D’autunno

D’autunno, quando Torino ti scoperchia quel grigio sabaudo impenetrabile e perenne (tipo oggi, per intenderci), la primavera devi avercela dentro. Se siete di quelli che l’autunno è la vostra stagione preferita, a posto così: andate e godetevela, è il vostro momento! Io invece amo la primavera, ed escogito trucchi per trovarla da qualche parte nel mio marasma interiore. Ecco, c’è chi è bella dentro, io dentro non sono né bella né brutta: sono primavera.  Con sole, acquazzoni e sensazione che il meglio stia sempre per arrivare. Sono una mezza stagione. E guai a dirmi che non esisto.

Secondo me per avere la primavera dentro anche quando fuori è ottobre ci sono dei metodi che funzionano sempre.

Tipo, cinque canzoni.

  1. Silly Girl dei Descendents
  2. Shine On dei Kooks
  3. Phantom Limb dei The Shins
  4. Happy Kid dei Nada Surf
  5. Sink to the bottom with you dei Fountains Of Wayne.
  6. Bonus Track: Penny On The Train Track di Ben Kweller

Tipo, un libro di Fannie Flagg. Uno qualunque. Pescate dal mucchio. Obbligate i vostri Orsi a leggere Fannie Flagg: temono di perderci in virilità, ma ci guadagneranno in primaveritudine, il che è ottimo.

Tipo, il #lovetober di Gala Darling: se qualcun* di voi che non seguo su Instagram partecipa me lo dica che sono curiosa!

Tipo, camminare. Io sono refrattaria a qualsiasi tipo di sport, e la cosa ha smesso di causarmi sensi di colpa anni fa. Però camminare mi piace: in città, ovviamente: mettetemi in mezzo alla natura e vi ritroverete con uno straccio tremante e singhiozzante in pieno attacco d’ansia: e gli insetti, e il verde, e cos’era questo rumore, moriremo tutti, ma non l’hai visto Into The Wild? C’è troppo silenzio, voglio una bottiglia d’acqua, sono stanca, mi scappa la pipì. Sono già otto minuti che camminiamo, non siamo ancora arrivati? Ma poi alla fine c’è un bar? Che per una che ha sempre avuto una casa in montagna questo approccio, capirete, è l’ideale. Invece mettetemi su asfalto e ho una tenuta invidiabile. Se ci aggiungete le vetrine e il miraggio di un posto figo distante chilometri (leggi: negozio imperdibile, attrazione turistica, torteria, acropoli, libreria, fritto misto, whatever), non mi fermo finché non mi abbattono con una fiala di narcotico nella chiappa. Camminare per andare nei posti, o per tornare a casa, tempistiche permettendo, con la musica nelle orecchie e sogni di gloria in testa, è una delle grandi gioie della vita. Se poi sono con la socia Alisia meglio ancora.

Tipo, organizzare cene con amici a casa, tramite la chat di facebook. Non è necessario essere grandi casalinghe: l’importante sono le persone. E la chat di facebook: facendo la giusta selezione all’ingresso, ne risulterà un marasma comico e surreale, al termine del quale nessuno saprà che cosa portare, e la previsione più plausibile è finire ad alcolizzarsi con 85 bottiglie di prosecco senza niente da mangiare. Ma va bene, se è il prezzo da pagare per poter poi ottenere chicche come questa:

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2 pensieri su “D’autunno

  1. giacani ha detto:

    Le canzoni non ne conosco mezza, ma vado sulla fiducia. Sul camminare mi trovi abbastanza d’accordo, anche se io invertirei le cose: camminare in montagna, starsene seduti in città, magari ad un bel tavolino, davanti a un mojto!

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