L’amore si impara leggendo

È sempre difficile parlare di cose che si è fatte con grande impegno e grande passione.

Persino io ho questa sorta di pudore malconcio, per cui mi sembra che le parole rimpiccioliscano la bellezza dei progetti a cui tengo moltissimo.

Allora facciamo che la prendo alla larga.

Una persona a cui voglio molto bene, anni fa, mi ha detto una frase di saggezza a cui spesso ripenso: “Dell’amore ne sappiamo come dei dialetti arabi”. Era un po’ il suo modo per farmi capire che in amore di cazzate ne facciamo tante, ma non sempre per cattive intenzioni: spesso capita perché ci muoviamo a tentoni, trascinati da uno stomaco pieno di farfalle, al galoppo nella brughiera, dando testate, bendati, contro un muro.

O meglio, bendate. Perchè c’è tutto un universo di scelleratezze sentimentali in cui noi donne, multitasking e fighissime, ci lanciamo a testa bassa, aggrappandoci alle tende, piangendo lacrime amare, travolgendo con il savoir faire di un bulldozer anni di crescita personale e consapevolezze raggiunte a caro prezzo.

E non è che non sappiamo la verità. La sappiamo, eccome. Solo che non ci piace usarla. La teniamo lì, sul comodino, con la pila di libri da leggere, la crema per le mani, il burrocacao e il pacchetto di fazzoletti. A portata di mano, ma senza utilizzarla: sai mai che si rovini. Il problema a non usare la verità che conosciamo è che poi ci roviniamo noi.

Quello che vorrei dire a me stessa, quando ho pianto con la testa affondata nel cuscino sentendomi la meno amata e la meno preziosa del mondo, e quello che vorrei dire a tutte quelle che si sciolgono in lacrime nella vasca, su una panchina, davanti alla televisione e guidando in macchina nel tragitto casa – lavoro, è che siamo amate e amabili, siamo preziose, e ci meritiamo di avere qualcosa di bello da sognare  e da vivere. E che non c’è il fato avverso, ma ogni tanto siamo noi che dovremmo mettere un punto e ripartire dalle cose veramente importanti,  ma decidiamo di non farlo, continuando battere il naso su cose che invece dovremmo provare a cambiare. Magari perché ci sembra più romantico – ne uccide più il romanticismo malinteso che la spada.

Alla veneranda età di trentaquattro anni, penso che l’amore un po’ si possa imparare. Soprattutto quello per noi stesse – proprio come si possono imparare i dialetti arabi, ed è questo che direi oggi al mio amico P.

Ed è per questo che sono fiera ed emozionata di aver il mio nome sulla copertina di un libro che dice proprio questo: l’amore si impara leggendo.

Il libro l’ho scritto insieme a Massimo ed è il primo capitolo di un progetto editoriale di Sperling e Kupfer con Accademia della Felicità.

Ho amato molto lavorare con Massimo: è stato un buon antidoto alla solitudine della pagina word, oltre che un grande aiuto avere di fianco qualcuno che sa tutto lo scibile della letteratura. Per non parlare del fatto che è il mio migliore amico e lo adoro!

In questo libro abitano tanti libri. Le loro eroine sono state, per noi, delle persone in carta ed ossa che ci hanno raccontato che cosa vuol dire l’amore nel loro modo e nel loro mondo. Ci hanno fatti ridere, incazzare, sognare, ci hanno dato coraggio e ci hanno spiazzati, mentre ne scrivevamo, con la profondità universale delle loro vicende. Ognuna di loro ha una lezione che tutte dovremmo ascoltare: e speriamo che qualche spunto arrivi anche a qualche maschietto di buona volontà…

Soprattutto, mi piace pensare che questo libro possa aiutare a riscoprirne altri e a ritrovare quello che per me è il senso più profondo della lettura: stare bene. E questo è esattamente quello che penso dell’amore: che debba renderci felici. Questo è quello che pensavo, mentre scrivevo: questo è quello che spero resti nel cuore di chi legge, una volta girata l’ultima pagina.

Oggi L’amore si impara leggendo è uscito ed è nelle mani del mondo: buona fortuna, amico!

B-M

I due splendidi autori con lo splendido libro.

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8 pensieri su “L’amore si impara leggendo

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