Il pelo (non solo) nell’uovo.

Devo fare coming out su una cosa che mi fa impazzire già da tempo, e lo so che mi renderà oggetto di pubblico ludibrio, ma pazienza.

Ho un problema con i peli.

E non mi riferisco al pelo superfluo attaccato al corpo, no: non che lo ami pazzamente, intendiamoci, ma posso convivere ignorandolo per discrete quantità di tempo , soprattutto d’inverno.

No, il mio problema sono i peli – e i capelli – che noi esseri umani imperfetti e difettosi seminiamo in giro per casa come coriandoli al carnevale di Viareggio.

Voi non capite il dramma, soprattutto perché ho capito una cosa: il pelo non si può debellare. Il pelo rispunta sempre, si nasconde e si ripropone, fa capolino e chiama a raccolta i suoi alleati, si moltiplica, invade e conquista.

Nei primi tempi della convivenza, per almeno due anni, ho gettato tutta la responsabilità sull’Orso, che, nonostante il soprannome, è uomo scarsamente villoso, anche se il mio sogno erotico ricorrente è immergerlo in un barattolone di ceretta come un grissino nella Nutella, fasciarlo come una mummia e poi tirare forte. L’uomo glabro per me ha un fascino inarrivabile. Infatti tutti ‘sti sex-symbol barbuti che infestano le vostre bacheche mi infiacchiscono l’ormone come neanche un nudo frontale di Gigi la Trottola.

L'unica è stanarli uno a uno.

L’unica è stanarli uno a uno.

Ne ho parlato più volte con la socia Alisia, confessando i miei peggiori pensieri da raptus di rabbia pelo-indotta:

– Signora mia, non ce la faccio più. L’Orso perde peli continuamente. Finirò per sostituire il bagnoschiuma con un litro di crema depilatoria per risolvere il problema una volta per tutte.
– Guarda che li perdi anche tu, i peli. Li perdiamo tutti.
– EH NO, EH! I miei peli lo sanno, sono come le donne della canzone di Ligabue. Lo sanno, che devono starmi attaccati vicini vicini finché non decido io che è ora di andarsene. I miei sono peli addomesticati. Li conto tutte le sere uno per uno e guai a loro se non rispondono all’appello.
– Li perdi eccome, cara mia. Anche i capelli, solo che sono biondi e non si vedono.

Quando anche la tua migliore amica ti mette davanti alla triste realtà, ovvero che il nemico ti si annida addosso, succede l’inevitabile: ho perso la testa.

Ho iniziato a tediare tutte le amiche che venivano a trovarmi a casa:

– Ciao, ti faccio un caffè, scusa per i peli.
– Quali peli?
– No, non preoccuparti, non fare finta di niente, tanto lo so. Questa casa è piena di peli.
– Mah, a me non sembra.
– No, fidati, è che quando ci sono ospiti si nascondono, gli infami. Lo fanno apposta per darmi fastidio. Non sembra, ma son furbi i peli, sai?

Poi è cominciata la caccia al tesoro. Il mio scarsissimo istinto casalingo s’è risvegliato davanti alla sfida. Ho iniziato a pulire casa attivando tutti i sensori ala ricerca del pelo ribelle. Che cosa vuoi che siamo la polvere, l’unto, le macchie di origine misteriosa sul pavimento, quando magari un pelo di naso clandestino si annida nel portasapone?

Sono diventata quasi pazza in molteplici occasioni, ma poi ho dovuto arrendermi all’evidenza: il pelo non puoi batterlo. Mai. Puoi affrontare la pulizia del bagno armata di spugnette di tutti i materiali reperibili in commercio, esaurire le riserve d’acqua della Patagonia per potenziare le operazioni di risciacquo, usare il tubone del Folletto fin negli orifizi più nascosti a lato della lavatrice, ma, dopo un’ora di sfregamenti e madonne giù dal cielo, andrai a lavarti le mani e ci sarà un pelo, nero, crasso e sorridente, che ti sfotte dal bordo immacolato del lavandino.

Peli sul divano, nel letto, per terra, nei cassetti. Peli ovunque. Piovono peli. Cinquanta sfumature di pelo. La casa dai peli che ridono. L’invasione degli ultrapeli. Non c’è scampo, e non se ne parla abbastanza, cosicché noi pelofobiche possiamo solo tacere nel buio delle nostre casette e frustrarci, colme di vergogna. Oggi io ho deciso di rompere il silenzio, ma a che pro? Ho appena trovato un capello sulla tastiera. Mio.

Il pelo è il motivo reale per cui io non avrò mai un bulldog francese di nome Oreo, ben più della famigerata raccolta – cacca delle sette del mattino sotto la pioggia.

Il pelo è quanto mi separa irreversibilmente da un gatto obeso che mi riscaldi nelle lunghe sessioni invernali di serie TV sul divano.

Il pelo è anche il vero motivo per cui, secondo me, quella balenga di Bella Swan alla fine non ha mai avuto nessun dubbio sullo scegliere Edward il vampiro umorale anziché il buon Jacob, fedele lupo mannaro disseminatore di pelazzi neri dopo ogni discussione su chi dovesse scendere a buttare l’umido.

Pensateci. Ché questi sono i temi che mi attanagliano, mica robetta come la pace nel mondo.

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14 pensieri su “Il pelo (non solo) nell’uovo.

  1. Carrie ha detto:

    Ahahahahahah!
    Sono morta! E ti capisco: io perdo quantitativi di capelli immondi. Con quelli che restano dopo ogni shampoo si potrebbero capellizzare almeno due barbie alla volta!
    Però mi consola, sapere di non essere l’unica che lotta contro i peli!

  2. emymarbis ha detto:

    A me danno fastidio i capelli bagnati (quelli che perdi nel lavandino mentre ti pettini, quelli che devi levare a mano dal buco della doccia…bbbrividi!!!) e i capelli asciutti per terra. E` una cosa assurda! A casa di mia madre abbiamo i pavimenti di colore chiaro e ricordo che dopo Dawson’s Creek, all’epoca, non iniziavo i compiti se prima non spazzavo ogni singolo capello. Mia madre mi sgridava quando mi trovava accovacciata a mo di Cenerentola con l’aspirapolvere senza pezzo finale (avevo quindi tra le mani la bocchetta tonda e lunga) perche` cosi` quei maledetti le prendevo meglio e ad uno ad uno.

    No vabbe, isteria pura.

  3. Federica ha detto:

    Ho due gatti pelosissimi e grassissimi che mi hanno curata dalla pelofobia, puoi tentare anche tu la cura d’urto, oppure prenderti uno sphynx che puoi chiamare “Tere”, ma non terrà caldo nelle freddi notti invernali, anzi

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