Dettagli e Maledizioni.

Oggi, per chi di voi vivesse su Marte senza uno straccio di connessione internet e non lo sapesse, è la giornata mondiale contro omofobia e transfobia.

Domanda. Ce n’era davvero bisogno?

Risposta: oh ies.

Forse qualche fortunato tra voi vive a Maple Town un nido di simpatia e non s’è mai imbattuto in nessuno di questi due simpaticissimi fenomeni. Buon per voi. Io invece sì. E non perchè nasconda un torbido passato di cacciatrice di patate e poi mi sia miracolosamente  convertita all’amore per il pene tramite la santa intercessione della Madonna Dell’Eterosessualità, concludendo i miei giorni con un Orso come iddio comanda.

Tutto comincia un lontano giorno di circa cinque anni fa, quando rimango vittima di una delle mie Maledizioni. Perchè forse a voi non capita mai, e non sapete quanto siete fortunati, ma io ho questo tropismo particolare per attirare della gente assolutamente molesta e scassamaroni, che chissà perchè fraintende ogni mio tentativo di scollarmela dalle palle e pensa invece di starmi simpaticissima, tormentandomi a cadenza regolare con la sua mefitica presenza. Essendo io tutto il giorno ferma nello stesso posto, sono una calamita per queste persone. Entrano in negozio, salutano, e si piazzano lì raccontandomi cose di cui non me ne potrebbe fottere di meno, incuranti del fatto che io con loro, contrariamente al solito, mi esprima con monosillabi annoiati, giochi ostentatamente a campo minato sul computer, inizi a pulire i fagiolini, insomma, cerchi di ignorare la loro esistenza come ignorerei quella di un moscone morto incastrato fra i neon.

Loro sono le Maledizioni, e io ne ho molte. La Sordomuta, che viene a chiacchierare di rimedi naturali. Avete mai chiacchierato con una sordomuta? Avete presente che cazzo di immane fatica è, se, come me, non conoscete la LIS? Vi sembra che me ne fotta qualcosa dei rimedi naturali, a me, che prendo sette moment act tutti insieme tutte le volte che ho un accenno di mal di testa? Poi c’è la sedicente Scrittrice, che l’ultimo libro l’ha letto nel 1996 ma se la spaccia da letterata. La Vecchia, che parla solo calabrese strettissimo e credo mi confonda con un’altra persona, perchè viene lì, si siede e mi chiede come vanno le emorroidi. È convinta che io soffra di emorroidi e dio solo sa perchè, visto che per fortuna non le ho mai avute. Viene lì, e mi porta le castagne da tenere in tasca contro le emorroidi. E mi traccia la genealogia delle emorroidi nella storia dell’umanità dalla sua comparsa sul pianeta ad oggi. In calabrese.

Una delle Maledizioni peggiori che la storia ricordi però era il Fattorino. Un tizio sui 50 che di professione, appunto, consegnava pacchi, ma in realtà era tuttologo nell’animo. Dovevo cambiare un infisso? Avevo davanti il re dell’infisso. Una tesina sul Rinascimento nelle Fiandre? Ecco l’esperto mondiale. Smacchiare la tovaglia? Il re dello Chante Clair. Un rumorino strano alla macchina? Vi presento l’inventore del motore a scoppio. Che poi non è che io gli chiedessi niente. Faceva tutto lui, monologando per ore sull’argomento del giorno a sua scelta. Una volta gli ho provato a dire “Ma non fai tardi a lavoro?”. EH NO, signora mia! Che lui era lo Steve Jobs delle consegne e s’era organizzato tutto così perfettamente che gli restava anche il tempo di una chiacchierata. Lucky me!

Un giorno il Fattorino si imbatte in qualcosa a cui non sa dare una risposta e la cosa lo destabilizza: perchè la bandiera inglese appesa alle mie spalle è declinata sui colori del rosa? È la prima volta in due anni e mezzo che mi fa una domanda che non sia retorica, vuole effettivamente che io risponda, mi manca un po’ il fiato per l’emozione.

“È la bandiera del Pride inglese, l’ho comprata a Brighton quest’estate”.

“Del pride de che?”

