The Big Bang (Love) Theory

Una perfetta rappresentazione dei nostri equilibri di coppia.

Una perfetta rappresentazione dei nostri equilibri di coppia.

Ieri sera eravamo spiaggiati sul nostro divano – che tra l’altro in soli due anni di vita ha collezionato una leopardatura di macchie niente male. Guardavamo Big Bang Theory, io e l’Orso, il che resta sempre e comunque una delle cose che più amo fare al mondo.

Visto che le guardiamo a botte di cinque-sei per volta con cadenza irregolare, non so esattamente a che serie siamo, ma ieri sera, tra le altre, abbiamo visto una puntata in cui Leonard e Sheldon discutono perchè Leonard vuole mettere un tavolo da pranzo, e ovviamente Sheldon si oppone al cambiamento. E Leonard, tra le altre cose, per farlo ragionare, enumera tutti i cambiamenti positivi che sono avvenuti in lui e nella sua vita da quando Sheldon è in relazione con Amy. La reazione di Sheldon è circa questa: “Oddio! Amy mi ha reso una persona più affettuosa e di larghe vedute! Devo lasciarla subito!”.

Sarà il fatto che il personaggio di Sheldon presenta inquietanti somiglianze con il mio amato coinquilino, ma, tra una risata e l’altra, mi sono fermata a pensare non tanto al fatto che, in effetti, l’Orso non è mai stato esaminato da un comportamentista – e questo sotto sotto mi preoccupa, quanto a come le relazioni, per quanto assurde, ci possano cambiare in positivo.

Per esempio, l’Orso ha imparato a rifare il letto e a buttare l’umido senza aspettare che prenda vita. Io ho imparato a non prendere la porta tutte le volte che una discussione mi chiude, e a sfogliare le pagine dei libri meno rumorosamente (è stata una querelle molto significativa nei primi tempi della convivenza).

Prima della fondazione di Casa Vianello, vi confesso, io non ero granché a favore della convivenza. Mi sembrava una di quelle cose che si fanno poi in epoca più matura, tipo verso gli ottant’anni, quando per risparmiare condividi la stessa stanza in casa di riposo, ognuno con il suo deambulatore e le divergenze di opinione appianate dal malfunzionamento dell’apparecchio acustico. Quanto è più facile andare d’accordo quando percepisci meno del 40% delle rimostranze dell’altro?

Poi c’è stato il trasloco: ricordo chiaramente il senso di sconforto che ho provato quando sono stata trasformata in un burrito umano all’interno del materasso piegato in ascensore. O quando, ferma sul pianerottolo del secondo piano (noi abitiamo al terzo), nell’unico giorno veramente torrido di agosto, ho deciso che il tavolo della cucina andava bene lì, e che i nostri amici sarebbero stati ben lieti di essere invitati a cenare restando seduti sugli scalini del condominio.

Dimenticate le coppie felici che vedete mano nella mano all’Ikea la domenica pomeriggio: sono figuranti pagati dal colosso svedese, o gente che vive in case arredate e che è lì solo per comprare un pacco di tovaglioli con i fenicotteri e sei bicchieri. Il mio approccio con la progettazione della cucina è stato chiudermi nel bagno delle signore e respirare in un sacchetto di carta, pensando intensamente “Voglio la mia mamma e il mio papà, dove sono la mia mamma e il mio papà?”.

il nostro approccio è stato più simile a spaccare una libreria a martellate perché non riuscivamo a montarla. O al tenere i vestiti nelle valigie per un anno perché non avevamo voglia di pensare alla cabina armadio.

E queste sono solo le cose pratiche, per pudore vi risparmio le tragedie euripidee sull’annosa questione della pulizia del bagno o i forum di discussione in stile G8 su tapparella su/tapparella giù.

La verità è che nonostante gli inevitabili scazzi e la poca somiglianza con uno spot della Leroy Merlin (coppia fighissima con salopette che dipinge la parete a righe tenendosi la mano e spruzzandosi una goccia di pittura sul naso tra un limone e l’altro), vivere con l’Orso è divertente. E credo che convivere con qualcuno che amo possa rendermi, davvero, una persona migliore. A dispetto di tutte le mie manie. L’importante è stato continuare a creare uno spazio comune in cui muoversi, ridiscutere le cose che non vanno – anche quando sono abitudini, perché, sì, le abitudini si possono cambiare, se ti rendi conto che fanno venire l’ulcera alla persona a cui vuoi bene. Questo è quello che ho visto in Sheldon e Amy ieri sera, questo è quello che secondo me rappresenta il loro Contratto tra Fidanzati: mettersi lì e ridiscutere le basi del rapporto. Perché insieme le persone cambiano, e le necessità e gli equilibri di coppia si evolvono insieme a loro.

Vedete come sono diventata saggia? Riesco addirittura a sopportare che l’Orso beva dalla mia tazza della Kinder.

Però per sicurezza il bicchiere di Snoopy l’ho lasciato a casa dei Nelli, dove sono sicura che nessuno lo toccherà.

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12 pensieri su “The Big Bang (Love) Theory

  1. oltrelautostrada ha detto:

    Completamente d’accordo su tutto, compresa l’angoscia da trasloco (vogliamo parlare del trasporto di strumentini tipo lavatrice SENZA l’ascensore?).
    In merito poi a Big Bang Theory, viva forever Sheldon Cooper!

  2. Federica ha detto:

    Capelli assurdi, flaminghi rosa, partner di sheldoniana memoria, tazza ridicola e chissà cos’altro. Come aver trovato una sorella

  3. Sonia Capello ha detto:

    Mi piace l’idea di dividere casa con qualcuno… Solo da ultra ottantenne quando i problemi di deambulazione( girello si girello no) o di rottura del cornetto per la sordità che mi avrà reso democratica. Ma invece mi ci sono infilata con piedi e mutuo fondiario eterno, ben sette anni fa, dopo matrimonio clericale classico in chiesetta di montagna ❤️❤️❤️( senza abito bianco che somiglio a Mobydick) e…. Speriamo che duri neee…
    Molestia ( o Enrico a seconda dei giorni) non è un cattivo coinquilino l’ho quasi educato a fare le cose basic ( es: portare giù il sacco di Cartesio che pesa come me, capire che il calzino al sapor di gorgonzola non va da solo nel cesto della biancheria sporca..) ma bisogna mediare sempre… E a volte vorrei ridarlo per breve tempo a Suocera, per riempire il nostro bilocale di libri alla selvaggia, di animaletti ( un pastore bernese, un iguana, un gatto rosso e due petauri dello zucchero!) solo che …odio i traslochi.
    Ciaoo

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