Life goes on, in Winterfell.

E niente, quest’anno c’è la grisi e abbiamo deciso che l’estate la saltiamo. Volevate abbandonare lo stivale in favore della ciavatta? Nisba.

Lo facciamo per voi. Se continuate a mettervi i felponi, difficilmente spenderete i soldi che non avete in sandaletti e abitini svolazzanti con cui vi ghiaccerebbero le chiappe. Vi siete lamentati che non potete andare da nessuna parte perchè non avete i soldi delle vacanze estive? E noi vi abbiamo abolito l’estate. Non vi peserà, stare a casa sul divano a guardare le repliche di Forum,se fuori dalla finestra vedrete solo cielo grigio a pecorelle e acqua a catinelle.

In tutto questo, io ultimamente ho fatto delle cose bellissime tra cui:

  1. scrivere un reclamo all’ENi che, nonostante le ripetute segnalazioni, continua a non tenere conto delle mie autoletture e decide i miei consumi sulla base di un metodo scientifico altamente accreditato, chiamasi “alla chezz du chien”. Ora io volevo sapere, visto che sarà la tremillesima volta in sette anni che mi scontro con l’incapacità dell’ENI e la sua mala organizzazione, secondo voi, si possono usare frasi un po’ più incisive per cercare di risvegliare le coscienze dei dipendenti ENi, che io immagino essere mostruosi e lentissimi, un mix tra creature post nucleari e feti abortiti causa malformazioni gravi, che si muovono in sotterranei umidi con la stessa verve dei protagonisti di un film di Carl Theodor Dryer? Cioè, tipo, posso scrivere, caro ENI, perchè fai sempre cazzate? Perchè non riesci mai a combinarne una giusta? È mai possibile che io debba sempre starti dietro e leggere le bollette col cuore in gola per poi scoprire puntualmente che me l’hai messa nel culo? Chi minchia c’è che gestisce i tuoi vertici? Neanche le conigliette di Playboy sono così mononeuronali. In confronto al direttore dell’ENI, credo che Mike The Situation sia Stephen Hawking.
  2. finire di vedere GOT fino alla puntata numero otto, cioè in pratica sono in pari con l’America. Sto già soffrendo. Proporrei quindi ai produttori la realizzazione di uno spin-off incentrato su Danaerys (che ovviamente adesso si tromberà il metallaro mascalzone, come del resto faremmo tutte), con episodi del tipo “I draghi: cura e manutenzione”, oppure “Parla Maicol, il parrucchiere della regina”. Puntate serene e discorsive incentrare sulla quotidianità di Dany, che è in fondo una di noi, ma migliore, inframmezzate da scene epiche in cui la nostra eroina dai capelli perfetti dà fuoco a viscidi dignitari orientali che l’hanno chiamata “troia” pensando che lei non capisse. In chiusura, proporrei una carrellata delle chiappette migliori delle varie case. Chi riconosce le chiappe e le abbina al vessillo corretto con un sms al numero che scorre in sovraimpressione, vince un boccale di corno autografato da Jon Snow. Ogni dieci chiappe indovinate, puoi dare una palpata a quelle di Robb Stark.
  3. partecipare al bike pride di domenica, e uscirne viva, contro tutte le aspettative. Non mi sono schiantata contro un tir. Non sono caduta su una rotaia, tirando giù con me metà dei partecipanti alla pedalata. Il giorno dopo potevo già sedermi senza cuscino di piume, il che ha del miracoloso. Devo dire che il bike pride è stato proprio bellissimo. La gente era bella. La città era bella. Ho desiderato capitanare quel fiume di gente, dirottarlo sull’autostrada, vedere la gente che si univa a noi dalle campagne, pedalare tutti insieme fino a Roma, parcheggiare davanti a Montecitorio e dire, uei ragazzi, siamo venuti a salutarvi. A riprenderci quello che è nostro, i nostri soldi ma anche molto la nostra dignità, la nostra voce, il nostro futuro. Siete stati pessimi, quindi adesso levatevi dalle palle subito, grazie. Beh, mi pare ovvio che non posso farlo, non solo perchè non ambisco ad essere il beppegrillo della situazione, ma anche perchè io non posso proprio guidare un bel cazzo in bicicletta, il meglio che può succedere è che mi distraggo e finisco decapitata dalla barra del telepass al casello di Ala di Stura. (Ve l’ho mai raccontato di quella volta che ho preso in testa la sbarra del parcheggio del Lingotto? No? Bene, meglio così. Sappiate solo che quando dico di essere mongobolide non faccio tanto per dire). Comunque, per dire, il bike pride è stato bello, la birra era fresca e buona, e Fassino l’abbiamo fischiato in tanti, anche se nessuno da nessuna parte ha avuto cuore di riportarlo. Ma noi lo sappiamo, ce lo ricorderemo (spero).

E quindi. That’s alla folks. Vado a impaludarmi nella mia copertina, sperando che il 2 giugno arrivi presto e con tanti draghini insieme a lui.

Sul sole e il caldo, mi spiace ammetterlo ragazzi, ma ormai c’ho messo un bel pietrone sopra.

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2 pensieri su “Life goes on, in Winterfell.

  1. Federica ha detto:

    Io commento mai ma quando entra in gioco GOT, e le chiappe di Robb (ma pure di Snow) in particolare, bhe ecco mi sento come tirata in causa… Idea geniale!

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