“Gay pride”.

Silenzio.

“Ma tu non ce l’hai il ragazzo, scusa?”

“Cosa c’entra?”

“Ma quindi non sei gay!” (e ride, l’imbecille. Ma che cazzo ridi? Se fossi gay sarei già fidanzata da anni con Alisia, sarei felice dal 1995, non avrei mai perso la mia dignità rincorrendo laidi metallari nè avrei subito svariate altre mortificazioni della carne per mano maschile e non sarei la valchiria veterofemminista scassapalle che sono! Sarei una splendida signorina zen, tutta tisane, meditazioni e aperitivi Portafortuna).

“E se anzichè essere un ragazzo fosse una ragazza, a te che cosa cambia?”

“Eh no, certo che mi cambia. Io sono contrario all’omosessualità”.

Vi tralascio il discorso minuto per minuto, vi basti sapere che abbiamo discusso per mezz’ora, ho battuto i pugni sul bancone, da quel giorno mi ha consegnato i pacchi con una certa freddezza, e grazia a ‘sta cazzo de bandiera froscia mi sono levata una Maledizione dalle palle.

Ma la perla delle perle: “io sono contrario all’omosessualità”? Ok, io sono contraria al gorgonzola, alle persone di nome Furio, e a quelli a cui piacciono i gelati di frutta. Ma che cazzo vuol dire? Come fai a essere contrario a una cosa che non ti riguarda e sulla quale il tuo parere è ininfluente? E poi: ma non ti vergogni? Io potrei essere il più libidinoso lesbicone che abbia mai calpestato il suolo terrestre e tu comunque ti senti in diritto a venire nel mio negozio col tuo metro e sessanta di supponenza immotivata a dirmi che sei contrario?

Contrario, tra l’altro, non all’assegnazione di un diritto come il matrimonio o l’adozione, che già è grave. No, tu sei contrario da prima. Alla condizione di partenza. Come essere contrari alla miopia o ai capelli castani. E me lo vieni anche a raccontare, come se non fosse una cosa di cui vergognarsi.

Perchè vorrei che fosse chiaro questo, che secondo me l’omofobia è qualcosa di cui vergognarsi. Che magari t’è capitata, l’hai ereditata, forse di base non è manco colpa tua, però almeno, santa merda, se sei omofobo, vergognati. E curati.

L’omofobia e la transfobia sono parenti strette della misognia, e questa è una cosa che noi donne non dovremmo ignorare. Perchè sono tutte figlie storpie di quel virilismo distorto e cazzocentrico che sa solo distruggere; e chi fa volentieri sua la violenza contro gay e trans, altrettanto volentieri alzerà le mani su sua moglie e sulle sue figlie. Non è che essere etero ci renda estranee alla cosa. L’omofobia, ricordiamocelo, ci riguarda. E se i vostri figli cresceranno pensando che essere froci è una malattia o una perversione e che le lesbiche sono le vaccone siliconate che si strusciano su youporn per eccitare gli uomini, avrete fallito su molti più fronti di quelli che vorrete vedere. Che non basta poi condividere il flash mob della Littizzetto.

E a tutte le ragazzine che esibiscono l’amico gay che le aiuta a scegliere le magliette da H&M, vorrei dire di fare attenzione, che capisco la gioia di avere accanto finalmente un essere penedotato che distingue il tangerine dall’albicocca, ma l’omosessualità non è solo un passe-partout per la moda. E un amico è un amico, non un accessorio. E anche voi, piccole sfrantine minorenni miniyponate del mio sacro cuore, non fatevi incasellare. Se da grandi volete fare il camionista e non lo stylist va bene uguale.

Sono tutte cose che mi pare di aver già scritto a proposito di un certo otto marzo e di certe questioni femminili ancora irrisolte. E in effetti il senso è proprio quello, ma non solo perchè sono barbogia e c’ho l’alzheimer precoce, proprio perchè quante quante quante inutili volte il sesso (sia come ce l’hai che come ti piace) diventa una discriminante pubblica quando invece dovrebbe essere che ognuno se lo fa e se lo disfa per li cazzacci sua, con buona pace di Peeping Tom.

