So far so good

Siamo allo start della terza settimana. Come va? Chiede. Io tengo bottissima. Qua intorno a me per ora tutti ok, e questa è la sola cosa che conta. La cosa peggiore di questo momento di quarantena sono i miei capelli. Hai voluto la frangia? E mo abbaia, ché sembri uno Shih Tzu. Ci sono quelle che si sentono prudere le mani perché vogliono mandare un messaggio a tutti i loro...

Aspetta primavera, Beatrina

Allora, l’idea di fondo era di scrivere un post motivazional – sentimentale che partiva con “ho imparato che”. Ma la verità è che la sola cosa che ho imparato è che non imparo mai un cazzo. Altro che frasi topiche e citazioni di Joe Strummer, la sola frase che mi sarebbe stata bene tatuata addosso è, appunto, “Non imparo mai”. O “I never learn”, così lo capivano anche all’estero. Ok,...

Love is everywhere, beware

C’era una volta una sera di maggio. Ero in una bolla, sai? Una bolla di vetro. Resistente. Di quelle che non passa l’aria ma scende la neve anche ad agosto. Di quelle in cui fa freddo sempre. Pensavo che non si piange nel baseball, e che non si piange alle feste di compleanno, e che in generale non si piange se non in caso di estrema necessità, si piange sotto...

Shine on until tomorrow

Sono stata una bambina brava un po’ capricciosa, un po’ viziata, ma brava. Lo dice chi c’era, io non ricordo, ricordo solo il tappeto peloso del tinello, la spazzola di Snoopy col sonaglino nel manico, addormentarmi nei viaggi verso il mare con le briciole dei biscotti Prince incastrate tra il collo e il mento. A me piace ancora dormire in macchina quando gli altri guidano, che siano tragitti brevi o...

Grow my own, my own seeds shall be sown

La vita non va quasi mai come te l’eri immaginata. Usi quello che sai per parare colpi, segui la strada di mattoni gialli, poi scopri che la magia è solo una voce dietro a un telone. Che quindi il cuore, il coraggio e il cervello, ma anche la strada verso casa, te li devi trovare da sola. Non sono brava con le piante, ma mi ci metto d’impegno. Testarda, rifiuto...

My body the hand grenade

Sabato mattina mi sono fatta una foto. Ero in bagno, mi stavo lavando e mi sono accorta di avere in alto, sulla spalla destra, un livido perfettamente tondo, che Iddio solo sa come mi sono fatta. Questa cosa dei lividi che non so come mi escano fuori è proprio rappresentativa di me, un po’ perché ho la pelle chiara e facile ai bolli, un po’ perché sono distratta, mentre mi...

All the people, so many people.

Mi piacciono le persone che fanno colazione al bar da sole. Che si prendono il tempo per leggere il giornale, e scenerano distratti la brioche mangiata a metà, come se fosse una sigaretta, battendola con il dito indice, sbriciolando sul pavimento. Mi piacciono le persone che leggono in metropolitana e sul treno, cerco sempre di capire che cosa stanno leggendo, a volte anche con contorsioni imbarazzanti, ricordiamoci che sono miope,...

Adrimer

[Disclaimer: l’hotel Adrimer esiste veramente, anche se non ci sono mai stata. La borsa gialla anche, l’ho vista su una spiaggia un pomeriggio di luglio, tra un lettino e un ombrellone, mentre la sua proprietaria non c’era. Il resto me lo sono inventato]. Nel sogno, corre. Corre sempre. A volte con gioia, a volte, più spesso, terrorizzata. Corre sul bordo di un promontorio, e guarda giù, e a volte, sempre...