Racconta di ciò che sai, dicono

Sto leggendo tantissimo.

Giuro.

Forse è per questo che non scrivo una mazza.

Eppure, in teoria, la lettura è un esercizio fondamentale per la scrittura: lo dico sempre. E invece.

Il fatto è che leggere ti butta addosso secoli di genialità a cui sei completamente impreparata. A che serve raccontare delle tu tonsilliti di bambina, quando non potrei mai eguagliare le atmosfere del rione di Elena Ferrante? Quale tetralogia fantasy ambientata nelle valli di Lanzo sarà mai all’altezza della Barriera di Ciccio Martin? Le corna del tuo ex fidanzato avranno mai la dignità letteraria del volo sotto il treno della cara, vecchia Anna K.?

Secondo me la risposta, a meno che una non abbia un talento incendiario, è no. Infatti non bisognerebbe scrivere per eccellere o per essere in gara con i grandi, ma per puro piacere di inventare, di incastrare parole, di raccontare cose che sì, ok, non cambieranno al vita a nessuno, ma magari faranno compagnia a qualcuno in un momento di relax tra un file excel e l’altro.

Poi c’ anche da dire che non è che per forza, nella nostra vita, è la buona letteratura a influenzarci di più quando scriviamo.

Per esempio io mi sono divertita tantissimo, tra i 14 e i 16 anni, a scrivere orrendi racconti in penna bic su fogli rubati ai quaderni di scuola: il protagonista maschile era sempre una versione edulcorata di Axl Rose, c’era quello che io presumevo essere un ambiente rock’n’roll, figure femminili belle&ribelli, sbrodolamenti sentimentali di cui vergognarsi per le generazioni a venire.

Ma la cosa importante è che, a  tratti, c’era anche del sesso piuttosto fantasioso e utopistico: la mia esperienza personale si riduceva a petting leggerissimi e qualche limonata sparsa, però avevo letto un sacco di libri di Jackie Collins e Sidney Sheldon – più uno svariato numero di Harmony Passion –  in cui mascolinità pulsanti e profondità umide e muschiate si susseguivano freneticamente fra le pagine.  Avete presente quei ragazzini che non riescono a vivere il sesso normalmente perché hanno visto troppi porno? Ecco, per me non ci poteva essere una scena d’amore abbastanza realistica senza lombi ardenti, virilità indomabili e precipitazioni sparse nel turbine del godimento.

Jackie_C

Un grande classico della mia formazione

 

Mi aspettavo che il sesso fosse una specie di centrifuga dei piani bassi e un sacco di similitudini erettive: piloni, ma che dico, pilasti, torri d’avorio, dolmen, menhir, moli antonelliane, torri di babele, spade di granito, cannoni di Navarone, bastioni in fiamme al largo di Orione. Altro che esercizi di stile: qui si trattava proprio di un’intera letteratura basata sul dizionario dei sinonimi e dei contrari, perché ovviamente dire “pene” era vietato.

La controparte femminile era sempre, diciamo, un po’ boschiva: ombreggiata, forse perché erano gli anni 80 e la depilazione brasiliana ancora non era di moda. Segreta, nascosta, ascosa, amena: comunque molto profonda e invisibile ad uno spettatore poco motivato. Che poi, ok che la patata non salta così all’occhio, ma non stiamo parlando di un bunker antiatomico. Sembra quasi che, nel mezzo della conquista del sotterraneo del castello, debba comparire l’Abate Faria da dietro l’angolo. Eppure in qualche modo, tra grandi ansiti e piovaschi, la radura veniva sempre conquistata e qui calava il sipario.

Per fortuna della me stessa wannabe scrittrice quattordicenne, che, se avessi davvero dovuto raccontare che cosa veniva dopo, avei dovuto ricorrere all’atlante universale di ginecologia di mamma Scopella, chè vi ricordo che ancora Internet non c’era e questo complicava in maniera esponenziale il lavoro di ricerca.

Quello che mi viene da chiedermi adesso è, se dovessi scrivere – ma non temete, non è in programma – una scena di sesso, che cosa farei? Riuscirei ad attingere in maniera decorosa alle mie esperienze, o tornerei a rifugiarmi fra le cinquanta sfumature di imbarazzo lessicale che hanno costituito il mio imprinting letterario?

E soprattutto, nel 2015, si può dire pene?

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16 pensieri su “Racconta di ciò che sai, dicono

  1. Sempre Mamma ha detto:

    Sai che se nei libri c’è troppo sesso io mi imbarazzo e mi infastidisco? Avevo iniziato aleggere un libro consigliato in un gruppo di lettura, dopo le prime dieci pagine, in cui c’era solo sesso, l’ho abbandonato, era Mr sbatticuore, già dal titolo avrei dovuto capire

    • incorporella ha detto:

      Mr Sbatticuore, un nome un programma! 🙂
      A me alcuni romanzi molto espliciti sono comunque piaciuti – tipo quelli di Almudena Grandes – altri invece mi hanno annoiata a morte…

  2. Emy ha detto:

    Io ti leggo sempre con piacere, tipo ora che sono le 3 di notte in Australia e sono in “lunch break”. Quindi leggi tanto ma non dimenticarti di noi 🙂

    Certo che si può dire pene. Qui però sorridono se dico “penis” per loro è cock/dick la parola giusta. ‘nsomma passo per la pudica qua :p E odio come pronunciano vagina gli australiani, qualcosa tipo “vagiana” e a me viene subito in mente la moglie del fagiano.haha

    Emy di da4leeallaustralia.wordpress.com (leggimi se ti va)

    • incorporella ha detto:

      La fagiana è TOP. 🙂 Le tue avventure australiane sono un must della mia timeline di Facebook, ma com’è che mi ero persa il blog? Vado al recupero! Baci & abbracci ❤

  3. Carrie ha detto:

    Io ti amo!
    Ok, lo sapevi, ma da questo articolo, dopo questo tuo comin’out, ti amo vieppiù, perché anche tu hai letto “La figlia di Mistral”!
    E in più… Scrivi sempre meglio e mi fai ridere quando c’è da ridere! ❤️

  4. gynepraio ha detto:

    Ho notato che le protagoniste dei romanzi rosa contemporanei gli toccano “il sesso”, che è una sineddoche al contrario: il tutto per la parte.
    Ma io sono un tipo poetico, quindi se scriverò una scena di sesso lo chiamerò turgido membro, con l’accento sdrucciolo che fa subito sincope.

  5. Barbara (@BarbsLeCupcake) ha detto:

    Io “da piccola” non scrivevo di sesso ma mi ostinavo a disegnare baci appassionati tra la mia eroina dai lunghi capelli rossi chiamata Miranda (nessun riferimento a Sex and the city, che venne molto più tardi) e un fantomatico Mr. X più simile al principe Florian che alle mie cotte pre-adolescenziali. Il tutto senza aver mai dato neanche un bacio a stampo. L’incontro del naso di lui con la guancia di lei era più simile ad una patata di lato che altro.

    Barbs, sono nuova qui, ciao!

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