Ultimo sproloquio: certe famiglie, anche se non c’è scritto, esistono. Non è che potete fare finta di niente ancora per molto.

Io e l’Orso siamo una famiglia, anche se lui è di casa Stark e io Targaryen. Anche se qualcuno potrebbe romperci il cazzo perchè non abbiamo ancora procreato, perchè non abbiamo promesso di farlo presto, perchè non ci siamo scambiati l’anello, perchè non abbiamo in programma di farlo a breve.

Poi ci sono quelli come loro, che sono fighissimi, ricchi, c’hanno la prole e pure l’anello e però cerca che ti ricerca scommetto che qualcuno che scassa il cazzo al riguardo lo troviamo sicuro:

neil-patrick-harris-halloween-02.

Insomma, forse abbiamo sprecato tanto tempo e tante parole auliche su omofobia, transfobia e misoginia, quando alla fine c’era già tutto nella saggezza popolare di Don Buro: Chi si fa li affari sua, torna sano a casa sua.

E come direbbero alla corte di Francia, se poi vi piace o non vi piace il cazzo, è un dettaglio.

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15 pensieri su “Dettagli e Maledizioni.

  1. gaiagertrude ha detto:

    C’è troppa gente che parla per luoghi comuni e motti. Non sanno neanche loro il perchè sarebbero contro. Se chiedi di argomentare, non hanno argomenti a sostegno (non che ce ne siano di validi, ma almeno provare a tirar fuori qualcosa che sono suoni come una frase trita e ritrita da qualcun altro)… La tristezza. (Chi non vorrebbe un papà come Neil Patrick Harris?)

    • incorporella ha detto:

      Infatti il problema è che alla base di tutti questi fenomeni raccapriccianti c’è un’ignoranza profonda come la fossa delle Marianne. E una cecità (indotta? consapevole?) della realtà che ci circonda.

  2. verbasequentur ha detto:

    io ringrazio Lucy per avermi fatto scoprire il tuo blog.
    “grazia a ‘sta cazzo de bandiera froscia mi sono levata una Maledizione dalle palle.” mi ha fatta ridere davanti al computer da sola come una cretina.
    Intanto, condividiamo l’attrazione per le pigne in culo. Pure io certi giorni sono circondata.
    Sull’omofobia concordo, ma soprattutto mi lascia esterefatta l’omofobia perchè veramente riguarda solo con chi cazzo vanno a letto/comprano casa/dividono la cena le persone accanto a te. Ma chissenefrega scusa? Chissenfrega? Che differenza fa? Non riesco proprio a capirlo. Come dici tu è come essere contrari al colore di capelli della gente.

    • incorporella ha detto:

      Anche io ti ho scoperta tramite Lucy! È la Marta Flavi delle blogger.
      Per il superpotere di attrazione degli stronzi, io mi chiedo, c’è una cura? un talismano, una magia? perchè seriamente inizierei a non poterne più!

  3. PdC ha detto:

    Anch’io ringrazio Lucy per avermi fatto approdare qui. Ossigeno per il cervello, le tue parole, finalmente.
    Perché viviamo nel paese che succede sempre agli altri e facciamo in modo che non capiti nel mio orticello.
    Mentre le qualsiasicosafobie sono segno di intolleranza e spesso l’oggetto è poco rilevante.

    Quanto agli scassapalle attrarli è inversamente proporzionale al liberarsene, ed a quanto è interessante ciò che hanno da dire. Rassegnati.

  4. chezliza ha detto:

    …guarda …è una svista xchè di solito la fonte alla fine era messa tra parentesi ma siccome ogni tanto m’incasino devo aver fatto una cazzata…mi scuso e l’ho levato(mi è successa una cosa analoga…e infatti avevo anche scritto (tutto il mondo è paese)…ma vabbè…scusami ancora…

  5. Sam Provenzale ha detto:

    eh! Don Buro sì che aveva capito tutto … peccato che da allora non sia ancora cambiato granché a livello cerebrale e culturale: infinita tristezza, per loro, naturalmente, che non hanno una vita da vivere né nulla in cui credere davvero, lo stesso dicasi in paritcolare per le Maledizioni

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