Bionda ma saggia.

prince

Ah, ovviamente questa cover superganza l’ha fatta l’Orso.

L’altro giorno scambiavo mail bionde con la mia amica signora Gattini, e le ho chiesto un parere su una cosa – che è quella che vedete come immagine qui sopra – e lei mi ha detto un sacco di altre cose importanti e interessanti (ovviamente intervallandole come facciamo noi con commenti su tempo atmosferico, pettinature delle starz e whatever) e soprattutto mi ha scritto (cito testualmente) : tutta ‘sta saggezza racchiusa in te ormai mi sconvolge sempre più, sappilo.

E guardi, signora mia, anche a me a volte sconvolge quante cose si possono imparare. Che, a saperlo, avrei studiato fisica giorno per giorno e adesso saprei qualcosa anche di quello anziché ricordare solo vagamente che ad un certo punto per spiegare alle capre liceali qualcosa facevano l’esempio di un frigo (sì, è davvero tutto quello che ricordo del programma di fisica).

In questo caso per fortuna non si tratta di frigoriferi ma d’amore. Quante cose ho imparato sull’amore? Soprattutto quante cose ho imparato su me stessa. Che è il punto da cui non si può prescindere, se si parla d’amore.

Ora non voglio a tutti i costi fare la romantica – anche se lo so che lo sono pur vergognandomene, e voi mi avete sgamata già da tempo – ma essere innamorati è molto bello. La sensazione predominante è di energia e potere immenso, e coraggio.

Quello che so, però, per averlo sperimentato in prima persona, è che tutta questa meravigliosa nuvola rosa non ci avvolgerà mai se non siamo a posto con noi stesse. Sad but true. Quando ero un cumulo di nevrosi e incertezze, e continuavo a cercare nell’altro (nello specifico l’Orso, armato di santissima pazienza) tutta una serie di conferme che mi servivano, la nuvola rosa stava lì, a rispettosissima distanza.

Quello che cercavo, col famigerato senno di poi, era la conferma di meritarmi l’amore nonostante avessi fallito disastrosamente nelle mie relazioni precedenti. Cercavo in lui uno sguardo che mi confermasse, che mi dicesse che ero abbastanza meritevole, abbastanza bella, abbastanza simpatica, intelligente, delizia del genere umano. C’era una voragine nella mia autostima, ma non solo: anche nel mio tempo, nei momenti insonni in cui mi trovavo faccia a faccia con me stessa e mi dicevo, ammettiamolo, fai cagare. Sei una persona di merda. Sei qui che vaghi di notte in notte, di amicizia in amicizia, tediando l’universo coi tuoi scompensi.

E aggiungerei, già che siamo in argomento, meno male che c’erano quelle amicizia, salvifiche e profonde, che mi hanno aiutata a rimettere insieme i pezzi del puzzle.

Questo è stato molto tempo fa, ma c’è un pezzetto, dentro me, in cui quelle albe lattiginose sono ben presenti. E utili.

È per questo che, quando ho iniziato a mettere giù quello che sapevo del coaching per le sofferenze amorose, non ho potuto fare a meno di pensare a me, alle amiche, alle coachee che ho incontrato in questo percorso, e scrivendo parlavo a loro e a quella me, più magra e più infelice (altra cosa importante che ho imparato, che la mia felicità non è direttamente proporzionale al mio peso corporeo, ma questa è un’altra storia che magari raccontiamo un’altra volta). Sedute sul divano, con un prosecco in mano, qualcuna che si metteva lo smalto e qualcun’altra che faceva finta di non sentire estraniandosi dalla conversazione e giocando a candy crush. Così ci ho immaginate, mentre digitavo sui tasti.

Quello che è venuto fuori è un po’ buffo ma anche, ebbene sì, molto saggio.

Posso dirlo? Ne sono molto fiera. È un ebook onesto e frutto di tanto studio e tanta sincerità, e scrivendolo mi sono anche divertita. E sono profondamente grata alla crew di Accademia della Felicità che mi ha dato la spinta per mettermi in gioco in questo ambito per me assolutamente nuovo.

Si chiama Che fine ha fatto il principe azzurro e se volte comprarlo lo trovate qui. È un ottimo punto di partenza per tutte quelle di voi che sentono di avere qualche rotellina che gira al contrario nelle loro storie d’amore e hanno voglia di mettersi un po’ in gioco per cercare di aggiustarla. Dentro non ci trovate la ricetta per una soluzione standard e mia: quello che spero è che, lì dentro, ci troviate quel pezzo bello di voi che ancora è lì nascosto da qualche parte.

Fatemi sapere!

 

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