I solemnly swear that I’m up to no good

Il freddino arriva di notte e ti fa chiudere la finestra e so che c’è chi prova sollievo ma io no, solo l’agrodolce malinconia di settembre.

Vorrei dire che settembre è una merda ma non ci riesco. Mi dà di gomito con i suoi colori, mi solletica con i suoi cieli azzurri, mi sprona con la sua arietta: hop, hop, hop, sembra dire, dai che ce la fai, con ‘sto culone. Shake it.

Settembre è un maledetto istruttore di ginnastica dolce, che vorresti odiarlo, ma non ce la fai: sorride, non ti chiede troppo, in definitiva, solo di sgranchirti le ossa e rimetterti al lavoro, un po’, gradatamente, fa bene alle articolazioni, rilascia le endorfine, in fondo sai che ha ragione, ma chi c’ha voglia?

Non c’è scampo dai ricordi, a settembre.

Ogni foglia che cade sui viali è un primo giorno di scuola con lo zainetto – dei Puffi, di Barbie, Invicta Fluo – sulle spalle, senza dare le mani a chi ti accompagna, imparare la strada da sola, e ricordarla da un anno all’altro con minime, graduali variazioni.
I quaderni nuovi e in cancellino Pelikan con la punta bianca, la quiete prima dello scempio sotto forma di macchie d’inchiostro in ogni dove.
Ogni anno una stilografica nuova, le mangiucchiavo talmente tanto che una volta mi sono fatta esplodere una cartuccia di inchiostro rosso in bocca e alla maestra è venuto un infarto, oddio la bambina vomita sangue e continua imperterrita a scrivere i pensierini, martire dell’educazione elementare.
La tragedia si è ripetuta a casa, mia mamma ha trovata il fazzoletto imbevuto di macchie rosse appallottolato a caso in una tasca di lato, ma cosa ti è successo oggi a scuola? Niente, il solito, perché? The perks of having una figlia scema.

I primi di settembre noi si era ancora al mare in Romagna, e quest’anno ci sono tornata per una breve vacanza da figlia, la Nelli Posse alla riscossa.

Se ne sentono tante di critiche alle vacanze in Romagna, io le leggo e subito mi incazzo, poi subentra la certezza che se la vacanza di riviera la disprezzi è perché lì non ne hai mai fatte di felici, e allora, sai che c’è, mi spiace per te, ma tantissimo, perché la dolcezza felice di una vacanza a Riccione – o di più vacanze, una dopo l’altra sgranate come chicchi d’uva soda e golosa – te la porti dietro come riserva di gioia per una vita intera.

Dopo quindici anni, ho messo i piedi sulla sabbia fine e morbida come borotalco, e mi sono sentita a casa, ché tutti abbiamo bisogno di un posto dove sentirci a casa lontano da casa, e il mio era lì, nell’odore di salsedine, oleandro e bomboloni.

Perché ognuno c’ha il suo mare dentro al cuore, e che ogni tanto gli fa sentire l’onda: quella canzone che tutti ben sappiamo la ascoltavo l’estate che era uscita proprio mentre ci andavo, a quel mare, dopo lo svincolo tragico di Borgo Panigale che allunga sempre il viaggio proprio quando ti sembra che dai, ci sei quasi.

Ecco, settembre mi sta sul culo perché è il mare, ma anche partire, dal mare, e tornare a casa e dover essere bella pimpante e promettere che quest’anno ci proverai, a non masticare tutte le penne e le matite e i pennarelli e gli stinchi dei tuoi compagnucci di classe come un ruminante impazzito.

Allora facciamo che io settembre e i suoi piani per il futuro li ignoro. Faccio finta che non esistano. Mi rifiuto di avere buoni propositi e di sgambettare lietamente sul sentiero della produttività. Me ne sto qua seduta e ascolto l’eco dell’onda che ho ancora dentro. Vado in cerca di storie. Faccio il pieno, ancora un po’, della luce limpida della sera.

Voi andate pure avanti, eh: io dieci minuti e arrivo.

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12 pensieri su “I solemnly swear that I’m up to no good

  1. Annamaria Anelli ha detto:

    Ragazza bellissima del mio cuore, avevo bisogno di te, stamattina (anche non solo stamattina, eh, per me ci vediamo troppo poco). ❤ Anna

  2. erodaria ha detto:

    ho, giuro, fatto a me stessa un proposito così simile al tuo che (dopo quello comune di un qualche Capodanno fa di lavare l’auto) quasi mi spaventa: ho promesso a me stessa che sarò immensamente, fottutamente, intensamente lenta. Nient’altro. Baci.

  3. Sonia Capello ha detto:

    Ecco. Ho letto i tuoi pensieri nella serata sbagliata.. sotto il primo diluvio universale taurinense dell’autunno imminente…e mi sono commossa 😘😘😘
    Vorrei vivere un’eterna estate. E stop. Non parlatemi della bellezza dell’autunno, del Natale e di tutte stare fregnacce..

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