Pagine.

Pagine era una libreria in via Vagnone angolo via San Donato, dove tutti i sabati, uscita da scuola, andavo con mamma e babbo Nelli a comprare libri. Per me e per loro. Io me la ricordo strapiena di libri e con scaffali altissimi: forse gli scaffali erano normali e non ad altezza nana, e in questo la memoria sensoriale un po’ mi inganna: però, di sicuro, aveva dei libri meravigliosi. E questo lo so per certo, perché molti di essi sono ancora sui miei scaffali. In particolare nel mio cuore c’è la collana Gaia Junior di Mondadori. E sua sorella gialla, la collana – mai dai? – Giallo Junior. Anche i Superjunior, un po’ orrorifici, mi piacevano parecchio. L’ultima settimana di Agosto, i Nelli han dato il via alla Grande Opera: peggio della costruzione del ponte sullo Stretto. Hanno deciso di imbiancare tutta la casa, cambiando anche la destinazione d’uso di varie stanze. Con relativo sgombero di miliardi di puttanate galattiche accumulatesi nel corso dei secoli. Una cosa che in casa Incorporelli c’è ovunque, in grande quantità e in tutte le stanze, sono proprio i libri. Libri di tutti i tipi: abbiamo una sezione “joie de vivre” con decine di titoli dedicate all’Olocausto e ai dispersi sul fronte russo – saggistica E romanzi, signori -, l’appassionante collana “lombi ardenti”, con romanzi un po’ osé dalle copertine porno-romantic-anni 80, tutti i classici della letteratura mondiale dagli albori a oggi, rigorosamente in triplice copia e nelle più svariate edizioni, dalla pelle umana alla carta da culo. Saggistica ottima e instant books con vignette di Forattini, ce li abbiamo; libri illustrati sulla pesca del gambero nel Maine, pure; ogni tipo di giallo e thriller, dal truculento all’elementare Watson; chick-lit sbarazzina, horror tremebondi, pile e pile di bestseller che, se messi in ordine cronologico, ricoprono l’intera cronologia delle classifiche di “Tuttolibri” dal 1986 ad oggi. Romanzi ottimi e romanzi pessimi, Houellebecq e Wilbur Smith, Antonio Amurri e Susan Sontag, Kathleen E. Woodwiss che strizza l’occhio a Charles Dickens. Libri di cucina con tutte le ricette dalla mortadella impanata alle linguine di pappagallo salmistrato, dall’obesità alla sublime leggerezza. E le guide: volete sapere che cosa c’era da vedere a Stresa nel 1975? Niente di più facile, basta chiedere. L’assunto fondamentale è che i libri non si buttano, al massimo si bookcrossano. A questo proposito, se avete qualche punto di riferimento torinese per il bookcrossing e me lo volete segnalare, vi ringrazio assai: ci sono almeno due copie de L’amante di Lady Chatterley e Il Laureato che potrebbero anche prendere il volo. Il baule che conteneva i miei Gaia Junior era lì: l’ho aperto con una sorta di trepidazione. Ho accarezzato le copertine una per una, ho risentito le voci, le frasi: alcuni di quei libri li avrò riletti venti volte, li so a memoria, eppure, vi dirò, adesso che ce li ho qui a casa con me me li rileggo di nuovo volentieri. Molti sono fuori catalogo: l’idea che alcune di quelle storie rischi di andare perdute per sempre mi stringe il cuore. La cosa che più mi colpisce è davvero quante di quelle storie sono diventate parte di me, letteralmente. Per esempio Mel, di Liz Berry, uno dei miei preferiti: in cui la protagonista si innamora di una rockstar londinese, con tutti i cazzi e mazzi del caso. Professione? Spia!, di Louise Fitzhugh, in cui Harriet prende nota di tutto ciò che la circonda, perché da grande vuole scrivere. La sfida di Lizzie, di Rhea Beth Ross, in cui una ragazzina nell’America rurale degli anni 20 cerca di dimostrare a suo fratello e agli altri uomini della famiglia che le donne non sono cose, e che hanno un valore innanzitutto come esseri umani. E poi il caso più eclatante: Capelli Viola, di Sandra Scoppettone. capelli_viola Eh sì. Davvero.

UPDATE! nominare i Gaia Junior vuol dire scoprire che noi, bambine che li abbiamo amati, siamo davvero tante. In attesa di fondare un fan club, andatevi a leggere questo post fighissimo della nostra adorata Gynepraio!

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13 pensieri su “Pagine.

  1. gynekiller ha detto:

    effettivamente sarebbe bello avere una casetta “minimal chic” come la tua, con pochissimi libri altamente selezionati…ma, ancora GRAZIE, bella di mamma tua: senza di te, non ce l’avremmo mai fatta! ( e comunque, casa tua è splendiderrima!)

  2. Federica ha detto:

    Ohhh è questa la stessa scoppettone di happy endings are all alike?
    Ohhh ma tu hai dei capelli meravigliosi! Mi fai tornare indietro a quelle aule di medicina quando avevo un grazioso caschetto rosa…
    Posso anche dire una cosa davvero banale? Hai una mamma da invidia solida

  3. Carolina G. ha detto:

    Bellissimo Capelli Viola!!! Ho provato a cercarlo per il Kobo, ma niente… ora ho capito perchè! Mi tocca andare a recuperare il libro da mamma nella mia ex stanzetta. Ne avevo parecchi compresa La Sfida di Lizzie. Poi, non so quando di preciso, ho cominciato a comprare quelle robe fluo di “Le Ragazzine” praticamente gli antisignani per giovincelle della chick lit di inizio duemila!

    • incorporella ha detto:

      Mi sa che per sopravvenute esigenze anagrafiche non ho mai letto nulla della collana “Le Ragazzine”: ben venga anche la chick lit delle giuovini dell’inizio duemila! 🙂

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