How to disappear completely

Come vi sentireste, voi, se vi dicessero che non esistete?

Le piccole cose di sempre, il caffè al mattino, i baci tiepidi, la consapevolezza di qualcuno che ti aspetta e sta già russando dal suo lato del letto.

Vedere arrivare e crescere un bambino che avete molto voluto, immaginarvi nonni, zii, cugini, amici, tutti insieme intorno a un tavolo nei giorni di festa che verranno, i giochi messi nel cesto la sera che il giorno dopo saranno di nuovo sparpagliati sul tappeto, l’incastro quotidiano di orari, appuntamenti, uscite da scuola, merende di compleanno.

I piccoli gesti quotidiani, le piccole cose.

Ma anche quelle grandi.

La certezza che qualcosa di vostro vi sopravviverà, le farfalle nello stomaco che diventano una promessa, la cura infinita delle debolezze che non sono le vostre e di cui avete scelto di farvi carico, i porcogiuda che si trasformano in nomatterwhat.

Le cose che vi tengono svegli la notte, quelle che vi fanno dormire serene.

Tutta la vostra vita, dal conto in banca agli spazzolini da denti nello stesso bicchiere, la macchina piena di briciole, la sabbia delle vacanze dell’anno scorso rimasta in valigia. I pigiami sotto il cuscino. Due mazzi di chiavi per la stessa porta.

Come vi sentireste se dicessero che tutto quello che è la vostra vita non esiste?

Io penso a questo, da privilegiata donna biancabionda eterossessuale maritabile figliabile, vergognosa cittadina di un paese che discrimina le altre persone sulla base del sesso, nauseata cittadina di un paese in cui si cincischia sui diritti di tutti tirando in ballo democrazia etica religione naturalità sana e robusta costituzione gomiti che fanno contatto col ginocchio gombloddo lobby gay bambini nati e non nati e potenzialmente nascibili e pimperepettennusa.

I diritti civili dovrebbero essere una cosa ovvia, e invece non lo sono, e continuiamo a dibatterne, ed è uno spreco di tempo e di dignità, una sconfitta così colossale per il genere umano che mi viene da vomitare, giuro.

E se ancora avete dei dubbi sul fatto che le unioni civili e l’adozione dei figli del proprio partner siano diritti ovvi, non so, fatevi trapiantare un pinolo al posto del cervello, perché tanto svolgerebbe le stesse funzioni. Possiamo stare qua a raccontarcela finché non moriamo di inedia e non cambia un cazzo, si torna al pinolo.

Io non so come vi sentireste voi a sentirvi dire che non esistete, mentre su facebook si alternano i post della giornata mondiale del gattino e litigi su beghe politiche, milioni di parole volte a difendere un’idea piuttosto che l’altra, palle – è il caso di dirlo – da squash che rimbalzano contro i muri, vogliono tutti aver ragione in linea di principio, eppure abbiamo perso tutti.
Non stiamo parlando di cose astratte e massimi sistemi: stiamo parlando di persone, di famiglie, di vite. E non se ne va la sensazione che sia facile riempirci gli occhi di lacrime per i grandi dolori del mondo, e ignorare con pervicacia i piccoli dispiaceri di chi ci vive accanto ma non è – guarda un po’ – proprio esattamente uguale identico a noi.

Io personalmente mi sento stanca.
E schifata.

E sconfitta, in una parte profonda che non immaginavo esistesse, quella in cui tutti abbiamo uguale valore, dignità, diritti. Quella in cui i figli di qualcuno non valgono meno dei figli degli altri. Quella in cui finché si ama e si costruisce, non ha importanza con chi lo fai. Quella in cui il mondo va avanti, si evolve, la società muta e acquisisce una faccia nuova, perché se non siamo ancora vassalli valvassori e valvassini nel 2016 un cazzo di motivo di merda ci sarà.

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, sicuri di essere dalla parte giusta della società, della religione, del matrimonio con l’abito bianco e la persona che madre natura ha confezionato apposta per voi, voi che sapete di esistere perché ve l’hanno scritto su appositi fogli di carta bollata, voi che godete di un privilegio e lo date per scontato, e che nel vostro salotto buono vi scandalizzate delle pretese di certa gente, forse non vi siete mai chiesti il motivo di quest’odio, e di questa paura, e di questa ignavia, e di questa viltà. Io me lo sono chiesta, al posto vostro, tante volte.

Ma non ho ancora trovato una risposta che mi mettesse il cuore in pace.

 

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8 pensieri su “How to disappear completely

  1. erodaria ha detto:

    brava, penso proprio che infilare i panni degli altri, magari conoscerli, ecco, sia il modo migliore per affrontare le cosiddette grandi questioni etiche e sperare di gonfiare un po’ il nostro pinolo

  2. Gisella ha detto:

    Splendida. La penso esattamente come te e l’hai detto con un tono talmente bello, disarmante e deciso da farmi esclamare…. Incorporella for president!
    🙂

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