Reperti di cronaca della libreria che fu

[questo l’ho scritto quando stavo ancora da Librarsi e per caso oggi l’ho ritrovato. A volte ritornano, proprio].

Il lettore mistico è alla ricerca di una risposta esistenziale, ma senza troppi patemi, come il lettore di saggi filosofici o il purista di Philip Roth.
Il lettore mistico vira su Osho e Coelho e su tutta una serie di pubblicazioni a carattere new age che vanno dall’idropulitura del colon alle carte degli angeli attraverso un linguaggio estremamente semplice, mutuato probabilmente dagli scaffali del fai da te. Ho sempre avuto il dubbio che l’autore di “Introduzione alla pirografia” e “Ripulire i propri organi” fossero la stessa persona: del resto, spesso hanno anche gli stessi lettori.
Il lettore mistico, in qualche modo, non ricerca solo una guida spirituale, ma anche una guida pratica. Vuole parole rassicuranti, che gli confermino che il suo dibattito interiore lo porterà comunque a scegliere la strada giusta, che si tratti di cambiare il divano, lasciare il fidanzato o iniziare un corso di macramè.
Vuole sapere che prima o poi l’amore arriva ma anche che lo spugnato terra di siena non è poi così difficile da fare anche da soli.
Il lettore mistico è spesso donna, single o in una relazione con qualcuno di molto pragmatico (esempio tipico: lettrice mistica insegnante di scuola materna con fidanzato pragmatico tubista in ditta idraulica) che guarda al suo corso di yoga pranayama con un certo sospetto e preferirebbe essere coinvolto in una bella lezione di salsa, merengue e balli di gruppo. Il lettore mistico ama più spesso i gatti dei cani, ma comunque in generale tutti gli animali e spesso posta su Facebook appelli accorati per l’adozione di Pierino, cane orfano cieco da un occhio che è stato abbandonato al casello Stura sud.

Variante di genere del lettore mistico è il lettore complottista: se c’è un testo che parla di invasione aliena, rettiliani, club Bilderberg, Elvis ancora vivo su un atollo del Pacifico, lui ce l’ha, l’ha letto, ne ha sentito parlare o almeno l’ha già ordinato alla sua libraia di fiducia (me), non senza averglielo illustrato nel dettaglio per convincerla della validità della sua teoria. Il libro complottista è spesso corredato di prove audio/video, documentari girati in sinistri sotterranei della Bielorussia, in cui uno speaker dal tono allarmato commenta vecchi filmati sgranati in bianco e nero, in cui la comunione di zia Adelina diventa praticamente indistinguibile dal suicidio del Fhürer, alternandoli con interventi di esperti dai nomi cacofonici, di cui nessuno ha mai sentito parlare prima: agli occhi del lettore complottista, questa mancanza di fama altro non è che la dimostrazione che qualcuno molto in alto non vuole che la verità sia divulgata, ed è per questo che ha relegato nell’ombra la voce dei pochi coraggiosi pronti a denunciare la discesa degli Elohim su questa terra.
Per il lettore complottista, la scia chimica è ovvietà, non ipotesi.
Il lettore complottista è spesso sposato con una donna molto paziente, ha figli molto pazienti, e, se mai adottasse un cane, potete scommettere che si tratterebbe di un cane molto paziente.

Una colonna portante del complottismo venariese era il signor Venanzio.
Il signor Venanzio non si rivelò da subito come lettore complottista, ma mi trasse in inganno acquistando alcuni gialli di Tom Clancy e un paio di vecchi Ken Follett. Forse stava testando la mia appartenenza al sistema, prima di fidarsi di me.
Poi iniziò con titoli meno innocui, che ovviamente non tenevo in casa e dovevo far arrivare: ritirava la sua copia di “Guida alla cospirazione globale”, mi guardava da sopra le bifocali e mi diceva con tono stizzito “È tutto vero, sa?”.
Io annuivo e controllavo lo stato di prenotazione della sua copia di “Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale”. Non volevo mai farmi coinvolgere. Mai. Non mi importava se Paul Mc Cartney era morto e la sua salma sedeva in un consesso di angeli alieni a decidere le sorti della terra mentre un suo sosia andava in giro a cantare Let it be. Che se la vedesse il signor Venanzio, con il lato oscuro della società: io avevo una fattoria on line da mandare avanti, potevo mica perdermi in futilità. Erano i lieti giorni di Farmville, baby.
Finché un giorno riuscì a fregarmi.
“Perché siamo sull’orlo della terza guerra mondiale, lei lo sa questo, sì?”
Il signor Venanzio parlava sempre come uno che ti sta facendo un discreto cazziatone per qualcosa che hai dimenticato di fare.
“Eh sì”, risposi io, piantando alberi e foraggiando mucche.
“Ed è tutta colpa dei punk!”.
Subito pensai di aver capito male. O che “punk” si riferisse a qualche razza marziana un po’ caciarona di cui io non ero a conoscenza.
Sollevai lo sguardo e incontrai gli occhi dilatati del signor Venanzio, le bifocali sulla punta del naso, il cardiganino in lana pettinata, la scarpa che respira e criceti lanciati al galoppo nelle sue pianure cerebrali. Inutile, mi aveva agganciato e lo sapeva. Gongolava.
“Eh sì, cara mia. I punk sono stati creati e programmati dai governi delle più grandi nazioni. Perché prima le generazioni si parlavano, plin plin, una chitarrina, una bottiglia di vino e via. Io suonavo, sa? Ero in una band. Erano gli anni sessanta. Da noi si usava che se uno più vecchio parlava, tu lo ascoltavi, imparavi qualcosa. E questo ai governi fa paura, sa? E allora cosa hanno fatto, hanno preso questi quattro tossici, li hanno rapati, gli hanno fatto la cresta verde e tutte quelle boiate lì e li hanno mandati in giro a suonare, e sai che dialogo puoi avere con un tossico conciato così. E fine, lì s’è interrotto tutto,la comunicazione tra generazioni, kaputt. Andata. Adesso se un vecchio dice qualcosa non lo stanno mica a sentire. È per questo che adesso i governanti dicono qualsiasi cretinata e i giovani se la bevono. Perché le generazioni non si parlano più. Ed è tutta colpa dei punk”.
Se ne andò soddisfatto, quel giorno, il signor Venanzio. Sicuro di aver piantato un seme che avrebbe un giorno potuto germogliare.

Purtroppo, so di essere stata una delusione, ma i miei maiali virtuali avevano bisogno di me. E comunque, signor Venanzio, se un giorno mai leggerà questa parole, sappia che la causa delle terza guerra mondiale non saranno i punk: saranno le richieste indesiderate di Farmville, a incendiare gli animi di quelli che in giorni lontani si parlavano.

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