Persone che dovresti conoscere.

A me la funzione di Facebook delle “persone che potresti conoscere” non m’ha mai convinta.

Soprattutto adesso, che sul noto social biancoblù ci sono anche gli animali domestici dei miei amici, e calcolando che tra l’altro abito nella modesta capitale sabauda regina della moderazione e del non mi oso, non nella metropoli internazionale dove le gggenti vanno e vengono da ogni dove, i suggerimenti fioccano a manetta, spaziando dall’effettivamente possibile all’estremamente improbabile.

Di solito, capita così: nella mia home page compare la foto di qualcuno (che di solito ha come immagine del profilo due pixel della pupilla destra), il cui nome non risuona manco di un’eco lontana nel mio cervello (e potrei aprire una parentesi sui nick, ma da una che si chiama Beatrina Incorporella più che silenzio non può arrivare, voglio dire, la parola “decenza” ha un significato perfino per me), e vedo, 36 amici in comune. Stica! E chi sarà mai?

Poi inizio a vedere che tra gli amici in comune ci sono: la pizzeria Topo Loco, l’associazione Amici della Trota Iridata, il circolo Arci Canottieri in Canotta (in cui, per inciso, sono stata una volta, a Pasquetta, nel 2004, quando Facebook nemmeno esisteva), la bocciofila di Cantoira di cui il nonno buonanima era assiduo frequentatore, una persona che, per tutela della privacy, indicherò qui con le iniziali F.M. che concede l’amicizia anche alle cacciatrici di dote uzbeke, senza controllare “tanto al massimo poi le cancello”, personaggi mito tipo Zanfo Zanfagni, di cui tuttora ignoro la reale identità e che comunque non posta dal 2007, il b&b in cui volevo prenotare quel weekend romantico che poi ho annullato per mancanza di fondi, e un compagno delle elementari con cui non parlavo manco alle elementari, figurati adesso, anzi già che ci sono lo cancello.

Sì, potrei anche conoscerla, ma anche no.

Poi ci sono quelle persone che effettivamente potrei conoscere, anzi, ti dirò, magari le conosco, ma vorrei tanto non conoscerle, o che, viceversa, vorrebbero tanto non aver mai conosciuto me. Se abbiamo tutti gli amici in comune e non siamo amici, caro Facebook, fatti due domande, ma in fondo tu che ne sai? Sei solo un social, ragioni per algoritmi e fai il tuo dovere così, e noi ti amiamo anche per questo.

A me piacerebbe un suggerimento tipo “persone che dovresti conoscere”. Persone belle, che scrivono cose divertenti e intelligenti, che postano gattini con ritegno e solo in caso di estrema carineria, che magari se ci andassi a prendere un caffè potrei trasformarlo in un aperitivo e poi in una cena, perché avremmo un sacco di cose da dirci. Mi piacerebbe che ci fosse più meritocrazia e meno statistica nei suggerimenti a lato.

Le persone che dovresti conoscere, secondo me, sono quelle che ne sanno più di te in qualcosa e che te lo raccontano senza spocchia. Quelle che conoscono il valore del buonumore, e delle leggerezza, che sono intelligenti ma non ne abusano. Che la pensano come te ma non sempre, se no è come parlare in un imbuto davanti allo specchio. Che non si fanno scrupoli a dirti che hai il rossetto sui denti o le gengive inghirlandate di rucola, e che comunque sono abbastanza generose e sicure di sé da farti un complimento se hai addosso un vestito che ti sta bene, che non ti guardano con sufficienza quando citi Renato Pozzetto o il Mago Gabriel. Che ti ascoltano ma hanno anche delle cose da dire, sanno condividere dei pezzi di loro stesse con abbastanza fiducia da sapere che non li userai contro di loro, e che ricambiano il favore ma non proprio solo perché sei tu, perché quello è il modo giusto di comportarsi con tutti.

Io credo profondamente nelle persone, nel fatto che possano tirare fuori il meglio di te, ma senza fare gli allegri chirurghi dell’anima, e non dobbiamo essere tutti migliori amici, i buoni conoscenti sono anche importanti, e poi c’è sempre spazio per un upgrade. E una cosa che ho imparato su di me, a proposito della mia lingua biforcuta e bisbetica, è che quello che dico degli altri dice molto più su di me che non su di loro. Il che non vuol dire che non ami il gossip o che non abbia mai bisogno dei momenti di sfogo giaculatorio in cui il mondo è una merda e io sono l’unica furba nel raggio di 100 chilometri. Vuol dire più che altro che se mi trovo a farlo con una certa frequenza, beh, come dicono in questi casi, “non sei tu, sono io”.

Io di persone che dovrei conoscere in realtà ne ho già parecchie intorno, ma per il futuro, chi lo sa? Mai sottovalutare il potere di un algoritmo.

 

i want to like people

per esempio.

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4 pensieri su “Persone che dovresti conoscere.

  1. romolo giacani ha detto:

    Assolutamente d’accordo su tutto. Ma vedrai che se continuiamo per un po’ qualche cosa che non mi sta bene la trovo e così evitiamo l’effetto imbuto allo specchio (applausi anche per questo, te la rubo e me la rivendo alla prima occasione!)

  2. Federica ha detto:

    Vivrò pure in australia da una vita ma sono così sabauda che un account facebook nemmeno ce l’ho. Altrimenti ti chiederei l’amicizia, giuro

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