[fem-mi-nì-sta]s.f.

Primo: non è una parolaccia. Si può dire. Ammettere di essere femminista, se lo si pensa, è una buona cosa. Anche se siete avvenenti e depilate e non vi va che la gente pensi che sotto la parola “femminista” si celi un agglomerato di peli ribelli. Chi lo pensa, è pazzo e anacronistico. Potete dirlo anche se siete maschi: i casi di pirilli caduti dopo aver pronunciato la tragica affermazione “Sono...

Tutto si immagina

Io amo le storie. Leggerle, ascoltarle, raccontarle. Amo anche scriverle, è uno sporco lavoro e non viene sempre bene, ma è anche un piacere personale purissimo e indiscutibile. Ormai da tre anni mi regalo due ore alla settimana per frequentare corsi di scrittura (tipo questo e questo) che si traducono in pagine e pagine di appunti, files di word, riscritture, note in brutta grafia su quaderni sconnessi, ma soprattutto, come...

Transpotting e l’amarcord.

La prima volta che ho visto Trainspotting avevo 16 anni. Siamo usciti da quel cinema che stavamo ancora trattenendo il fiato. Noi che eravamo giuovini e alternativi negli anni 90 avevamo un tropismo per le storie di droga molto più che per la droga in sé – soprattutto se si parla di eroina: avevamo ancora negli occhi gli sfracelli marcescenti dei tossici anni 80, le catenine scippate, le facce  pustolose,...

il dritto di essere chi vuoi

E così sappiamo chi è Elena Ferrante. I suoi lettori, a dirla tutta, secondo me lo sapevano già: una scrittrice amata, una narratrice impeccabile, la costruttrice di un mondo popolato di figure che restano a lungo nella tua coscienza a raccontarsi. Di tutto il clamore, a me resta l’amarezza: preferivo il mistero. Ricordo lo scambio su whatsapp quest’estate con la mia amica di Belgrado, il suo aver letto “L’amica geniale”...