Esegesi di un nickname.

Ho chiesto a Facebook di farmi cambiare nome della pagina – da Queen Of Fuckin’ Everything a Beatrina Incorporella, ma lui mi ha detto, nisba. E manco mi ha spiegato perché.

E allora io ho fatto una pagina nuova che si chiama Beatrina Incorporella, che mi serve come raccoglitore di tutte le cose che faccio,  che mi piace averle tutte insieme nitide e ritrovabili,e sul mio profilo invece si mischiano ai test illuminanti tipo “Che personaggio di Hagar Il Vichingo sei” e agli articoli delle persone che mi piacciono e alle foto del mio ombelico. Insomma, sarà che sono in tema decluttering (vi racconterò) ma avevo bisogno di un posto pulito e fresco di bucato.

La cosa che tutti si chiedono – e a volte mi chiedono – è: ma che cazzo vuol dire Beatrina Incorporella? Ormai, sono io. Prima di essere io era solo un nomignolo pucci pucci: Beatrina come una piccola Beatrice. Incorporella era la storpiatura di un ritornello dei Soul Asylum, che cantavano “frustrated incorporated”

Ora, al di là del fatto che non mi capacito della scomparsa dei Soul Asylum dalla scena musicale odierna, la verità è che quando ho iniziato a mettere “Beatrina Incorporella” dappertutto mica pensavo che un giorno l’avrei sentito davvero come un nome mio. E invece. Quando mi sono iscritta su Facebook nel lontano 2007, a conoscerci eravamo tipo in 3 e la cosa più interattiva che succedeva era un gioco che si chiamava Haiku Zoo o qualcosa del genere in cui facevo le coccole ad un ippopotamo immaginario.  Non mi sono mai posta il problema che qualcuno potesse pensare che davvero mi chiamavo così fino al giorno in cui – avevo ancora la libreria – ho visto scritto su una locandina di una presentazione “Introduce: Beatrina Incorporella”. Subito mi sono sentita in imbarazzo, poi ho pensato, embè? Se c’è uno che si fa chiamare Gatto Panceri, Beatrina Incorporella va benissimo.

E a proposito di nomi che mi inquietano, cosa mi dite di Genio e i Pierrots? Chi era Genio? E chi i Pierrot?

Anche in letteratura comunque non è che le cose siano sempre semplici: George Sand, che si confonde sempre con George Eliot che a sua volta può essere confusa con una parente di Thomas Stearns Eliot – ma per fortuna non con Elliott il drago invisibile – che per inciso da bambina io amavo moltissimo.

La consacrazione definitiva è stato sapere che neanche Gala Darling è nata Gala, bensì Poppy.

Lì ho fatto pace col fatto che la gente che mi conosce inizialmente sul web e poi live non sa mai bene chi sono e come chiamarmi – comunque se siete in dubbio, Bea va benissimo e copre tutta la gamma di possibilità.

L’importante è non finire come Thad Beaumont e George Stark.

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8 pensieri su “Esegesi di un nickname.

    • incorporella ha detto:

      Emy, è un riferimento a “La metà oscura” di Stephen King in cui lo scrittore Thad Beaumont viene perseguitato dal suo pseudonimo (George Stark) che ha misteriosamente preso vita. Ovviamente come da tradizione di King la cosa degenera in un incubo! 🙂

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