Shine on until tomorrow

Sono stata una bambina brava un po’ capricciosa, un po’ viziata, ma brava. Lo dice chi c’era, io non ricordo, ricordo solo il tappeto peloso del tinello, la spazzola di Snoopy col sonaglino nel manico, addormentarmi nei viaggi verso il mare con le briciole dei biscotti Prince incastrate tra il collo e il mento. A me piace ancora dormire in macchina quando gli altri guidano, che siano tragitti brevi o...

Grow my own, my own seeds shall be sown

La vita non va quasi mai come te l’eri immaginata. Usi quello che sai per parare colpi, segui la strada di mattoni gialli, poi scopri che la magia è solo una voce dietro a un telone. Che quindi il cuore, il coraggio e il cervello, ma anche la strada verso casa, te li devi trovare da sola. Non sono brava con le piante, ma mi ci metto d’impegno. Testarda, rifiuto...

My body the hand grenade

Sabato mattina mi sono fatta una foto. Ero in bagno, mi stavo lavando e mi sono accorta di avere in alto, sulla spalla destra, un livido perfettamente tondo, che Iddio solo sa come mi sono fatta. Questa cosa dei lividi che non so come mi escano fuori è proprio rappresentativa di me, un po’ perché ho la pelle chiara e facile ai bolli, un po’ perché sono distratta, mentre mi...

All the people, so many people.

Mi piacciono le persone che fanno colazione al bar da sole. Che si prendono il tempo per leggere il giornale, e scenerano distratti la brioche mangiata a metà, come se fosse una sigaretta, battendola con il dito indice, sbriciolando sul pavimento. Mi piacciono le persone che leggono in metropolitana e sul treno, cerco sempre di capire che cosa stanno leggendo, a volte anche con contorsioni imbarazzanti, ricordiamoci che sono miope,...

Adrimer

[Disclaimer: l’hotel Adrimer esiste veramente, anche se non ci sono mai stata. La borsa gialla anche, l’ho vista su una spiaggia un pomeriggio di luglio, tra un lettino e un ombrellone, mentre la sua proprietaria non c’era. Il resto me lo sono inventato]. Nel sogno, corre. Corre sempre. A volte con gioia, a volte, più spesso, terrorizzata. Corre sul bordo di un promontorio, e guarda giù, e a volte, sempre...

Once upon a house.

Quando ero bambina, abitavamo in una casa vecchia, su Corso Regina, e la mia camera dava sulla ferrovia. Dal lato del corso, passavano le macchine, e soprattutto i tram. Li guardavo arrivare e sparire nel sottopassaggio, come pesci arancioni. La casa di Corso Regina aveva finestre luminose, soffitti altissimi e vecchi parquet, sui quali correvo scalza piantandomi le spine nel piede, che poi andavano tolte con la pinzetta o l’ago...

My best Sunday dress

Le suggestioni arrivano da tutte le parti. Dalle immagini che non ti mollano, dagli articoli tipo questo, dai frammenti che raccogli per caso, parlando con le persone. Scrivi? Mi chiedono gli amici, stai scrivendo? È tanto che non posti sul blog. La verità è che io scrivo sempre, ma non sempre è necessario che qualcuno lo sappia. Anzi, c’è una cosa che mi piace tanto ultimamente, in certe sere tardi,...

do/don’t

Non parlare di politica. Non scrivere commenti. Non leggere le ondate di follia dei commentatori dei post altrui. Non guardare, non sentire. Non parlare. Morditi le dita, le mani tutte, gli avambracci fino al gomito, le orecchie – sarà mai possibile mordersi le orecchie – e gli occhi – quando ti sembra di essere giunta al limite massimo di idiozie che puoi sopportare? L’esasperazione che vince la fisica. Incappare in...

They’re all revved up and ready to go

  Quando avevo 16 anni sono andata a sentire i Ramones in concerto a Milano. È stato uno degli ultimi live, credo. Era il 1996. Sedici anni, per l’esattezza, dovevo ancora compierli, ma avevo già giurato a me stessa che non avrei commesso lo stesso errore fatto con i Nirvana, che non avevo visto nel febbraio del 1994, perché tanto figurati se non torneranno quando sarai più grande. Quello che...