Game Of Thrones per principianti.

C’era una volta un’Incorporella ventunenne, assai infelicemente accoppiata con il viscido metallaro Elvio.

Tante disgrazie mi toccavano, perseverando in questo amore sfigatissimo in cui la trama sostanzialmente era che lui mi trattava male (di default) e io mi intestardivo nel chiamarlo amore (sempre di default: in tutta l’intera sua persona, sia fisicamente che caratterialmente, non c’era neanche un centimetro reale o figurato che meritasse altro se non ribrezzo e un po’ di pena mista a scetticismo), senza neanche aver mai letto un libro di Moccia: ero proprio felicemente patetica di mio.

Correva l’anno che precisamente non ricordo, ma era l’anno di uscita nelle sale italiche del primo attesissimo episodione del Signore degli Anelli.

Primo assioma di Bruce Dickinson:

metal + signore degli anelli = combo letale.

Ma anche condizione fondamentale e necessaria, signora mia. Non puoi neanche nominare la parola “metal”, se non hai letto il Signore degli Anelli (che d’ora in poi chiameremo SDA come la nota ditta di corrieri, perchè mi pesa il culo, d’accordo?). Insomma, figurati se puoi uscire con un metallaro, se non hai letto il SDA. È lì che, come molte altre volte nella mia vita, il cosmo mi stava mandando un messaggio, ma io, stolida bovina, sceglievo di ignorarlo, favorendo il dubbio fascino di un tribale tatuato sul cranio.

Il cosmo mi stava dicendo di fuggire. Che se già Lo Hobbit letto a nove anni m’era parso una cagata pazzesca, forse non era il caso che a 21 mi sucassi centinaia di pagine di alberi parlanti e battaglie altisonanti e orchi sporchi e dialetti elfici. L’universo mi stava gridando nelle orecchie TROVATI UNO CHE ABBIA AMATO CATCHER IN THE RYE, PERDIO! Ma io avevo già indossato le mie orecchie a punta e ciao, cavalcavo nella brughiera tra nani e unicorni (tra l’altro, scusate, ma non mi ricordo, ci sono gli unicorni nel SDA? Se no, che fantasy sprecato, mioddìo. Ma forse sì, ce ne aveva poi uno Liv Tyler, che non basta che sei la più figa dell’universo, no, devi avere pure l’unicorno e noi povere stronze al massimo un gatto obeso).

Tornando a bomba, come si diceva negli anni 80 per fare i simpatici, ignorai il cosmo e mi tuffai a capofitto nel SDA. Facendomi due palle grosse come uno zeppelin, e mentendo al mio inspiegabilmente adorato metallaro in corso di lettura, con conversazioni del tipo:

Lui – L’hai già letto Tom Bombadil?

Io – Mmmhhh…non mi pare…

Lui – Ma scusa, dove sei arrivata?

Io – A pagina 650.

Lui – Allora guarda che l’hai già letto, ma come, non te lo ricordi? È fantastico, Tom Bombadil!

Lì mi si apriva uno squarcio nelle tenebre della mente e mi ricordavo che Tom Bombadil era quella specie di spiritello ciccione saltellante dei boschi su cui quel logorroico di Tolkien aveva vomitato pagine e pagine di inezie che io avevo saltato a piè pari, perfettamente conscia (grazie al mio infallibile istinto per le cose inutili) che tutto quello sproloquio non faceva avanzare la faccenda di un centimetro. Di solito  l’interrogazione finiva con me che, complice il fatto di essere al telefono e non di persona, sprecavo i miei preziosissimi minuti di ricarica Wind affermando con tono ilare

-Ma certo, Tom Bombadil! Quello dell’omonima ballata! Fighissimo!

Dopodichè fingeva un attacco di sonno improvviso, staccavo il telefono e mi mettevo a leggere Lansdale.

Vi risparmierò anche il tragico resoconto della visione del film al cinema: a parte il fatto che ero l’unica a non indossare un corsetto o un mantello (forse addirittura nella mia beata ingenuità ostentavo un paio di collant a righe rosa che quasi mi costarono la lapidazione a mezzo pop-corn), mi ritrovai in pizzeria ad una tavolata nuziale di amici di metal & compagni di Ultima Online (googlatevela) che dibattevano il film fotogramma per fotogramma, deprecando con alti lai l’elisione di un personaggio fondamentale come Tom Bombadil. Io mi dopavo di pizza con gli champignons e meditavo di migrare al tavolo della famiglia di fianco dove si svolgeva un’accesa discussione sui casi presentati quella settimana a “Al posto tuo”, rimpianta trasmissione di Alda D’Eusanio, a cui avrei potuto di certo apportare un contributo stimolante.

O mythos deloi oti: finita la tragica storia d’amore con il tragico metallaro Elvio, decisi soprattutto che il fantasy mi faceva cagare, e mai più nella mia vita avrei perso tempo con gli elfi. Unica eccezione: finire di vedere la saga cinematografica del SDA, già che c’ero.

Ho mantenuto il patto fino a questa settimana, in cui, complice l’assenza dell’Orso che in qualche modo a tratti riesce anche ad arginare le mie cazzate (ogni tanto), ho scaricato & guardato la prima serie di GAME OF THRONES (GOT da qua in poi, perchè mi pesa il culo).

