you wanted something beautiful, wished for something true

Dimmi parole forti e rotonde: resistenza, liberazione.

La liberazione a volte si manifesta sotto forma di frutto, fiore o sconfitta. Impari a perdere e forse hai vinto, posto che di vincere ti sia mai importato qualcosa.

La liberazione è un abbraccio, è dire, sa, andiamo a casa? La liberazione è una casa in cui stai bene quando ci torni.

Resistere è più difficile, a volte non serve a niente, a volte ti aspetti fanfare e invece sono solo un passo davanti all’altro, senza nessuno che ti dica brava, perché in fondo, ognuno a modo suo, lo facciamo tutti. Resistere.

Resistenza è un sacco di parole scritte, raccontare storie e ricordi e far vivere chi è morto, è una foto tolta dal cassetto e appesa al muro, è una cicatrice.

Liberazione è gocce rotonde sul parabrezza mentre torni a casa, liberazione è essere sola, sola quanto una persona può essere sola, il più sola possibile, e non sentire nessuna mancanza, nessuna frammentazione, rotonda come quelle gocce di cui sopra, e poi stare capace di confluire e tornare pioggia, bagnare la terra, far nascere fiori.

Resistenza è non aver paura che il dolore ti tocchi, ti contamini, ti trasformi, oppure aver paura e arrendersi al fatto che ti succederà lo stesso. Farlo accadere senza dimenticare il buono, senza perdere quel nocciolo duro e luminoso che contiene in sé la bellezza del possibile, delle cose che verranno e svetteranno verso il cielo.

Resistenza è dire la verità.

Dimmi parole forti e rotonde che suonano come parole d’amore: resistenza, liberazione. Parole che chiudono il passato in una storia che ci racconteremo, parole che liberano il futuro, il quale, come abbiamo imparato quando le cose che non sapevamo erano più forti di quelle che pensavamo di sapere, non è scritto.

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