e bello grande. Quelle horreur…

  4. Serena ha detto:

    Anch’io arrivo da ero Lucy, tutto vero! il momento che odio di più è quando sono davanti portone di casa ed estraggo dalla borsa tutti i reperti archeologici che hai citato, mentre le chiavi di casa sembrano essersi misteriosamente dissolte…e questo indipendentemente dalle dimensioni della borsa!

  5. Bettina Bettuzzo ha detto:

    la cosa assurdissima è che in panetteria i ramini non bastano mai di 1 solo centesimo e ti senti un medicante che con gli occhi imploranti aspetta quella piccola frase…..”ma si va bene cosi…”. non entro nei dettagli della borsa da mamma…

  6. verbasequentur ha detto:

    A parte il fatto che tra accendini, chiavette usb e burrocacao hai descritto sia la mia vita che la mia borsa… io però un giorno grazie al contenuto di borsa suddetta (sigarette, tampax di scorta, salvaslip di scorta e mollettone per capelli) mi sono improvvisata mac gyver ed ho fasciato il piede di un amico che si era tagliato l’alluce con un pezzo di vetro in spiaggia (salvaslip come benda, plastica delle sigarette a protezione del salvaslip, cordino del tampax a chiudere il tutto ed ulteriore fissaggio dell’accrocco con mollettone. Un successone!!!

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