Pronti, pancetta, via.

Non ci posso credere che è già passato un anno da quando avevo promesso di diventare una persona migliore, dice. Già un anno dal tirare le somme e infiocchettare la casa di post-it benauguranti.

È la parte che ha ancora sedici anni e un gusto iconoclasta per sfanculare i miglioramenti altrui, che poi sono i suoi: stanno tutte lì dentro strette al calduccio sgomitando per aver ragione tra un Ferrero Rocher e l’altro (i Ferrero Rocher sono il trait d’union, la cosa giusta per metterle d’accordo. Si mangiano sbucciandoli con gli incisivi, succhiando via la Nutella da un minuscolo foro, masticando cautamente il wafer e infine liberando la nocciola, come una perla. Una roba che a guardarla fa venir voglia di rifarsi gli occhi con lo spurgo delle fogne di Calcutta, ma tant’è).

Il giorno più bello della tua vita è quello che deve ancora arrivare, non sei emozionata? Questa è la svampita con i codini e gli accessori di peluche rosa, che dà di gomito all’altra, la quale intanto si scruta nello specchio e constata con sgomento che sì, c’è una rughetta di pelle molle proprio lì, sulla guancia. Ma cazzo, dice. E l’altra rincara la dose, non lamentarti, vuol solo dire che ridi molto.

Soprattutto quando non c’è un cazzo da ridere, ribadisce una voce misteriosa dalle retrovie.

Ve bah, facile ridere solo a proposito, scusa. A farci servire il buonumore su un piatto d’argento siamo brave tutte. Il segreto è andare a scovare l’ironia senza farsi ingessare dal sarcasmo.

Sei proprio una Pollyanna del cazzo, dice.

Avete finito di fare casino? Sto leggendo.

Ti ricordi quel Capodanno pieno di neve, Corso Francia ovattatissimo, i fiocchi che continuavano a scendere, la Uno che procedeva a passo di lumaca, quando ancora il doposbronza non esisteva, esisteva solo la carbonara a colazione guarnita di rutti da Coca Light?

Mi ricordo quel Capodanno che volevi fare la figa coi tacchi e sei tornata a casa scalza dal Supermarket. Tra te e Via Stradella c’erano solo trenta denari di separazione. Non sei proprio mai stata brava a fare la sciantosa.

Guarda che se non la smetti tiro fuori quella foto dei tuoi dodici anni in cui hai festeggiato inguainata in uno sfavillante completo casacca e pantaloni di lamè. Eri un incrocio perfetto tra il tendone del Circo Orfei, una trota salmonata e Zia Yetta.

Scusate, ma buoni propositi ne abbiamo? Sensazioni desiderate? Azioni da pianificare? Sogni di gloria? Obiettivi ragionati? Vane speranze? Qualcosa?

Aspetta che controllo, che qua c’è solo lo zampone e le lenticchie.

Madonna, sei proprio disorganizzata dentro.

E te credo, qua dentro siamo la metà di mille, mai una volta che teniate a posto la vostra roba, tipo, questo residuato bellico di flanella, che cos’è? E giuro che se vedo un’altra Hello Kitty del 2004 prendi e te ne vai a festeggiare al veglionissimo del Ristosauro.

Non rompere le palle, che hai appena finito di attaccare stickers di arcobaleni alla cassapanca.

Va beh dai, adesso state buone. Toh, ecco un Ferrero Rocher. Non lasciare la carta appallottolata sul divano come al solito però.

(Silenzio, rumore di mandibole in azione, ognuna torna a farsi gli affaracci sua).

Buon anno, stronze.

happy new year

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