Io ho perculato un sacco di amici, e anche mamma scopella, perchè guardavano GOT. Ho venduto tutti i libri della serie facendo un grandissimo casino tra qual è il primo qual è l’ultimo e in questa raccolta quali è che ci sono? [OT: le saghe fantasy sono la disperazione delle libraie che non leggono il Fantasy, insieme alla serie Gol di Luigi Garlando che ha tipo quaranta titoli tutti simili, ma non te li chiedono mai per titolo. Ti chiedono sempre “Vorrei Gol numero sedici!”, ma tu per prenotarlo hai bisogno del titolo, e allora vai di elenchi numerati su wikipedia].

Praticamente in GOT c’è questo regno che è un po’ simile a tutti i soliti regni fantasy, con creature orripilanti, foreste, nevi e crepacci. Il regno globale è formato da sette regni minori. Il tutto è estremamente metal, ci terrei a sottolinearlo, con molti riferimenti al medioevo secondo i Manowar, in cui i piccioni viaggiatori sono sostituiti dai corvi, hanno tutti i capelli lunghi e il giubbotto di pelle, e passano il tempo a bere, scopare e squartare cinghiali.

L’azione si apre in una terra chiamata Winterfell dove è sempre tutto grigio e l’inverno dura anni e anni, praticamente il Piemonte. Il re di questa landa sfigata è Boromir dell’SDA. Boromir ha un tot di figli di cui l’unico bonello è un personaggio un po’ controverso, in parte perchè è mezzo illegittimo, in parte perchè non si capisce come mai non si decida a tagliarsi il baffo morbido adolescenziale, guadagnando punti.

Poi c’è Robert, il re più re di tutti, che è un trippone sposato con una bionda cattivissima il cui nome non ricordo mai bene ma si chiama tipo Cesira, la cui moralità è messa subito in chiaro entro le prime tre scene della serie, quando apprendiamo che si tromba clandestinamente suo fratello gemello, un biondone anni 80 simpatico come un dito in culo. I reali abitano a sud, dove ogni tanto c’è il sole e son tutti un po’ più raffinati. Il figlio di Cesira e del chiattone è anche lui simpatico come un herpes vaginale, e pure abbastanza cesso, se vogliamo dirla tutta, sembra un po’ il meme di Macaulay Culkin. La regina e il fratello scopello sono del casato dei Lannister, che a quanto pare sono quelli che stringono i cordoni della borsa, ovvero i più ricchi di tutti e sette i regni, ma anche i più stronzi, viscidi e maneggioni del reame. L’unico simpatico è il nano, fratello di Cesira e di Bellicapelli. Nano che, se non ricordo male, faceva i video dei Blink 182.

Non starò qui a descrivere nei dettagli i vari altri personaggi, un po’ perchè non possiedo ancora bene tutta la genealogia, ma soprattutto perchè vorrei parlare di lei, la mia preferita, l’unica eroina fantasy con i capelli to die for: Daenerys Qualchecosyen. Apparentemente, è una povera sfigata, con un fratello, tanto brutto quanto lei è stragnocca, checca isterica, che la obbliga a sposarsi con una versione giovane e fisicata di Kabir Bedi, che chiaramente abusa di kajal e steroidi, ed è il capo di questa tribù un po’ selvaggia, che abita in una regione affacciata sul mare dove si fanno un sacco di feste coi tamburi. Insomma, u Salentu.

Ma la cosa davvero importante, ancora più importante della trama, dei draghi e degli intrighi, è: i capelli. Io voglio quei capelli. Io finirò a fare la cosplayer sovrappeso al prossimo Torino Comics solo per avere una scusa per farmi crescere sei metri di capello e platinarlo con l’ossigeno atomico! È dai tempi dell’Incantevole Creamy che non mi ossessionavo così con il desiderio di avere dei capelli come un personaggio di fantasia.

Lasciatemi sognare. Io vi prometto solennemente che, nonostante questa svolta imprevista, non ho intenzione di andare a caccia di fidanzati metallari malvagi. Al massimo potrei cominciare a trafugare prodotti di cosmesi, nottetempo, svaligiando i magazzini di Jean Luis David.

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4 pensieri su “Game Of Thrones per principianti.

  1. Val ha detto:

    Ahahah davvero troppo divertente, sopratutto il pezzo su Tom Bombadil e te lo dice una fangirl di Tolkien! Mi hai fatto scompisciare 🙂 complimenti, ora vado a leggiucchiare anche i tuoi vecchi post.
    P.S. Non so se ti possa essere di consolazione, ma Arwen non c’aveva l’unicorno manco lei! 😉

  2. primagnan ha detto:

    Ce le ho tutte, o quasi. L’errore di gioventù metallaro (che mi faceva un riassunto, in motorino, dei primi due episodi cinematografici del SDA mentre andavamo al cinema a vedere il terzo), i sospiri per qull’altr* che invece leggeva Salinger, il rifiuto per il fantasy e l’approccio in età un po’ più adulta all’ormai adorata nerditudine. E, infine, i capelli da Memole: rosa, bidimensionali come un cartoon, finalmente, sulla mia testa 🙂

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