walk the line

Per me camminare è un po’ terapia, un po’ la sola attività fisica che non mi deprime, un po’ uno scarso senso della distanza – mi sembra tutto vicino vicino, un vero spreco andarci in metro, per non parlare della macchina, che se proprio potessi non la userei mai.

Camminare è scrivermi storie nella testa, vivisezionare quei momenti storti che non mi sono ancora andati giù e che mi intasano il subconscio finché proprio non li ho smontati e rimontati e ho capito come mettere tutti i pezzi perché funzionino, a volte non c’è niente da fare, ma almeno, così spezzettati, occupano meno spazio nell’anima e assomigliano a quel vecchio detto di farsene una ragione.

Camminare, per me che vivo in città e non potrei vivere altrove, è il passare delle stagioni, gli odori che fanno nostalgia, le luci che si accendono all’improvviso mentre passo come su un red carpet – grazie, grazie, troppo buoni, il successo non mi ha cambiata, sono ancora una ragazza semplice. Le vetrine a tema, il mutar di piumini e mezze maniche, la speranza di esserci finalmente liberati di quella moda delle Hogan che impazzava tempo fa, all-star borchiate ed è subito 2011.

Guardo le persone a partire dai piedi, sì, scusatemi, è un’abitudine. Quando arrivo alla faccia mi sono già fatta un’idea precisa di chi ho davanti. E vorrei fare una petizione per tutte quelle signore sui sessanta, belle ciaciotte con il loro carrello della spesa e la messa in piega con i bigodi, che indossano magliette su cui c’è scritto “Skinny Bitch” o “Sex Bomb” o “I love drugs”o “Hot as F*ck”. Possiamo fare un comitato che le protegga o quantomeno le informi, sì?

Camminare per strada è fare l’appello delle vie, dei negozi, delle nuove gestioni, della frequenza con cui viene ritirata la plastica – nel mio quartiere c’è una strana idiosincrasia per i bidoni della plastica, c’è solo la raccolta una volta a settimana di pile di sacconi sui marciapiedi, che basta un alito di vento e via, altro che Up.

Camminare è stare da sola con me stessa, litigare, fare pace, mandarmi affanculo, criticarmi, sostenermi, un matrimonio insomma, è il momento in cui ascolto quello che ho da dire e decido se mi piaccio, quanto mi piaccio, se alla fine sono scema come sembro o se ogni tanto posso crogiolarmi nella sensazione di essere un fottuto genio (poco, eh, ma sono attimi esaltanti che a tratti capitano).

Camminare è molto bello anche con le amiche o i fidanzati, ma devono essere rodati, avere una buona tenuta di strada, un passo che vada d’accordo con il mio, poche esigenze ma chiare e dichiarate. Per camminare affiatati ci vanno anni d’esperienza sul campo, io e la socia Alisia siamo cintura nera di camminate a due, dateci una scarpa comoda e non ci fermiamo più.

Sarà per questo che una delle cose che faccio e che più mi piacciono è il Litcrawling, con Zandegù (qui ci sono tutti i dettagli tecnici): perché si cammina un po’, si guarda un pezzo un po’ inedito della città, ma senza l’ingessatura della visita turistica, che ti senti quasi obbligata a fare la faccia compunta della persona seria. Semplicemente, scopri cose. Ti prendi quelle due orette per andare in giro per quartiere in cui magari normalmente non andresti, o che non guarderesti con l’occhio acceso e la faccia ammirata da apperò!

I maligni diranno che è per le birrette, ed è vero – del resto, scusate se sono umana. Ma c’è questa comunione di intenti, con la me stessa che va a piedi a zonzo per fare cose che sono solo un pretesto per andare a piedi a zonzo, e la me stessa che legge per una volta non sul divano ma in mezzo alle facce belle delle persone. Il Litcrawling insieme agli Zandezii e ai vari partecipanti, insomma, mi sembra un’occasione per aprire una porticina e far vedere al mondo un pezzetto di me che forse non tutti sanno che.

E poi va beh, ci sono le birrette.

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5 pensieri su “walk the line

  1. magicamente73 ha detto:

    Per me camminare e correre sono le due azioni che mi aiutano a rimettere in ordine i pensieri.
    Ma sola.
    Per obbligo coniugale e sociale, giro con altri.
    Ma il momento top è da sola

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