Preferibilmente.

Quando ero piccola ero cicciona e fifona.

Anche adesso, a onor del vero, ma, visto che mi piace vedermi come un’amazzone dignitosamente rotonda, glissiamo pure e rinvanghiamo il passato.

Devo dire che queste due caratteristiche mi sono sempre appartenute in maniera abbastanza spontanea.  È però solo sulla lunga distanza che mi sono resa conto di come i Nelli abbiano utilizzato la scienza medica per dissuadermi dal compiere quelle azioni che giudicavano potenzialmente pericolose e nocive e che io invece tendevo a fare in assoluta naturalezza.

Cioè, io pensavo fosse normale che i genitori dicessero certe cose in un certo modo, e invece poi ho scoperto che no.

Fin da piccola ho l’abitudine di masticare i polsini delle maglie, quando sono in difficoltà o sovrappensiero. Una madre normale ti dice “Non masticare la maglia che la buchi” (e fa schifo a vedersi, aggiungo io).

A casa Scopelli invece il refrain era “Guarda che ti viene il fitobezoar gastrico e muori”.

Morire era la conseguenza più logica per tutta una serie di azioni.

Ti arrampichi sulle costruzioni ai giardinetti senza fare attenzione a dove metti i piedi?

Cadi sull’asfalto, ti spacchi la testa e muori.

Se ti va proprio bene, cadi sul prato e ti spacchi solo l’anca e resti zoppa per sempre.

Non dai la mano alla mamma prima di attraversare?

Ti investe un autotreno lanciato ai trecento all’ora che spunta dal nulla guidato da Ozzy Osbourne strafatto e muori.

Non ti metti la cintura in macchina?

La mamma frena di colpo per non investire un bambino incosciente (non è mica Ozzy, lei) che si è buttato in mezzo alla strada, tu spicchi il volo dal sedile posteriore, attraversi il parabrezza di testa, e muori.

O se proprio sei fortunata resti un vegetale, con la faccia sfregiata dall’impatto con i vetri.

Sono cresciuta guardando con fiducia alla commozione cerebrale: in fondo, che cosa vuoi che sia?

In età più adulta, la medicina era la scienza cui fare affidamento per scoraggiare i comportamenti sconsiderati dell’adolescenza, della serie: guarda cosa succede ai tuoi neuroni se prendi gli acidi (con foto tratte da manuale di neurologia). Sarà per quello che nella mia vita mi son fumata solo un po’ di canne, e sempre auto-testandomi in seguito su memoria, riflessi e capacità lessicale.

Motorino? Morte certa a tre secondi dall’accensione.

Il piercing alla lingua? Herpes della cavità orale.

Tatuaggi? Cancro alla pelle. Beh, vaffanculo, di qualcosa dovrò pur morire!

C’è anche il rovescio della medaglia: niente spazio all’ipocondria che affligge la mia generazione, vera piaga sociale del XXI secolo.

Mamma, mi è spuntato un eczema pustoloso su tutto il lato destro del corpo, cosa può essere?

Ma niente, metti un po’ di Nivea e vedrai che passa.

O anche, sotto il 39 non è febbre. Tant’è che era inutile cercare di restare a casa da scuola con un po’ di influenza, ho sempre ottenuto risultati molto più soddisfacenti ammettendo che non avevo un cazzo voglia di andare.

Credo di essere l’unica post-trentenne italiana che non possiede un termometro. Per me è febbre solo quando non riesco ad alzarmi dal letto e inizio a delirare vedendo i Minions che camminano sul soffitto.

Papà Nello è quello dei rimedi della nonna: gengiviti, infezioni, tonsilliti si curano con acqua calda e sale. Acqua molto calda. Più di una volta mi ha curato un giradito causandomi ustioni di terzo grado.

medicine

niente termometro, ma cerotti fighissimi!

Papà Nello è anche quello che mi ha trasmesso l’assoluta noncuranza nei confronti della data di scadenza, di qualsiasi cosa, dallo yogurt all’aspririna.

I capisaldi della sua filosofia sono:

  1. C’è scritto consumarsi preferibilmente.
  2. Guarda se ha fatto la muffa. Se ha fatto la muffa, toglila e mangia il resto.
  3. Ah come si vede che non hai fatto la guerra! (neanche lui, n.d.r.).

Lui mangia il prosciutto verde, il cinese freddo di frigo di due giorni prima, il fondo di formaggio rimasto in fondo allo scaffale che quando apri per prendere l’acqua ti saluta per nome.

Io no.

Ma con il giusto esercizio, potrò arrivarci.

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14 pensieri su “Preferibilmente.

  1. workinfrogress ha detto:

    Ammetto di aver comprato un termometro. Per il mio cane. Spero di ricordarmelo per sempre che era per il mio cane. Come quasi tutta la cassetta di pronto soccorso.

    Le muffe sono simpatiche. Per confondere i miei ospiti compro formaggi con le muffe di default così tutto il resto si confonde.
    😉

  2. verbasequentur ha detto:

    Io, dopo il post sulla nonna e questo, sono ufficialmente innamorata di te. Ti prego di voler considerare la mia candidatura qualora un giorno dovessi stancarti dell’Orso. 😆

  3. A girl from Ny ha detto:

    Sei la meraviglia!Adoro passare a leggerti.
    Mia madre era così ogni cosa ti da il cancro,ne puoi morire,corri ma non sudare,bevi tanta acqua che fa bene e poi ma sempre al bagno stai! guarda che ti sforzi i reni sai?
    LE PARANOIE. Mio padre invece è quello di massììììììì che fa esperienza,lasciala giocare con lo smalto trasparente a due anni mica è scema!Me lo sono spalmato sulle ciglia e non potevo più sbattere le palpebre -_-”
    Non lo so manco io come sono arrivata a 28 anni.

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