Il problema è la lunghezza, e lo sappiamo tutte benissimo.

Che certo, possiamo stare lì a menarcela con le prestazioni accessorie e con le grandezze e con gli extra, ma intanto se c’hanno il filo corto, ‘sti cazzi di elettrodomestici e cellulari, alla fine è una gran rottura di balle.

Produttori di ferri da stiro, signor Rowenta, sto parlando con te! Che cosa credi, che io abbia una presa in mezzo alle tette? No, perchè il fatto che tu abbia dotato il ferro da stiro di un cavo di 12 cm me lo fa pensare. Forse preferisco immaginare una tua abissale ignoranza in tema di anatomia femminile che non rendermi conto che tu, proprio tu, che i ferro da stiro li produci e li progetti, in realtà non abbia mai provato a stirare un lenzuolo di due metri con un ferro il cui cavo è lungo come una cavigliera.

E questo è solo un esempio, calzante anche e soprattutto in quanto io, tapina, rischio la morte per incidente domestico ogni volta che ho da stirare qualcosa di più grosso un una mutanda. Ingaggio certi braccio di ferro con il cavo, la spina, la presa, l’asse, poi l’amara verità, e cioè che io sono naturalmente un po’ handicappata nei movimenti,voi shakerate il tutto con il fatto che sto maneggiando una piccola incudine di acciaio bollente e avrete presto pronto il cocktail letale con cui mi destreggio ciclicamente.

Anche i cavi del telefono. Steve Jobs, non fare finta di niente solo perchè sei morto, posso cazziarti lo stesso! Insomma, hai creato un telefono la cui batteria ha la stessa durata di un Kinder Pinguì nelle mani del Piccolo Lucio, almeno allunga il filo dell’alimentazione, se proprio non puoi allungare la carica! No, devo telefonare prona, sdraiata sul bancone della cucina, o per terra, infilata sotto la scrivania dell’Orso, in compagnia dei gatti di polvere  e degli animaletti del parquet, novella Biancaneve nel bosco del mio salotto.

Bello anche passare la scopa elettrica, che è una cosa che notoriamente si fa con piacere, staccando la presa di stanza in stanza e facendo immersione dietro ai comodini per trovarne una libera. Poi non vi stupite se il mio sogno erotico ricorrente è Tim Riggins con in mano un aspirapolvere senza filo.

E fu così che divenni collezionista di prolunghe. La vista di una prolunga mi fa aumentare la salivazione come neanche una meringata col cioccolato fuso, la mia ghiandola pituitaria inizia a sussurrarmi “Comprala! Comprala!”, provo degli spasmi di desiderio come solo per alcune delle migliori collezioni di Vivienne Westwood. Anzi, ho un suggerimento per gli stilisti: customizzate prolunghe.

Tartan per la Vivienne, matelassé per Chanel, colori naturali per Comptoir des Cotonnieres, e anche per le più zarre qualche bel prolungone animalier Just Cavalli e l’immancabile monogrammato Vuitton.

Secondo me è la svolta.

fili vianelli

 

 

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9 pensieri su “Il problema è la lunghezza, e lo sappiamo tutte benissimo.

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