Organizzare eventi – Appunti di una mente delirante.

Questa settimana sono andata ad un salone (presumibilmente) importante su un tema (presumibilmente) importante, AKA il reinventarsi in tempi di crisi. Forse avrete notato che questo tema mi sta a cuore, sarà che vi sfracasso le palle un giorno sì e uno anche con pensierini al riguardo.

Allora decido di iscrivermi a questo incontro su come creare e promuovere un evento di successo low cost. Per dire, che non si sa mai cosa può venire fuori ed essere utile nella vita. In teoria l’incontro è tenuto da gente che ne sa un casino e io sono contenta, anche un po’ emozionata, pronta a recepire consigli preziosi.

Ed ecco i miei appunti, che sai mai che potrebbero tornare utili allo psichiatra che un giorno dovrà ricoverarmi.

Costruire evento (maiuscolo grassettato).

Creatività come metodologia.

Numero due esperti, lei & lui. Par condicio.

Bella cagata. Ti fanno vedere il video del workshop a pagamento di ieri così tu pensi yay, figo, la prossima volta caccio la lira e vado anche io. In realtà, è 15 minuti che parlano e non hanno ancora detto una sega di concreto. Intanto nel video fanno un collage. Comunque salone femminile il cazzo, c’è un sacco di uomini, tra l’altro manco uno figo, manco uno stewart, ze-ro.

Il tipo dell’agenzia di comunicazione non sa chiudere la schermata degli avvisi di sicurezza del PC che continua a rimbalzargli sul megaschermo.

Le 4 C di creatività sono:

  1. contaminazione
  2. coinvolgimento
  3. coerenza
  4. concretezza

C’è più gente che lavora per questi qui aggirandosi, facendo foto e video, che non gente che sia venuta a sentire quello che stanno dicendo.

L’esperto non ce la fa a trovare una foto sul desktop. Tra un po’ mi alzo e vado a dargli una mano.

Foto di illustre sconosciuto con di fianco altro illustre sconosciuto, a rappresentare il coinvolgimento (credo).

L’esperta non sa tanto parlare al microfono e si capisce una parola sì e sette no.

La foto rappresentativa del coinvolgimento comunque è una foto urenda tipo quelle che fai quando incontri Ligabue in aereoporto, testa grossa, gambe corte e sorriso sforzato.

Finalmente un consiglio: lavorare con l’estero. Utilissimo per tutte noi.

Mettere insieme vari partners che condividano l’obiettivo senza pregiudicarne la riuscita. Trovare alternativa alle cose che costano: sì, ma dimmi COME!

Altra foto, pubblicità di una lampadina stilizzata su un cartellone. Mah.

(Capisco solo adesso che la scritta “coinvolgimento” sotto le foto forse non è una didascalia ma una delle 4 C di prima che è rimasta lì perchè l’esperto non sa mettere la foto in full screen nè tantomeno in slide. Sarà un lavoro che di solito fa il suo schiavo sottopagato, stagista di 42 anni che è rimasto a Milano a tenergli in caldo la cena).

Di nuovo la foto del ragazzino brutto di prima, Indossa una felpa di paillettes? Possibile?

Mirare a una compartecipazione non solo di costi ma per ottenere un prodotto arricchito di cose che ehm insomma, avete capito.  Ho capito: va bene anche la Casa della Salsiccia di Givoletto, purchè sponsorizzi.

Adesso parliamo della coerenza con un’altra foto che rappresenta qualcosa di incomprensibile ai più ma comunque esplicativa e ancora referenziale al workshop parrocchiale di ieri.

(Forse la parola sotto le foto è davvero una didascalia: la grafica è talmente ben curata e omogenea che mi resta il dubbio).

E imparate a parlare nel microfono, perdio!

Onore di cronaca: la foto rappresentativa comprende il faccione di uno proiettato su un muro, e appoggiato al muro ad angolo il collage del repartino che c’era già nel video di prima.  Sotto c’è la scritta COERENZA in Times New Roman.

Non è che stia ascoltando molto, del resto sembrano la versione wannabe di Luca Giurato, non si capisce una mazza di quello che vogliono dire.

Adesso l’esperta ha una t-shirt in mano con sopra stampato qualcosa, ma la tiene un po’ piegata e non si legge. Scatta la vendita coatta? Tornerò a casa con un set di pentole Waterstone per cuocere senza grassi?

Comunque io da questi non mi farei organizzare manco il complimese del criceto.

goodbyeparty

 

(io sì che sono un animale da party, che vi credevate?)

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4 pensieri su “Organizzare eventi – Appunti di una mente delirante.

  1. 40enonsentirli ha detto:

    Grandissima! Descrizione fantastica, mi sembrava di essere lì… anche perché -purtroppo!!!- di scene così ne abbiamo viste parecchie…. Ma non ci sarà un modo per farla leggere ai relatori, magari gli serve pure dopo che hanno sbollito la rabbia (e la vergogna!!!)

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