E io che credevo

L’altra sera ho deciso di esternare all’Orso tutto il mio sdegno per la mia dirimpettaia del piano rialzato.

– Quella comunque è pazza furiosa. Non solo obbliga il marito a fumare fuori in pigiama e ciabatte, è anche una di quelle matte ossessionate con i germi.

– Perché?

– L’altra mattina era lì che puliva un armadio del balcone, tirando fuori tutti, con sei litri di detersivo. Il giorno prima lavava i vetri, quello ancora prima puliva il pavimento, e chissà cosa fa nelle parti di casa dove non si vede! Capace che pulisce le fughe del bagno con lo spazzolino.

– E quindi?

-E quindi è chiaramente pazza. Ma ti pare che una deve pulire così tutti i giorni?

– Bea, non è pazza. Magari è una casalinga.

E lì sono rimasta interdetta.

– Ah, dici?

– Beh, sì. Le casalinghe si occupano della casa, scusa. Lo dice la parola, no? Casa-linghe.

Per un attimo sono rimasta senza parole, e, credetemi, succede di rado. Mi sono resa conto che, nel mio immaginario, l’attività giusta e ideale per una casalinga è guardare le serie tv e andare a fare commissioni in giro, certo non pulire le piastrelle. Guardare i bambini, se ne hanno. Ma non lo pensavo con disprezzo, anzi. Cioè, per me obbligare qualcuno a pulire i vetri senza retribuirlo è un crimine, qualcosa che dovrebbe essere punito dalla Convenzione di Ginevra.

E mi si è un po’ riempito il cuore pensando a queste donne che passano la giornata a fare cose che a me pesano in maniera pazzesca, contrattando col gatto di polvere che bastardo esce da sotto il divano proprio appena dopo che hai messo via il folletto, alla cena spazzolata in quattro minuti netti dopo due ore di preparazione, donne che lottano in solitaria col copripiumino dell’Ikea, strateghe dell’elettricità statica e della polvere che incipria il tv color. Gratis, solo per amore o per necessità.

Io vorrei dare per diritto costituzionale a queste donne due giorni alla settimana in cui mangiare gelato dalla vaschetta, spiaggiate sul divano davanti a Grey’s Anatomy, senza sensi di colpa. Aspirapolvere wireless in dotazione di default. Spray alla candeggina che rendano le mani morbide e vellutate. Divani antimacchia e tappeti autopulenti. Frigoriferi intelligenti in contatto diretto con il Carrefour.

Vorrei far tenere loro conferenze in mondovisione, in cui si raccontano, perché secondo me tenere una casa pulita in un mondo che sporca in continuazione è un esercizio zen che ti eleva al rango di essere superiore.

Per non parlare del fatto che secondo me è pieno di gente che dice “Beata te che sei a casa tutto il giorno”. Oltre al peso dell’immaginario erotico della pornocasalinga che sbrina il freezer in autoreggenti e tacchi a spillo, mentre chiunque abbia mai sbrinato un freezer sa che la tenuta migliore è la tutina blu di Supermario e le scarpe antinfortunistica.

E di certo tutto questo è causato dal fatto che io odio fare le pulizie, e il mio sogno erotico ricorrente è Jared Leto nudo che pulisce la vasca con l’anticalcare mentre Taylor Kitsch piega i calzini puliti dividendoli per colore.

housewife

chi mi conosce bene, infatti, mi manda questi biglietti.

 

Però devo ammetterlo: nonostante tutte queste riflessioni, continuo a pensare che la signora della casa di fronte non sia tutta centrata.  Stavo quasi pensando di lanciarle sul balcone una penna usb con dentro tutte e cinque le stagioni di Scandal.

(Ah, ovviamente il fatto che ci possano essere persone a cui piace pulire è venuto in mente solo con molto ritardo. Tipo subito dopo aver scritto questo post).

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17 pensieri su “E io che credevo

  1. Angela Andreoletti ha detto:

    Da una casalinga 50enne che ODIA fare i lavori domestici e che sogna Errol Flynn ( per età, sai) nudo che disincrosta la vasca un sororale abbraccio. Alle mie figlioli e, però, niente Cenerentola prima della nanna, solo Il secondo sesso… Omaggi mia regina!

  2. Federica ha detto:

    Io mi nascondo dietro la scusa del poco tempo ma la realtà è che fare le pulizie mi aliena e schifa parecchio, ma quando il mercoledi torno a casa e la ditta delle pulizie è passata apprezzo il momentaneo profumo di pulito e quasi mi inorgoglisco della doccia senza aloni e il fornello senza unto, manco fosse opera mia (a parte il ruolo del lasciare tonanti dollarini sul mobile dell’ingresso intendo…)
    Il mio feticcio è riordinare la stanza dei giochi delle bimbe dividendo lego da duplo e disponendo le bambole in ordine di altezza e i pupazzi per colore. Ma succede tipo una volta l’anno quando mi prende lo sclero e comunque mai di primavera. Per una questione di principio.

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